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Saturday 15 september 6 15 /09 /Set 09:07

 DI EMILIO FALVO

 

Si e’ conclusa da poco la grande kermesse del fascino femminile a Montecatini Terme, organizzata da Patrizia Mirigliani, con la vittoria di una giovane e bella ragazza isolana, Giusy Buscemi, 19 anni, nata a Mazara del Vallo (Trapani).

La bionda Giusy dagli occhi verdi, diplomata al Liceo scientifico, ama la danza e il cinema ed e’ molto fedele alla sua famiglia.

Con la vittoria di questa splendida fanciulla mediterranea tutta la Sicilia esulta. Da tempo una miss siciliana non era riuscita a conquistare la corona della piu’ bella d’Italia.

Un sogno letteralmente spezzato per tutte le altre partecipanti al concorso, condotto egregiamente da Fabrizio Frizzi, in particolare per la giovane cosentina Alessia Reda, che si e’ fermata a ridosso delle dieci piu’ belle.

Alessia ha cercato in tutti i modi di rappresentare con dignita’ la sua  Rende, la provincia cosentina e l’intera Calabria.

La diciottenne si e’ appena diplomata in ragioneria con il massimo dei voti ed in seguito si e’ iscritta alla facolta di Economia, all’UNICAL. Si definisce dolce e determinata e vive nel motto “Carpe diem” (“cogli l’attimo”), una frase riportata su una poesia di  Orazio, un vero aforisma. Notevole la sua somiglianza con l’ex-velina di “Striscia la Notizia” Elisabetta Canalis. Tra i suoi artisti musicali  preferiti: Lady Gaga, Jennifer Lopez, Two Hats e Marco Carta.

Nel corso della manifestazione e’ stata ripescata dalla giuria all’inizi della seconda puntata ed e’ riuscita ad entrare nella serata finale per la fascia di piu’bella, ma nella selezione successiva e’stata annunciata la sua esclusione. Come  per la giovane Alessia, anche per tutte le altre rappresentanti della propria regione rimane sempre vivo il sogno di conquistare la corona di piu’bella delle italiane.

E’proprio il caso di dire che i sogni non finiscono mai, e che ognuna di loro si possa realizzare pienamente in altre opportunita’, in quanto oggi le giovani non sono soltanto belle, ma hanno anche altre qualita’ ugualmente apprezzabili: l’intelligenza e la voglia di affermarsi in tutte le direzioni.

Wednesday 12 september 3 12 /09 /Set 12:00

Luigi-croce-procuratore.jpgI messinesi hanno appreso esultanti che a guidare il Comune di Messina , dopo le dimissioni del Sindaco Buzzanca, che si è candidato per essere rieletto all’Assemblea regionale siciliana, sarà un messinese “doc”, Sua Eccellenza il dott. Luigi Croce, alto insigne Magistrato , già Procuratore Capo della Repubblica a Messina e Procuratore generale a Palermo.

Il Commissario al Comune dott. Luigi Croce è ben noto per le sue eccelse doti culturali e professionali, per la sua capacità d’essere amministratore attento e responsabile , gode della stima e della simpatia di tutti i cittadini, soprattutto dei messinesi della terza età molti dei quali ricordano con intramontabile devozione la adorabile Mamma che onorò il glorioso Liceo Ginnasio Maurolico i cui allievi impararono ad amare la matematica, spesso amara per gli studenti del “classico”, grazie proprio alla didattica della professoressa Antonietta Croce Ciraolo sempre cara ai suoi tanti allievi tra cui il nostro Direttore Carmelo Garofalo che saluta il Commissario con un “Bentornato, Procuratore Luigi Croce” con l’augurio che il suo lavoro, benedetto dalla Madonnina che guarda il dirimpettaio Palazzo Zanca conduca ad un riassortimento della pur pesante e gravosa situazione nella quale versa il Comune e riaccenda le speranze dei messinesi per poter ancora una volta gridare festosi “Post fata resurgo!”

 

Buon lavoro, dott. Croce!

 

Wednesday 12 september 3 12 /09 /Set 10:38

Mons. Renato Boccardo Arcivescovo di Spoleto-Norcia presiederà sul piazzale del Santuario della Stella le celebrazioni di chiusura del 150° anno delle apparizioni della Madonna al piccolo Federico Cionchi avvenute nel 1861-’62, ed avviate nel settembre dell’anno scorso.

