Mercoledì 10 marzo 2010 3 10 /03 /2010 12:03

Palermo- "La legge sul piano casa - ha dichiarato il presidente della regione, Raffaele Lombardo - approvata dal nostro Parlamento, e' una riforma importantissima ed enormemente attesa, che servira' alla Sicilia per rimettere in moto l'edilizia, un settore importante che da lavoro a migliaia di persone nell'isola. Siamo stati attenti a fare in modo che la ripresa produttiva delle imprese di costruzione, ferma da tempo, fosse ben regolamentata: la legge, infatti,contribuira' a migliorare il nostro patrimonio edilizio. La norma, dunque, ottiene un doppio obiettivo: da un lato la riqualificazione degli immobili, anche per migliorarne la sicurezza da un punto di vista geologico; dall'altro permettere l'attivazione di investimenti privati che contribuiranno a far ripartire la nostra economia".

"Il polemico atteggiamento di vari settori dell'aula sulla legge - ha proseguito il presidente - non ha trovato alla fine concreti riscontri e validi motivi, e la sua approvazione ne e' la prova.

Il lungo dibattito ha contribuito a migliorare il testo con l'apporto di tutti i deputati, soprattutto di quanti avevano un reale interesse alla sua approvazione. Abbiamo cercato di utilizzare questa occasione anche per colmare un vuoto che si era creato in Sicilia regione in cui ormai da troppi anni mancava una legge organica in materia. Dunque, complessivamente e' stato fatto un buon lavoro. A chi ha parlato di un nuovo "sacco" di Palermo mi basta dire che il "sacco" di Palermo sono stati fatti da altri in altri momenti e sono davanti ai nostri occhi. Noi facciamo azioni trasparenti da gente per bene".

"Il voto di questa sera - ha concluso Lombardo - segna il conseguimento di un altro degli obiettivi prioritari che il mio governo si e' dato e che continuera' a perseguire con le altre leggi che sono pronte per la discussione in aula. Procederemo con lo stesso metodo, chiedendo il consenso per il reale interesse dei siciliani e non per schieramenti preconcetti".
Il Piano Casa - afferma l'assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilita', Luigi Gentile, - risponde alle esigenze di semplificazione normativa, superando ogni ostacolo burocratico ed interpretativo. Si tratta di uno strumento volano per il rilancio delle politiche abitative ed edilizie in Sicilia. La legge recupera per intero l'intesa siglata tra Stato, Regioni ed Autonomie locali con tutti i limiti, in particolare a favore delle aree a rischio idrogeologico, e le agevolazioni, senza alcuna deroga ne' speculazione. La normativa produrra' benefici ed effetti positivi sul comparto dell'edilizia nel rispetto degli strumenti urbanistici. Ed ancora, gli investimenti saranno incentivati dalla semplificazione burocratica e interpretativa delle disposizioni".

"Tutto - conclude Gentile - a vantaggio della riqualificazione e dell'ammodernamento tecnico degli edifici esistenti, al sicuro da cementificazioni selvagge e nuove costruzioni, tra sistemi antisismici e per la bioedilizia, tutelando i centri storici e gli immobili di valore storico - culturale".

 

 

Mercoledì 10 marzo 2010 3 10 /03 /2010 12:02

Durante le odierne dichiarazioni di voto sul “Piano Casa” l’On. Cateno de Luca ha comunicato all’Aula le proprie dimissioni da Vice Capogruppo del MPA, in quanto ha voluto manifestare il proprio convinto dissenso per il mancato accoglimento della sua proposta di rinviare in Commissione Territorio ed Ambiente ed in Commissione Bilancio il DDL sul riordino degli Ato Rifiuti.

Pur rimanendo nel MPA -  dichiara l’on. Cateno De Luca -  non posso accettare che oltre l’ 80% dei Comuni siciliani vengano per legge dichiarati dissestati.

Questo DDL – continua l’on. De luca – contiene numerose nefandezze di merito, ma la norma che ucciderà i Comuni siciliani è quella transitoria, l’art.18,  che pone a totale carico dei bilanci degli Enti Locali oltre 1 miliardo e mezzo di euro di debiti accumulati dai 27 Ato Rifiuti.

