MACELLERIA SOCIALE IN SICILIA E PENSIONATI VOTATI ALLA FAME...

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

 DI CARMELO GAROFALO

 

 

 

 

 

 

La crisi economico-finanziaria continua a pesare sugli italiani, come per gli europei tutti e per gli stessi americani.

E’ attesa con trepidazione una legge finanziaria che, in ossequio alla linea europea, dovrebbe costituire, almeno, una sorsata di camomilla.

Berlusconi assicura che il Governo non metterà le mani nelle tasche degli italiani, che non vi sarà alcun aumento delle tasse ed esclude tassativamente che possa attuarsi una macelleria sociale.

Gli italiani se lo augurano perché già è da tempo che stringono la cinghia e non sono più in condizioni di sopportare ulteriori limitazioni e qui ci sovviene un nefasto manifesto affisso nel Luglio 1943 in tutta la Sicilia: “noi italiani e voi siciliani…”.

Non vorremmo che si ripetesse questa frattura di identità fra tutta la gente d’Italia.

Perché di “macelleria sociale” in Sicilia vi è qualche ardito segnale.

I pensionati della Regione, con il cedolino del mese di Aprile, sono venuti a trovarsi più che “macellati”.

Spolpati, tritati, cassonettati, ad aumentare le montagne di rifiuti, che, malgrado ogni tentativo legislativo, sta coprendo di vergogna un’isola che, se attenzionata diversamente, potrebbe essere il paradiso terrestre del Mediterraneo.

Sono numerose le segnalazioni pervenuteci, tutte a parlare della drastica riduzione della pensione per il mese di Aprile e di altre riduzioni pre-annunciate fino a tutto Novembre.

Per il mese di Aprile citiamo 3 casi-tipo: ad un pensionato vengono trattenuti 200,00 Euro, ad un altro 1,070.00 Euro, al terzo 1,402.00 Euro per “Conguaglio IRPEF a debito” oltre a trattenute per addizionale comunale IRPEF ed acconto addizionale comunale IRPEF, per complessivi 100,00 Euro che saranno trattenuti ogni mese fino a Novembre.

Se non è “macelleria sociale” questa, cosa sta a significare un metodo di esazione che è vorace, cinico ed immorale, perché è facile dimostrare che si è creata una situazione drammatica come è dimostrato dal caso del pensionato al quale, senza alcun preavviso, con un solo colpo d’ascia, sono stati trattenuti in un mese, oltre 1,500.00 Euro, erogandogli soltanto 435,00 Euro, peraltro assorbiti dalla Banca presso la quale era stato canalizzata la pensione mensile e per il pagamento delle altrettanto canalizzate bollette di luce, gas e telefono.

Chi provvederà a dare al malcapitato pensionato i soldi per comprare il pane ai figli imploranti ed alla moglie che non ha ragione di accendere i fornelli della cucina?

A questo punto viene da domandarsi se, nel disporre e nell’operare le trattenute indicate, siano state osservate le norme di legge. Resta immorale l’aver disposto, senza preavviso, ed in una sola volta, trattenute così pesanti. Ma soltanto immorale? O vi è dell’altro?

La legge prevede che anche in caso di pignoramento non si possa andare oltre il V° dello stipendio o della pensione.

E’ un elemento dal quale non si può prescindere ed allora se è vero questo, chiediamo al Governatore Raffaele Lombardo ed agli insigni Magistrati Chinnici e Russo, che sono garanzia di legalità e trasparenza ed ai quali i siciliani guardano con assoluta fiducia e stima, perchè nelle loro funzioni di Assessori esaminino quanto è accaduto ed accertino eventuali responsabilità e, occorrendo, “macellino socialmente” gli irresponsabili “macellai”.

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