“ E’ stato un anno ricco di grazia e denso di significativi momenti celebrativi, culturali e formativi “ ha anticipato l’Arcivescovo intervenendo sabato sera nel salone delle conferenze del Santuario alla presentazione del libro “ Una Chiesetta diruta,un fanciullo “.

Un “ Incontro con l’Autore” rievocativo della storia vera e commovente di Federico Cionchi, ma anche della “vita” del Santuario già lunga un secolo e mezzo.

Facendo poi riferimento al contenuto dell’altro libro “ Bernadette e Lourdes” degli stessi autori ( Cennamo,Vaudo ) l’Arcivescovo ha sottolineato come la Madonna mostri di preferire, nelle apparizioni, di affidare il Suo messaggio ai fanciulli/e, poveri, umili ed illetterati.

“ Apparendo a Righetto – ha sottolieneato- ed esortandolo alla bontà la Vergine Maria ci indica il cammino lungo il quale ci precede e ci accompagna. Lo hanno compreso, con quella intuizione di fede che caratterizza il popolo cristiano, le genti della Fratta e di Turrita all’inizio e poi gli abitanti della nostra regione che da 150 anni accorrono ai piedi della Madonna della Stella”.

La riunione è stata coordinata dal Padre Luciano Temperilli, Rettore del Santuario, che ha illustrato altri significativi aspetti della storia del Santuario e l’influenza sulla popolazione e sul territorio della Valle spoletina.

Donatella Tesei, sindaco di Montefalco, nel porgere il saluto della città ai convenuti ha sottolineato come : “ questi momenti celebrativi, formativi, culturali e di adesione popolare possano contribuire ad edificare una società migliore, formata da gente che opera con onestà ed intelligenza, oltre che occasione per mantenere vive le tradizioni locali e farle conoscere all’estero.

Ad “ Incontro con l’Autore” è intervenuto un folto pubblico in mezzo al quale spiccavano le divise da lavoro indossate da una decina di assistenti Unitalsi della sezione di Spoleto che hanno avuto modo di confermare quanto importanti e profonde di fede siano le motivazioni dei pellegrinaggi a Lourdes.

Al termine dell”Incontro” e durante l’aperitivo con l’Arcivescovo il vertice della Banca Popolare di Spoleto, presente con l’avvocato Michelangelo Zuccari e con il direttore Marco Bellingacci, ha visitato lo stato dei lavori di ricostruzione dopo-terremoto e ristrutturazione del Santuario, anche in segno di riconoscimento della meritoria opera dei Padri Passionisti.

A proposito dei Pellegrinaggi a Lourdes Giovannino Antonini, Presidente della SCS controllante BPS, ha ricordato episodi della vita dello zio don Francesco Antonini, parroco per vent’anni di Firenzuola ed assistente ecclesiastico sui treni dei malati. Don Francesco è morto a Lourdes durante il suo 17° pellegrinaggio, il mattino del 16 luglio 1978, per un malore improvviso dinanzi alla Grotta. Come per tutta la vita si era augurato.

Wednesday 12 september 3 12 /09 /Set 10:29

Venerdì 21 settembre p.v.scadono i termini per compilare on line la domanda di assegnazione del voucher formativo per partecipare al corso di specializzazione in Architettura Bioclimatica [id 10751], promosso da ORSA in partenariato con PROSS Progetti Lavori srl, a Palermo e ammesso nel Catalogo Interregionale dell'Alta Formazione – Annualità 2012 Regione Veneto.

 

Il corso di specializzazione della durata complessiva di 400 ore (articolate in 296 ore di formazione in aula, 4 ore di visite guidate e 100 ore di stage) è rivolto a soggetti residenti nella Regione Siciliana, in possesso di diploma di laurea (vecchio ordinamento) o laurea magistrale (nuovo ordinamento), sia occupati che disoccupati, inoccupati.

 

La partecipazione è gratuita per coloro che risulteranno assegnatari dei voucher formativi erogati dalla Regione Veneto – Direzione Formazione, attribuiti secondo le modalità disciplinate dal DGR N. 846 del 15 luglio 2012 Catalogo Interregionale Alta Formazione.

 

 

Wednesday 12 september 3 12 /09 /Set 10:27

Messina - Si chiama “morte cardiaca improvvisa” e nel mondo occidentale colpisce ogni anno centinaia di migliaia di persone: 50 – 60 mila i casi solo nel nostro Paese. Un evento spesso drammatico, l’arresto cardiaco improvviso, le cui gravi conseguenze, tuttavia, possono essere evitate o mitigate intervenendo tempestivamente, attraverso precise manovre, in attesa dell’arrivo dei soccorsi.