Mi batterò fino in fondo – conclude l’on De Luca – per impedire che questo DDL diventi legge cercando da Parlamentare del gruppo del MPA, e non da Vice capogruppo di difendere gli interessi della Sicilia e dei Siciliani.

Mercoledì 10 marzo 2010 3 10 /03 /2010 11:56

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IL PRESIDENTE LOMBARDO E L'AMBASCIATORE IN ITALIA DELLA TUNISIA HABIB ACHOUR


PALERMO - "La Regione siciliana e' interessata a consolidare i rapporti gia' esistenti di collaborazione e cooperazione con la Tunisia nei diversi settori dove sono attive da tempo opportunita' di scambi e investimenti tra imprese siciliane e tunisine". Lo ha ribadito, oggi pomeriggio, il presidente della Regione Raffaele Lombardo, nel corso dell'incontro, a palazzo d'Orleans, con l徨mbasciatore di Tunisia in Italia, Habib Achour.

Lombardo dopo aver ricordato che "nella Repubblica tunisina, la Sicilia sta gia' sviluppando ben 92 progetti di partenariato a sostegno dell'economia", ha accolto la richiesta di mettere in campo altri due progetti che consentano alla Tunisia di attingere l'esperienza del meccanismo della formazione siciliana".

Il presidente della Regione siciliana e l'ambasciatore tunisino hanno sottolineato piu' volte la comune sensibilita' che unisce i due Paesi sul piano della solidarieta' e della comunanza di interessi per un futuro di sviluppo dei due territori: "Un legame storico di integrazione - ha detto il presidente Lombardo" reso possibile anche grazie all'opera del presidente Zine El Abidine Ben Ali, in tema di relazioni internazionali mirate al processo di pace".

Lombardo ha invitato l'ambasciatore e i presidente di una delle regioni tunisine che si affacciano nel Mediterraneo il 15 maggio, in occasione delle celebrazioni dell'autonomia siciliana, per consolidare e stabilizzare un osservatorio permanente nei settori di maggiore eccellenza e di interesse comune, come l'agricoltura, l'energia, i beni culturali.

Mercoledì 10 marzo 2010 3 10 /03 /2010 11:51

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L'ASSESSORE NICOLA LEANZA



PALERMO- Via libera a oltre 20 milioni di euro per realizzare progetti finalizzati a migliorare la qualita' della vita dei giovani siciliani di eta' compresa tra i 14 e i 30 anni.

L'assessore regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro, Lino Leanza ha presentato  nella sala Bonsignore dell'assessorato di viale Trinacria a Palermo, i primi 40 progetti, ognuno dei quali deve intercettare almeno tre azioni contenute nell'accordo, finanziati per un importo di 20.450.540,50 euro.

"E' stata l'occasione - ha detto Leanza - per incontrare gli enti che dovranno realizzare i primi 40 progetti. Abbiamo spiegato che l'intenzione della Regione e' di mettere i giovani al centro del sistema. Chiediamo meno formazione e piu' azioni concrete in favore di questa fascia della popolazione siciliana che deve diventare il motore dello sviluppo per il futuro della nostra isola".

Leanza ha anche annunciato che e' in fase di definizione un disegno di legge destinato ai giovani. "Il 29 e il 30 marzo, nel corso della prima conferenza regionale sulle Politiche giovanili che si svolgera' a Giardini Naxos, avvieremo la consultazione con tutti i soggetti interessati. Sara' un passaggio fondamentale perche' il prossimo due aprile presenteremo la legge di settore che vedra' i giovani come protagonisti per la crescita della Sicilia".

I 40 progetti presentati oggi riguardano cinque delle otto azioni contenute nell'Apq: prevedono la partecipazione dei giovani alle politiche territoriali, la creazione di spazi adeguati per esprimere la creativita' e la promozione di stili di vita sani e responsabili, con il coinvolgimento delle scuole.

