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Sunday 29 april 7 29 /04 /Apr 20:11

greenda Virgilio Ambiente e Natura del 29 aprile 2012

 

 

 

 

  

Greenpeace ha pubblicato la terza edizione della classifica Rompiscatole che prende in considerazione il criterio di sostenibilità di 14 aziende italiane rappresentative dell'80% del mecato italiano.  

Rispetto alla classifica stilata nel 2010 sempre da Greenpeacequalcosa si è mosso in maniera positiva.

 

 

 

 

Nessuna riesce a raggiungere la "fascia verde" ma in testa si posiziona Asdomar che negli anni ha continuato a migliorare e a mettere in pratica i suoi impegni a favore della pesca sostenibile, utilizzando solo la canna per pescare e rendendo l’etichetta ancora più trasparente. Al secondo posto troviamo Mareblu che si data come obiettivo il 2016 per abbracciare criteri di pesca sostenibili.

 

Rio Mare, leader nelle vendite, è molto indietro nella classifica e in quanto i suoi impegni li ha mantenuti solo a metà. Secondo Greenpeace infatti non ha eliminato i metodi di pesca FAD attuati con oggetti galleggianti che mirano a concentrare i pesci ma sono responsabili della cattura di giovani esemplari di tonno e altre specie marine come tartarughe, squali, mante ecc.. In merito a quanto detto da Greenpeace l'azienda Bolton Alimentari, che gestisce il marchio Rio Mare, ha detto "ci siamo impegnati ad utilizzare il 45% di tonno pescato con metodi sostenibili entro il 2013 e, a gennaio di quest’anno, ha esteso l’obiettivo al 100% di tonno proveniente da pesca con metodi sostenibili entro il 2017" (Fonte Ansa).

Nostromo, MareAperto STAR e Maruzzella sono agli ultimi posti in quanto non hanno ancora adottato nessun criterio che garantisce ai consumatori che il tonno non arrivi da una pesca distruttiva.

 

Sul fronte grande distribuzione organizzata società come Auchan, Carrefour e Conad non hanno ancora adottato criteri di sostenibilità nella scelta del tonno e le loro scatolette sono tra le meno trasparenti per il consumatore.

 

Per Greenpeace è necessario impegnarsi a vendere solo tonno pescato in modo sostenibile, favorire il recupero degli stock, evitando quelli a rischio, e incentivare una migliore gestione della pesca.

 

Detto questo vorrei portarvi a riflettere su queste domande: quanti esemplari di tonno esistono ancora in natura? Quali sono le specie che sono a rischio estinzione? Dentro ogni scatoletta quante specie di tonno vengono mischiate? Ma cosa c'è effettivamente in una scatoletta di tonno?  

 

 

 

 

 

 

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L’ECO DEL SUD - MESSINA SERA

CARMELO GAROFALO
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