Questa preziosa pratica, che sostituisce le funzioni vitali interrotte ed è indicata con la sigla BLSD (Basic Life Support – Defibrillation), è al centro della nuova stagione della formazione specifica nel campo delle emergenze – urgenze avviato dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina in accordo con gli standard proposti e utilizzati dalla Joint Commission International.

Il progetto formativo, promosso dall’Unità Operativa Formazione e accreditato presso la Commissione per l’Educazione Continua in Medicina, è destinato prioritariamente a tutto il personale sanitario ospedaliero per estendersi, poi, a tutto il personale dell’Azienda.

Le giornate formative si svolgono nei presidi ospedalieri aziendali: sono state, infatti, già realizzate le prime edizioni a Milazzo e Barcellona P.G., a cura del team di formatori interni coordinati dal dott. Salvatore La Rosa, mentre la prossima edizione è in programma il 14 e il 15 settembre nel Presidio Ospedaliero di Lipari. La parte più significativa delle sessioni formative è dedicata all’attività pratica su manichino, con verifica di apprendimento finale e superamento dello skill test.

Il supporto di base delle funzioni vitali rappresenta uno degli anelli che compongono la cosiddetta “catena della sopravvivenza”, ovvero la successione degli interventi che, se strettamente coordinata e precoce, può appunto consentire alla persona di sopravvivere ad un arresto cardiaco improvviso. Questa successione consiste nella chiamata ai sistemi di emergenza (1° anello) e, nell’attesa del loro arrivo, nell’esecuzione di manovre che possano “sostituirsi” al cuore nell’assicurare l’ossigenazione dei tessuti e degli organi (2° anello Basic Life Support) e far riprendere al cuore il battito spontaneo con la defibrillazione (3° anello). Infine il quarto anello: l’intervento avanzato, con farmaci ed altre manovre di supporto, svolte dal personale medico.

«L’importanza e la forza della catena e i risultati, in termini di sopravvivenza, non dipendono solamente dai singoli anelli, – afferma il Commissario Straordinario dell’ASP Messina, il dott. Manlio Magistri – ma dal legame tra gli stessi. Appare dunque evidente la rilevanza della corretta e tempestiva gestione dell’arresto cardiaco».

 

Wednesday 12 september 3 12 /09 /Set 10:17

Carissimi fratelli e sorelle,

il 29 settembre 2012, festa dei santi Arcangeli, nella Basilica Cattedrale di Acireale verrà beatificato il Venerabile Servo di Dio fra’ Gabriele Maria Allegra dell’Ordine dei Frati Minori di Sicilia. È un evento atteso da tanto tempo per il quale rendere grazie al Signore! Un evento che possa essere occasione per rinnovare lo stupore e la gratitudine per il dono della nostra vocazione: vita vissuta nel sì incondizionato al Signore.

 

1. Quella di Fra Gabriele Maria Allegra, apostolo della Parola, è una vita intrecciata tra l’opera di traduzione e pubblicazione della Bibbia in cinese, e la testimonianza di una esistenza ispirata e vissuta nella carità di Cristo.

Una vita bella è un sogno di gioventù realizzato in età matura soleva dire Fra Gabriele Maria Allegra. Questa “vita bella” comincia a S. Giovanni La Punta, in quella che è “una famiglia di santi”, la famiglia degli Allegra, modesta, ma intensamente religiosa. Un ambiente di preghiera, di fede e di amore per Dio e per Maria. In quella casa nasce Giovanni (il nome di battesimo) Allegra; in quell’ambiente “germina” e si sviluppa la sua vocazione cristiana e francescana1.

 

2. Il percorso vocazionale di Giovanni inizia ad Acireale, nel Collegio serafico di S. Biagio, per essere introdotto alla conoscenza di s. Francesco e della sua proposta evangelica. Concluso questo primo periodo si reca a Bronte dove fra’ Gabriele Maria – così si chiamerà d’ora in poi – trascorre l’anno di noviziato; durante quest’anno si concretizza la sua vocazione missionaria. Nel 1924 torna ad Acireale per gli studi di scuola medio-superiore.