In particolare, le azioni sono cosi' suddivise: 1)promozione della creativita' giovanile per favorire un maggior protagonismo sociale (7.460.380,58 euro); 2)educazione alla legalita' (3.542.000 euro) 3)promozione di stili di vita sani, e modelli positivi di comportamento (3.500.000 euro); 4)promozione della cultura dell'accoglienza e della multiculturalita' (3.000.000 euro); 6) sostegno alle relazioni familiari intergenerazionali (3.000.000).

Per queste 5 azioni, l'importo complessivo messo a disposizione era di 20.502.380,58.

Delle 162 richieste arrivate in assessorato, solo 122 sono state sottoposte a valutazione e di queste ne sono state finanziate 40. Ammessi in graduatoria, ma non finanziati per carenze di risorse, altri 52 progetti per un fabbisogno di oltre 35 milioni.

L'Accordo di programma quadro "Giovani protagonisti di se' e del territorio", sottoscritto dalla Regione con il Ministero dello Sviluppo Economico, prevede un budget complessivo di circa 32 milioni, in 3 anni. I progetti sono destinati a migliorare la qualita' della vita dei giovani siciliani di eta' compresa tra i 14 e i 30 anni.

I finanziamenti provengono dal fondo nazionale delle Politiche giovanili, dal cofinanziamento regionale, da economie sui fondi fas, oltre che dagli interventi previsti per gli enti beneficiari.

Complessivamente, l'Apq si articola in 8 azioni, a cui possono partecipare soggetti pubblici e privati, enti di formazione, istituti scolastici, universita', distretti socio-sanitari, cooperative sociali e onlus.

Si e' insediata anche la commissione per la valutazione dei progetti relativi all'azione 7 dell'Apq "Giovani e Lavoro" che dispone di fondi per 4 milioni di euro. Sono pervenute 272 domande presentate direttamente da ragazzi tra i 18 e i 30 anni per avviare stage o sviluppare idee innovative, per lo start-up d'impresa o per un finanziamento ad aziende di nuova costituzione che siano formate almeno per il 50% da giovani. Il limite massimo del contributo a fondo perduto varia tra i 12 mila e i 20 mila euro.

Disponibile pure un bando di 500 mila euro per la sezione 5 dell'Apq "Orientati verso l'Europa", che mira a favorire gli scambi dei giovani siciliani con le altre realta' europee, cio' anche al fine di superare gli svantaggi connessi alla posizione geografica, a rafforzare il senso della solidarieta' e alla costruzione dell'Europa attraverso la partecipazione a scambi transnazionali e a incoraggiare lo spirito d'iniziativa e d'impresa. In questo caso gli enti interessati dovranno presentare i progetti direttamente alla Commissione Europa mentre la Regione interviene con fondi regionali fino al 20% per integrare la quota finanziaria lasciata scoperta dai bandi europei. Infine, e' in fase di predisposizione la sezione 8 dell'Apq, destinata esclusivamente alla realizzazione di una campagna di comunicazione per dare ampia diffusione e visibilita' alle azioni messe in campo dall'Accordo di Programma Quadro.

Mercoledì 10 marzo 2010 3 10 /03 /2010 11:48
PER L'ASSESSORE CHINNICI UN ESEMPIO VIRTUOSO DI ENERGIA

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L'ASSESSORE CATERINA CHINNICI


PALERMO - Potenziato l'organico dell'Ufficio ispettivo per la vigilanza e il controllo degli enti locali del Dipartimento regionale delle Autonomie Locali.

L'integrazione si e' resa necessaria a seguito dell'incremento del numero di interventi sostitutivi della Regione a carico dei Comuni, per assicurare i livelli minimi essenziali del servizio di gestione dei rifiuti. A incrementare la dotazione organica dell'Ufficio saranno 7 dirigenti, 10 funzionari e 6 istruttori, in servizio presso il Dipartimento regionale dell'Acqua e dei Rifiuti dell'assessorato dell'Energia e dei Servizi di Pubblica Utilita'.

"E' un esempio virtuoso - spiega l'assessore regionale per le Autonomie Locali e la Funzione Pubblica, Caterina Chinnici - di sinergia tra i diversi rami di amministrazione, con l'obiettivo, prioritario per questo governo, di tentare di risolvere quello che e' diventato un problema serissimo. E' necessaria la collaborazione di tutti, per evitare che la Sicilia si trasformi in una discarica a cielo aperto".

