Carissimi fratelli e sorelle,
il 29 settembre 2012, festa dei santi
Arcangeli, nella Basilica Cattedrale di Acireale verrà beatificato il Venerabile Servo di Dio fra’ Gabriele Maria Allegra dell’Ordine dei Frati Minori di Sicilia. È un evento atteso da tanto
tempo per il quale rendere grazie al Signore! Un evento che possa essere occasione per rinnovare lo stupore e la gratitudine per il dono della nostra vocazione: vita vissuta nel sì incondizionato
al Signore.
1. Quella di Fra Gabriele Maria Allegra, apostolo della
Parola, è una vita intrecciata tra l’opera di traduzione e pubblicazione della Bibbia in cinese, e la testimonianza di una esistenza ispirata e vissuta nella carità di Cristo.
Una vita bella è un sogno di gioventù
realizzato in età matura soleva
dire Fra Gabriele Maria Allegra. Questa “vita bella” comincia a S. Giovanni La Punta, in quella che è “una famiglia di santi”, la famiglia degli Allegra, modesta, ma intensamente religiosa. Un
ambiente di preghiera, di fede e di amore per Dio e per Maria. In quella casa nasce Giovanni (il nome di battesimo) Allegra; in quell’ambiente “germina” e si sviluppa la sua vocazione cristiana e
francescana1.
2. Il percorso vocazionale di Giovanni inizia ad Acireale,
nel Collegio serafico di S. Biagio, per essere introdotto alla conoscenza di s. Francesco e della sua proposta evangelica. Concluso questo primo periodo si reca a Bronte dove fra’ Gabriele Maria
– così si chiamerà d’ora in poi – trascorre l’anno di noviziato; durante quest’anno si concretizza la sua vocazione missionaria. Nel 1924 torna ad Acireale per gli studi di scuola
medio-superiore.
3. Egli coltiva un sogno che lo porterà a diventare
missionario e a vivere per quasi mezzo secolo in Cina: Se i protestanti per amore della Parola di Dio hanno tradotto la Bibbia in cinese, perché i cattolici non possono fare altrettanto?
Andrò in Cina e tradurrò la Parola di Dio in cinese.
Egli sa che si tratta di un impegno immane,
che sarà compito di tutta la vita, che gli imporrà l’impiego di tutte le sue forze e l’aiuto dall’Alto. Con la semplicità e la fede che gli sono consuete mette il progetto nelle mani di Maria. A
Lei promette di portare avanti quest’impegno fino alla fine.
4. Per questo lavoro egli ha la consapevolezza che alla S.
Scrittura non ci si può accostare come se fosse un testo di studio qualsiasi, ma per ciò che essa realmente è, quale Parola di Dio interpretata nella fede della Chiesa. Sì – scrive –
facciamo ricorso a tutta la scienza necessaria a chiarire il Sacro Testo, ma leggiamolo e spieghiamolo nella Chiesa: la comunità dell’Amore, per spiegare l’Amore.
Al Verbo Eterno chiede la grazia di fargli
comprendere i tesori nascosti della Sapienza di Dio e di essere introdotto nella conoscenza della Verità che è Cristo stesso. Sto alla porta e busso. Vorrei l’intelligenza del
mistero di Cristo, vorrei comprendere per quanto è possibile a povero peccatore pentito, l’eminente scienza della sua carità, la sua regalità assoluta.
E ancora: Dammi, Te ne supplico, o Padre,
l’intelligenza della Sacra Scrittura. Fammi comprendere per essa la pedagogia divina con la quale Tu conduci non solo un popolo, ma l’umanità intera a Te a al Tuo Cristo. Fa che […]
sappia mutare lo studio in continua preghiera, e studi soltanto per diventare discepolo della Sapienza, cioè, per conoscerti meglio e per amarti di più!.
Fra Gabriele Maria Allegra, dunque, conduce il
lavoro di traduzione della Bibbia sorretto da quelle che sono le due colonne portanti della vocazione francescana: la preghiera e lo studio.
5. L’opera di donare Cristo alla Cina e la Cina a Cristo, la
traduzione della Sacra Scrittura in cinese, assume anche il senso del dialogo tra due civiltà, tra Oriente e Occidente, nel rispetto anzi nell’amore reciproco; non a caso il Beato Giovanni Paolo
II ha indicato Fra’ Gabriele Maria Allegra quale “uomo del dialogo fra Cristo e la Cina”. In tal modo questo nostro Fratello e conterraneo ci conferma che la Parola di Dio è sempre capace di
penetrare e di esprimersi in culture e lingue differenti, ma anche di trasfigurare i limiti delle singole culture per una comunione più vasta.
6. Fra’ Gabriele Maria Allegra fa parte di quella schiera di
uomini di Dio, di quei giusti, che si sono fatti possedere da Dio, da Lui plasmare, dalla sua Parola inabitare e nei quali si è potuto leggere la presenza di Dio.
E qui la storia della traduzione si fa
tutt’uno con la storia dei lebbrosi di Macau. I “suoi cari lebbrosi”, così lui li chiamava. Vivrà insieme a loro da fratello, da padre, da amico. Egli è convinto che se la parola dell’uomo sembra
ammutolire davanti al mistero del male e del dolore, la Parola di Dio svela che anche queste circostanze sono misteriosamente “abbracciate” dalla tenerezza di Dio, che si rende presente
attraverso la carità fraterna dei suoi discepoli. Colui che crede di aver compreso le Scritture – dice S. Agostino – senza impegnarsi a costruire mediante la loro intelligenza,
l’amore di Dio e del prossimo dimostra di non averle comprese . Fra’ Gabriele Maria Allegra prende sul serio queste parole.
7. Perciò molto a Lui dobbiamo! Con le parole di Fra’ Gabriele Maria Allegra che
ritroviamo nelle sue Memorie, sale a Dio il nostro ringraziamento per la vita e l’opera di questo apostolo del Verbo Incarnato che ha donato la sua vita per la Parola.
Dobbiamo molto al Signore per il dono di
santità e grazia concesso a questo nostro fratello e padre.
Deve molto l’Ordine dei Frati Minori e, in
particolare la Provincia del SS. Nome di Gesù di Sicilia di cui p. Gabriele è figlio, che ha potuto offrire “il dono più prezioso fatto dai francescani al popolo cinese”, ovvero la Bibbia
tradotta nella lingua di questo grande Popolo.
Gli deve molto l’Isola natia, ove sembrano
risuonare ancora la parole del Beato Giovanni Paolo II: “Sii felice, Sicilia, sii felice… per i molti santi e beati. Sii felice, sii riconoscente a Dio per questi tesori di santità e di
cultura”.
E allora: sii felice Sicilia, patria di P.
Gabriele! Sii felice S. Giovanni La Punta che lo hai visto nascere, sii felice Acireale che hai visto muovere i primi passi di questa santità e ne custodisci i resti mortali.
Adesso è arrivato il giorno tanto atteso che
potremo invocarlo col il titolo di Beato. Sarà questo un giorno di letizia per tutta la Chiesa, per l’Ordine dei Frati Minori, per la Famiglia Francescana, per la Sicilia; giorno illuminato dalla
santità eroica di questo straordinario apostolo e servo della Parola.