 

3. Egli coltiva un sogno che lo porterà a diventare missionario e a vivere per quasi mezzo secolo in Cina: Se i protestanti per amore della Parola di Dio hanno tradotto la Bibbia in cinese, perché i cattolici non possono fare altrettanto? Andrò in Cina e tradurrò la Parola di Dio in cinese.

Egli sa che si tratta di un impegno immane, che sarà compito di tutta la vita, che gli imporrà l’impiego di tutte le sue forze e l’aiuto dall’Alto. Con la semplicità e la fede che gli sono consuete mette il progetto nelle mani di Maria. A Lei promette di portare avanti quest’impegno fino alla fine.

 

4. Per questo lavoro egli ha la consapevolezza che alla S. Scrittura non ci si può accostare come se fosse un testo di studio qualsiasi, ma per ciò che essa realmente è, quale Parola di Dio interpretata nella fede della Chiesa. – scrive – facciamo ricorso a tutta la scienza necessaria a chiarire il Sacro Testo, ma leggiamolo e spieghiamolo nella Chiesa: la comunità dell’Amore, per spiegare l’Amore.

Al Verbo Eterno chiede la grazia di fargli comprendere i tesori nascosti della Sapienza di Dio e di essere introdotto nella conoscenza della Verità che è Cristo stesso. Sto alla porta e busso. Vorrei l’intelligenza del mistero di Cristo, vorrei comprendere per quanto è possibile a povero peccatore pentito, l’eminente scienza della sua carità, la sua regalità assoluta.

E ancora: Dammi, Te ne supplico, o Padre, l’intelligenza della Sacra Scrittura. Fammi comprendere per essa la pedagogia divina con la quale Tu conduci non solo un popolo, ma l’umanità intera a Te a al Tuo Cristo. Fa che […] sappia mutare lo studio in continua preghiera, e studi soltanto per diventare discepolo della Sapienza, cioè, per conoscerti meglio e per amarti di più!.

Fra Gabriele Maria Allegra, dunque, conduce il lavoro di traduzione della Bibbia sorretto da quelle che sono le due colonne portanti della vocazione francescana: la preghiera e lo studio.

 

5. L’opera di donare Cristo alla Cina e la Cina a Cristo, la traduzione della Sacra Scrittura in cinese, assume anche il senso del dialogo tra due civiltà, tra Oriente e Occidente, nel rispetto anzi nell’amore reciproco; non a caso il Beato Giovanni Paolo II ha indicato Fra’ Gabriele Maria Allegra quale “uomo del dialogo fra Cristo e la Cina”. In tal modo questo nostro Fratello e conterraneo ci conferma che la Parola di Dio è sempre capace di penetrare e di esprimersi in culture e lingue differenti, ma anche di trasfigurare i limiti delle singole culture per una comunione più vasta.

6. Fra’ Gabriele Maria Allegra fa parte di quella schiera di uomini di Dio, di quei giusti, che si sono fatti possedere da Dio, da Lui plasmare, dalla sua Parola inabitare e nei quali si è potuto leggere la presenza di Dio.

E qui la storia della traduzione si fa tutt’uno con la storia dei lebbrosi di Macau. I “suoi cari lebbrosi”, così lui li chiamava. Vivrà insieme a loro da fratello, da padre, da amico. Egli è convinto che se la parola dell’uomo sembra ammutolire davanti al mistero del male e del dolore, la Parola di Dio svela che anche queste circostanze sono misteriosamente “abbracciate” dalla tenerezza di Dio, che si rende presente attraverso la carità fraterna dei suoi discepoli. Colui che crede di aver compreso le Scritture – dice S. Agostino – senza impegnarsi a costruire mediante la loro intelligenza, l’amore di Dio e del prossimo dimostra di non averle comprese . Fra’ Gabriele Maria Allegra prende sul serio queste parole.

 

7. Perciò molto a Lui dobbiamo! Con le parole di Fra’ Gabriele Maria Allegra che ritroviamo nelle sue Memorie, sale a Dio il nostro ringraziamento per la vita e l’opera di questo apostolo del Verbo Incarnato che ha donato la sua vita per la Parola.

Dobbiamo molto al Signore per il dono di santità e grazia concesso a questo nostro fratello e padre.

Deve molto l’Ordine dei Frati Minori e, in particolare la Provincia del SS. Nome di Gesù di Sicilia di cui p. Gabriele è figlio, che ha potuto offrire “il dono più prezioso fatto dai francescani al popolo cinese”, ovvero la Bibbia tradotta nella lingua di questo grande Popolo.