I 23 dipendenti regionali continueranno a lavorare presso il dipartimento di appartenenza e saranno utilizzati dall'Ufficio ispettivo solamente per le problematiche relative alla gestione dei rifiuti e nei casi in cui si rendesse necessario il loro utilizzo per svolgere funzioni di accertamento o sostituzione presso gli enti locali.

Il decreto che dispone l'integrazione dell'Ufficio, a firma del dirigente generale del Dipartimento Autonomie Locali, Luciana Giammanco, e' gia' disponibile sul sito internet dell'assessorato e sara' pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana.

Mercoledì 10 marzo 2010 3 10 /03 /2010 11:47

PALERMOIl nuovo piano energetico della Regione siciliana sara' adottato come un regolamento di quello approvato nel marzo 2009. E sara' ispirato a due criteri-guida: sicurezza e convenienza. Le linee generali della politica energetica siciliana sono state tracciate dal presidente Raffaele Lombardo al convegno, che si e' aperto oggi a villa Malfitano a Palermo, sul tema: "Sicilia, verso una nuova politica energetica".

La scelta di introdurre correttivi e innovazioni al piano esistente nella forma del regolamento deriva dalla necessita' di evitare intoppi amministrativi che posso appesantire l'attuazione delle nuove iniziative decise dal governo regionale. Poi c'e' il problema della sicurezza. "C'e' l'impegno - ha detto Lombardo - di assicurare elevati standard di sicurezza. Questo vale per l'eolico, quando viene prodotto da megaimpianti, e vale per il nucleare. L'idea del governo era quello di affidare le scelte a un referendum popolare. Ma siccome l'Assemblea regionale si e' ritrovata all'unanimita' sulla posizione del no, ne abbiamo preso atto e questa e' diventata la linea della Sicilia".

Poi c'e' il tema della convenienza che Lombardo ha riportato non solo, ma in particolar modo, all'energia eolica. "I dati sono per ora controversi", ha osservato. "E' anche vero che i gestori pagano royalties ai Comuni oppure locazioni ai proprietari dei terreni. Ma noi vogliamo vedere chiaro anche sugli 'extra', sul rischio cioe' di illegalita', e sulla riduzione di valore dei beni immobili su cui dovrebbero essere sistemate le pale eoliche. Vanno quindi tenuti presenti tutti i dati sulla effettiva convenienza degli investimenti e sulle conseguenze anche ambientali".

Con riferimento alle fonti energetiche tradizionali, Lombardo ha ricordato che negli anni '50-60 in Sicilia il ruolo dell'industria petrolchimica va riletto anche in chiave storico-politica per capire meglio quale influenza abbia avuto nella vita pubblica. Ma vanno valutati anche gli effetti prodotti dalle attivita' fortemente inquinanti. "Si sono perdute - ha detto - vite umane, si sono sviluppate patologie collegate all'inquinamento ambientale, il sistema sanitario ha dovuto sostenere un costo elevato".

Mercoledì 10 marzo 2010 3 10 /03 /2010 11:46

TERMINI IMERESE (PALERMO) - "Termini Imerese e' l'emblema del fallimento di un modello di sviluppo imposto dallo Stato, alternativamente al quale i lavoratori, i sindacati e tutte le istituzioni devono sforzarsi per costruire un modello di sviluppo che parta dal territorio".

Lo ha detto il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, nel suo intervento nel corso della tavola rotonda sul tema "Quale futuro per la Fiat di Termini Imerese?", organizzata dalla Fiom Cgil nell'aula consiliare del Comune di Termini Imerese.

Per Lombardo, ci sono tutte le condizioni per far ripartire questo stabilimento. "E' importante che della vertenza Termini si continui a parlare, anche a livello internazionale. La chiusura sarebbe una rovina, quando, invece Termini potrebbe essere un'opportunita', per la stessa Fiat". "Parlero' con il ministro Scajola - ha aggiunto il presidente della Regione - perche' pretendiamo che si mettano tutte le carte in tavola sui progetti destinati al rilancio della Fiat di Termini. La Regione ha gia' messo nero su bianco il suo impegno, che e' concreto e serio".

"Alla riunione del 5 marzo, l'assessore Venturi ha citato anche le fonti alle quali intendiamo attingere per le risorse che stiamo mettendo in campo: 350 milioni di euro. Il governo nazionale ne mettera' altri 100 milioni".

"Cosa vuole fare realmente la Fiat? Noi vogliamo sapere se Marchionne manterra' l'impegno di cedere lo stabilimento perche' a Termini si possa continuare a produrre auto, non vendere spagnolette o lampade da tavola. A meno che non sia un modo per prendere tempo e, tre mesi prima della scadenza, proporre la vendita di mobili thailandesi. Chiediamo di conoscere quali siano i progetti che riguardano solo ed esclusivamente le auto".

Il presidente Lombardo ha concluso il suo intervento con un richiamo rivolto al governo nazionale affinche' le professionalita' esistenti nello stabilimento termitano non si disperdano.

Mercoledì 10 marzo 2010 3 10 /03 /2010 11:45

PALERMO - La scomparsa dell'economia dall'agenda politica, il ritardo della Regione su riforma della scuola, ricerca, diritto allo studio e il recupero del governo su formazione con l'avvio della riforma, ripresentazione della legge sul diritto allo studio, realizzazione di un tavolo tecnico per la ricerca, sono stati alcuni dei temi dell'intervento dell'assessore regionale per la formazione e l'istruzione, Mario Centorrino, al congresso regionale della Flc Cgil siciliana, che si e' svolto a Campofelice di Roccella.

Centorrino ha sottolineato "la gravita' del blocco dei trasferimenti tra nord e sud e l'ideologizzazione della questione meridionale, intesa nel senso che il governo amico da', al governo regionale 'nemico' non si da'".

"Ritengo essenziale e necessario - ha detto l'assessore - il rapporto con il sindacato, da attuare giorno per giorno: concertazione ma anche sfida sulla capacita' di riforma. Il sindacato e' un soggetto prezioso se propone, espone critiche costruttive, dialoga. Noi - ha continuato Centorrino- esprimiamo una 'domanda di sindacato', ma anche l'esigenza di un ruolo della politica, che tenga conto della necessita' di un'azione moralizzatrice che coinvolga tutti i soggetti del sistema".

Mercoledì 10 marzo 2010 3 10 /03 /2010 11:43

PALERMO- "Qualcuno ha scritto che Alberto Ronchey, scomparso qualche giorno fa, e' stato il miglior ministro dei Beni culturali dell'Italia repubblicana. Di certo e' stato un grande ministro. Un uomo che ha immaginato l'arte e, in generale, la cultura anche come grande risorsa economica per lo sviluppo del nostro Paese. Un esempio da seguire, soprattutto in Sicilia".

Lo afferma l'assessore regionale per i beni culturali e l'identita' siciliana, Gaetano Armao, commentando la scomparsa di Alberto Ronchey, giornalista ed ex ministro dei Beni culturali.

"Parlare oggi della legge Ronchey - dice ancora Armao - cioe' della legge che prende il suo nome perche' da Ronchey fortemente voluta, significa ritrovare i primi riferimenti di quella che deve essere la moderna gestione dei beni culturali: una gestione che deve tenere conto delle esperienze maturate all'estero dalla collaborazione tra pubblico e privato".

"Quella normativa - aggiunge l'assessore - alla tutela ha aggiunto i primi strumenti per la valorizzazione dei beni culturali. Una tutela, insomma, chiamata a fare i conti con i costi della gestione dei beni culturali e con le prospettive di incremento della qualita' dell'offerta ai visitatori: dai servizi aggiuntivi al sistema delle prenotazioni, dalle sponsorizzazioni al volontariato, fino ad arrivare alla mobilita' del personale.

Tutte idee che Ronchey portava avanti gia' quasi venti anni fa e che sono oggi di estrema attualita'".

"Ronchey - conclude Armao - e' anche il ministro che prova a imporre una legge contro gli spray che vandalizzano i monumenti.