Gli deve molto l’Isola natia, ove sembrano risuonare ancora la parole del Beato Giovanni Paolo II: “Sii felice, Sicilia, sii felice… per i molti santi e beati. Sii felice, sii riconoscente a Dio per questi tesori di santità e di cultura”.

E allora: sii felice Sicilia, patria di P. Gabriele! Sii felice S. Giovanni La Punta che lo hai visto nascere, sii felice Acireale che hai visto muovere i primi passi di questa santità e ne custodisci i resti mortali.

Adesso è arrivato il giorno tanto atteso che potremo invocarlo col il titolo di Beato. Sarà questo un giorno di letizia per tutta la Chiesa, per l’Ordine dei Frati Minori, per la Famiglia Francescana, per la Sicilia; giorno illuminato dalla santità eroica di questo straordinario apostolo e servo della Parola.

Wednesday 12 september 3 12 /09 /Set 10:15

EMILIO FALVO

 

 

Nel “polmone verde” della Sila, a San Giovanni in Fiore, patria di Gioacchino, di “spirito profetico dotato”, l’evento piu’ importante dell’anno e’ di sicuro il quarto “Torneo dei Boscaioli”, organizzato dalla ASSOPEC (associazione operatori economici) , dove i boscaioli si sfidano a colpi di accetta come una vera competizione sportiva, mettendo in evidenza abilita’, forza e precisione, ma soprattutto mira alla sensibilizzazione in merito alla sicurezza del lavoratore nel processo della lavorazione del legno, in particolare del pino silano, esclusivo di questi monti dove cresce rigoglioso, raggiungendo notevoli altezze e dimensioni.

Nonostante la crisi di Governo, l’ASSOPEC, nel suo piccolo, fa politica di sviluppo e compie scelte di campo, investendo sulle tradizioni e sulla tipicita’del territorio.

Il torneo intende promuovere le tipicita’ della montagna nell’Altopiano Silano in cui il bosco da sempre rappresenta una delle piu’grandi realta’ di lavoro e di sviluppo, una vera miniera di potenziali iniziative collegate anche alle aziende rivolte a nuove prospettive, alle imprese turistiche, agroalimentari  ed alle associazioni sportive.

Una vera e propria “giornata in festa” dedicata a far conoscere la maestosita’ dei boschi, la varieta’ dei colori e degli odori, l’incanto dei torrenti cristallini, le profonde vallate, le cascate spumeggianti, la ricca flora e fauna. Il tutto conferisce un sapore nordico ad ambienti mediterranei, dove l’acqua copiosa rifornisce laghi ricchi di trote come il Cecita, l’Arvo e L’Ampollino, alimentando importanti centrali idroelettriche. Il bosco della Sila rappresenta il futuro dei calabresi, un  enorme patrimonio che non puo’ deteriorarsi a scapito delle nuove generazioni.

 

Wednesday 12 september 3 12 /09 /Set 10:07

LIVIA SATULLO

 

31 mensilità non pagate. Qualcuno è più fortunato e ne avanza solo 21. Qualcun altro anche più di 31. Sono sei i dipendenti del CUS Messina che possono vantare un simile credito nei confronti del Centro Universitario Sportivo della nostra città, ma solo cinque che protestano: Gallinari Marco, Gangemi Giuseppe, Nicosia Lorenza, Scattareggia Giuseppe e Spadaro Antonino . La loro condizione è solo l’ultima manifestazione, la più evidente e scandalosa,  del completo dissesto finanziario che investe l’ente cittadino da almeno sei anni. Con la vecchia amministrazione del Presidente Jaci erano già 18 le mensilità da pagare a Gallinari, Gangemi,  Nicosia, Scattareggia e Spadaro e nel 2009, per loro, la prima protesta. Un accordo raggiunto, che prevedeva che il CUS si impegnasse a pagare due mensilità in più al mese, aveva sedato gli animi, allora ancora fiduciosi. Contestualmente, la promessa era sembrata più verosimile data la sostituzione del Presidente con un commissario, l’attuale commissario Sergio Cama, nominato su suggerimento dal Rettore dell’Università di Messina. La situazione non è cambiata: negli ultimi due anni di commissariamento questi impiegati , che lavorano con un contratto a tempo indeterminato, hanno continuato ad accumulare mensilità non pagate. Eppure, a quanto pare, il Commissario trova i soldi per pagare atleti, tecnici e preparatori atletici della squadra di basket del CUS, quest’anno in serie C1 e, cosa ancora più paradossale, sta attualmente pagando dei dipendenti che sostituiscano quelli ormai da una settimana in sciopero.