E che, da grande giornalista, fa del rigore il suo punto di riferimento. Un intellettuale che parla, con il coraggio della verita' delle cose, di questione meridionale con la passione, sempre venata dal rigore, dei meridionalisti classici, da Giustino Fortunato a Manlio Rossi Doria. Un uomo che, come tutte le persone intelligenti, coltivava il dubbio e l'ironia, senza perdere di vista la forza delle idee".

Mercoledì 10 marzo 2010 3 10 /03 /2010 11:42

PALERMO - L'assessorato regionale al Turismo e' presente alla borsa internazionale del turismo di Berlino, che si tiene nella capitale tedesca dal 10 al 14 marzo, a sostegno dei 42 operatori siciliani che si sono accreditati, a loro spese, alla ITB. Operatori che potranno entrare cosi' in contatto, con i principali "buyers" (operatori della domanda) del settore, per promuovere i loro pacchetti turistici.

La Regione siciliana e' ospitata, con uno stand di 80 metri quadri, all'interno del Padiglione Italia dell'Enit.

"L'appuntamento di Berlino - ha detto l'assessore regionale al Turismo Nino Strano - e' strategico, perche' la ITB e' la principale fiera del settore nel mondo e la Germania e' in assoluto il primo paese sia per numero di viaggiatori, che di presenze, nella nostra Isola".

L'assessorato ha inoltre predisposto un evento collaterale, che si terra' il 12 marzo alle 11, nella "Terrazza Italia" del Padiglione Enit-Regioni.

Si tratta della presentazione della prima edizione della piantina turistica di Palermo 'Addiopizzo Travel', in versione tedesca, coorganizzata dall'associazione Addio Pizzo e dall'assessorato, e patrocinata e finanziata dall'Ambasciata tedesca in Italia.

Saranno presenti l'assessore regionale al Turismo, Nino Strano, il vice presidente della commissione nazionale Antimafia, Fabio Granata l'ambasciatore Michael Steinere, il presidente di Enit Italia, Matteo Marzotto e, in rappresentanza dell'associazione "Addiopizzo", Dario Ricobono.

La carta turistica segnala tutti gli esercizi commerciali palermitani che hanno aderito all'iniziativa, per garantire una vacanza al cento per cento "mafia-free", in alberghi, agriturismi, b&b, ristoranti, trattorie che non pagano il pizzo e le aziende agricole biologiche, i frantoi, le cantine confiscate ai boss .

"E' un'iniziativa concreta - ha detto Strano - per dare un'immagine reale della Sicilia, quella di una societa' civile libera che lotta contro la criminalita' organizzata e il malaffare".

Mercoledì 10 marzo 2010 3 10 /03 /2010 11:38

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L’attore Leo Gullotta, interprete dello spettacolo “Il piacere dell’onestà” di Luigi Pirandello, in scena fino a domenica nel Teatro Vittorio Emanuele per la stagione di prosa, venerdì mattina 12 marzo, alle ore 10, incontrerà in teatro gli studenti di Messina.

Leo Gullotta, un volto notissimo a tutti grazie alle sue apparizioni televisive sia come comico del Bagaglino sia come attore drammatico in numerose fiction, è considerato ormai dalla critica anche uno dei nostri migliori interpreti teatrali. Agli studenti – che, ha detto, incontra molto volentieri - spiegherà come nasce uno spettacolo di prosa, racconterà la sua prestigiosa carriera (che si è sviluppata anche al cinema) e risponderà a tutte le curiosità dei partecipanti.

Per questo incontro, l’Ente Teatro ha chiesto la collaborazione dell’Ufficio scolastico provinciale, dell’Ersu, degli assessorati comunale e provinciale e dell’Istituto Corelli.

L’ingresso è libero.

Mercoledì 10 marzo 2010 3 10 /03 /2010 11:36

 

L’I.I.S. “ANTONELLO” di Messina ha indetto per Sabato 13 marzo 2010 una giornata dedicata alla presentazione dei profili di formazione  e dei percorsi formativi che caratterizzeranno l’Istituto a partire dall’anno scolastico 2010/2011.

I docenti, i genitori e gli alunni delle Scuole del territorio sono invitati a partecipare all’incontro che si terrà nei locali dell’I.I.S. “ANTONELLO” dalle ore 09.30 alle ore 12.30 e dalle ore 16.00 alle ore 18.00.

 

Per ulteriori informazioni telefonare al centralino dell’Istituto – 090/5731583 – 5731753

fax 090/3710776 o consultare il sito web www.antonello.messina.it

Martedì 9 marzo 2010 2 09 /03 /2010 11:54

 

DI CARMELO GAROFALO

 

 



Ieri, giornata della mimosa e tutte contente le donne…anche per l’emancipazione della donna, per le pari opportunità, questa democrazia è riuscita a farsi ritenere paladina assoluta.

Ci si consenta però di ricordare che già negli anni ’30, a Messina si erano imposte, per autorevolezza professionale, due meravigliose donne del tempo: Jolanda Cicu, avvocato del Foro di Messina e Jole Auci, prima donna giornalista che concluse prestigiosamente un’onorata carriera a Catania.

E vi erano le “eroiche” donne di Bagnara Calabra che, a decine, sbarcavano dai traghetti – e ve ne erano tanti allora…- con sul capo ceste di pesce fresco e di prodotti calabresi vari.

Non vi era, allora, la “mimosa democratica” a dare l’incentivo alle donne per sentirsi eguali agli uomini.

Erano, di contro, i tempi in cui si determinano le ore di lavoro settimanali per evitare lo sfruttamento, si assicurava ai lavoratori, uomo o donna, la pensione, l’assistenza sociale, la tutela contro le malattie e gli infortuni, gli assegni familiari, le vertenze di lavoro risolta entro 15 giorni, le colonie marine e montane per i loro figli, tutta roba fino ad allora non conosciute dagli italiani.

E v’erano le giovani maestre che raggiungevano i più sperduti borghi per insegnare nelle “scuole rurali”, attrezzate con una cucina per consentire alle stesse maestre di preparare la refezione scolastica calda.

E non v’erano, di contro, i carrozzoni di oggi, con gli appalti, e tangenti, la corruzione.

Chi vi scrive ha vissuto queste cose, non le ha sognate…

Lunedì 8 marzo 2010 1 08 /03 /2010 12:52
DI CARMELO GAROFALO



Incapaci di fare opposizione democratica, contrapponendo proposte alternative in solidi contenitori di idee e non di vuote parole, consapevoli di essere sempre più disattesi dalla stragrande maggioranza degli italiani, s’arrampicano sugli specchi, sperano in un giustizialismo giudiziario a conclusione di anonime, mirate, prefabbricate denuncie sulle quali, giustamente, i Magistrati sono chiamati a lavorare per vagliare, giudicare, decidere, confidando negli errori degli altri, chiedendo comprensione per i propri, ed infine, quando interviene il Presidente della Repubblica, la cui autorevolezza e imparzialità super partes, gli si muovono oscure minacce.

Corsi e ricorsi storici… ricordate il presidente della Repubblica, Giovanni Leone, messo alla gogna dagli avversari politici ed a fuoco lento da mass media che disattendono i principi fondanti della libertà di informazione che va esercitata nel rispetto della verità e della dignità altrui?

E l’offensiva sferrata, nello studio del Quirinale, al Presidente Segni, colpito da ictus nel corso della “democratica” opposizione oratoria di politici della statura di Moro, di Saragat e dei compagni socialisti e comunisti?

A che è valso che, dopo alcuni decenni, sia stata resa giustizia a Leone ed a Segni -  come accadde per altri politici, da Andreotti a Mannino, dagli avversari messi fuori giuoco e, alla fine, assolti da ogni accusa?

Non occorre essere né costituzionalisti né giuristi per comprendere che siano stati compiuti nell’Italia  “democratica” almeno due  colpi di Stato, uno incruento, l’altro purtroppo no…

Si vorrebbe, ora, mettere alle corde un Capo dello Stato che, senza nulla togliere ai suoi predecessori, è autentico e severo custode della Costituzione e con raro equilibrio e certezza di diritto, s’è rivelato autorevole ed imparziale rappresentante degli italiani tutti?