 

Attualmente il CUS ha una situazione debitoria di più di 3 milioni di euro. Teoricamente incaricati di presentare un programma di risanamento, i commissari Cama e Melai hanno dichiarato in un comunicato la loro impossibilità di presentarlo a causa “della riduzione che ha subito il contributo statale e quello degli Enti pubblici per la pratica dello sport, oltre le difficoltà nell’attuazione, di alcuni punti cardine del Piano da parte dell’Università”. Non fosse che, ribadiscono in coro i dipendenti del CUS in una replica alla nota dei commissari, “i contributi statali di cui parlano i commissari sono concessi solo ed esclusivamente a seguito di rendicontazione e (…) pertanto non producono alcun utile da poter destinare al famoso disavanzo di gestione” non è solo questo. “Un commissario dovrebbe o risanare la situazione dell’ente o decidere di liquidarlo”, sostiene Giuseppe Gangemi. “Ed invece, noi abbiamo un nuovo Presidente, non un commissario”, completa la sua collega di sventura Lorenza Nicosia, alludendo al comportamento del commissario Cama che, piuttosto che risanare la situazione finanziaria del CUS, continua ad amministrarlo come ne fosse il Presidente eletto.

 

La questione però, è ancora più ingarbugliata di quanto possa sembrare. Basti pensare che la cittadella universitaria è stata travolta da questo scandalo e si è ritrovata chiusa per un paio di giorni.  Cosa c’entri la cittadella universitaria messinese, facente capo a UnimeSport con il CUS Messina è presto detto, anche se,a rigor di logica, incomprensibile. Unimesport si avvale del lavoro di impiegati del CUS, come tecnici e non solo, attraverso una convenzione tra i due enti, per gestire gli impianti della cittadella, dato che, altrimenti, non avrebbe possibilità di fare contratti per suddette mansioni. L’interrogativo più grande, tuttavia, è un altro ed affonda le radici nell’impossibilità di comprendere quale compito spetti ad Unimesport e quale al CUS. In tutte le altre università d’Italia, gli atenei si avvalgono direttamente dei CUS per quanto riguarda le attività sportive. La creazione di Unimesport, unica nel suo genere, ha qualche cosa di estremamente ridondante, dal momento che le sue competenze potrebbero essere meglio assolte, sia per efficienza che semplicità ma soprattutto per risparmio di risorse, dallo stesso CUS.

 

Università, Commissario, CUSI? Chi sia il responsabile della disastrosa situazione attuale è difficile dirlo. A rigor di logica, l’Università non dovrebbe avere molto a che fare col CUS, non fosse che il Commissario incaricato è stato indicato dall’Università. In linea di principio, il CUSI non può dirsi responsabile di nulla dal momento che i CUS sono degli enti autonomi dal CUSI, non fosse che è stato il CUSI responsabile del commissariamento del CUS Messina. Teoricamente, non si potrebbe nemmeno imputare una situazione così deteriorata da tempo ad una sola persona, cioè al Commissario Cama, non fosse che la sua attività degli ultimi due anni non ha fatto registrare alcuna ripresa all’interno del CUS e nemmeno un piano di risanamento è stato varato.

 

Il 2011 è stato chiuso con debiti accresciuti eppure a maggio del 2012 la nostra città è riuscita ad ospitare, dignitosamente, i campionati universitari nazionali. Tutto questo grazie, ancora una volta, al lavoro , o piuttosto alla beneficienza, non solo dei volontari – più di 200 giovani che ancora aspettano di essere pagati – ma anche degli impiegati del CUS che hanno lavorato, anche questa volta, gratuitamente. “Avremmo potuto fare un’azione mediaticamente più forte in quell’occasione ma non abbiamo voluto”, dice Giuseppe Gangemi.

 

L’ECO DEL SUD - MESSINA SERA

CARMELO GAROFALO
Direttore Responsabile
Sito Internet:
www.ecodelsud.it e-mail:
ecodelsud@hotmail.it


Reg. tribunale di Messina Reg. stampa n. 148 del 30 aprile 1958; iscritto con il n. 685 Reg. Naz. della stampa quotidiana e periodica (art. 8 legge 6-6-1963 n. 12)  in data 21-12-1982 - Registro operatori della comunicazione n. 204 del 30 giugno 2001.
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