Non soltanto degli italiani appartenenti lo schieramento politico dal quale discende.

Attenti a non gingillarvi troppo “amici” del centro-sinistra, con il vaso della “democrazia minacciata” che potrebbe finire in cocci da raccogliere in lacrime da tutti gli italiani.

La gente oggi non è più quella di ieri che s’è bevuta gli “analcolici” avvelenati del tempo di Leone e di Segni.

Oggi gli italiani sono stanchi di una politica rissosa, cattiva, improduttiva, vogliono essere “governati” e non “asserviti”

Un bel giuoco dura poco eppure hanno giocato abbastanza e continuano a giocare, per fini di potere che non sono di utilità per la gente che vuole lavoro, un fisco equilibrato, una politica sociale rispondente alle esigenze del tempo, la sicurezza, la legalità, Istituzioni da rispettare e che rispettino, giustizia certa e non secolare, istruzione adeguata, servizi pubblici che non siano carrozzoni clientelari.

Si vuol vivere in un Paese civile non nella Babilonia del Mediterraneo.

Ecco perchè in questo complesso e difficile momento nella vita politica ed economica d’Italia occorre una guida sicura, un tutore la cui imparzialità e indipendenza siano di assoluta garanzia di rispetto della Costituzione e delle regole, regole che devono garantire il diritto di voto a tutti gli italiani, a tutti come Napolitano, statista insigne.

Rinfoderino, quindi, le armi della minaccia dell’ostruzionismo in Parlamento, nelle solenni Ante di Palazzo Madama  e di Montecitorio dove ci si confronta in civili dibattiti e non in rissosi schiamazzi da cortile, o delle manifestazioni di piazza o di furbastri tentativi di colpi di Stato incruenti tentando di delegittimare un Capo dello Stato che ha mostrato di essere elegante e severo “super partes”.

Venga l’ora del ravvedimento per quanti credono di stare in piedi, ricordando l’ammonizione di San Paolo “guardino di non cadere” e si contribuisca, tutti insieme, a far risorgere l’Italia dalle ceneri morali in cui è stato ridotto da una falsa concezione di democrazia.

E da tutti sia detto al Capo dello Stato Giorgio Napolitano: “grazie, Presidente” grazie!

Lunedì 8 marzo 2010 1 08 /03 /2010 12:51

DI CARMELO GAROFALO



Siamo stati tra i pochi, da sempre, ad allertare sul rischio della introduzione dell’euro, soprattutto confortati dalla decisione allora adottata da altri Paesi, soprattutto Gran Bretagna e Svizzera, maestri dell’arte finanziaria, che non volevano sentir parlare di euro.

Ma oscure trame di sapientoni da circo equestre finirono con l’imporlo con le conseguenze a tutti ben note, sicchè l’Italia accentuò il distacco fra la “casta” al potere, ricca di privilegi fastosi e di regali prebende, e la “plebe”, il ceto medio ed i lavoratori d’ogni settore sempre più in difficoltà con un euro strangolatore che ha dimezzato il nostro potere d’acquisto.

Era ora, quindi, che qualcuno avesse il coraggio di denunciare l’errore dell’adozione dell’euro come moneta unica di un’Europa che proprio unita non è ma per recitare un de profundis al marco, perché la denuncia arriva proprio da “Der Spiegel” che, contrito, ammette che “l’euro è stato fondato sulla menzogna”, il prestigioso giornale tedesco non ha peli sulla lingua e scrive testualmente: “molti dei più grandi giocatori d’azzardo non stanno nei saloni di Borsa dei centri della finanza internazionale, ma nelle cancellerie dei governi che hanno utilizzato l’euro per vivere per anni con imbrogli e falsificazioni a spese degli altri oppure hanno guardato intenzionalmente da un’altra parte”.

Concludendo che ormai bisogna rassegnarsi all’euro perché sarebbe una catastrofe tornare indietro, il giornale tedesco ha, comunque sentenziato una condanna che, sottobanco, non salva…i prodi sostenitori dell’euro in Italia.

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