Celebrato il 22°anniversario della morte del Giudice Rosario LIVATINO
Conferiti dal movimento "Nuova Presenza Giorgio La Pira" riconoscimenti a numerosi magistrati
di Mimma Cucinotta
Nel ricordo del magistrato Rosario Livatino, ucciso in un agguato mafioso 22 anni fa, mentre percorreva senza scorta, a bordo della sua Ford Fiesta, la SS. 640 Agrigento - Caltanissetta per raggiungere il Tribunale di Agrigento, dove stava svolgendo una indagine sulle attività della criminalità organizzata, collegata al clan agrigentino “Stidda”, si sono svolte varie manifestazioni particolarmente a Canicattì, città Natale del “Giudice ragazzino”, ed anche a Messina su iniziativa del movimento “Nuova Presenza Giorgio La Pira”, presso l’aula “Cannizzaro” dell’Università .
Nel corso della cerimonia sono stati conferiti numerosi riconoscimenti “Pro bono justitiae” ai magistrati Anna Adamo, Gip della procura di Barcellona, Alessandra Cerreti della Procura di Reggio Calabria,, Massimo Donnarumma e Chiara Minerva del Tribunale di Agrigento, , Vincenzo Luberto della procura DDA di Caltanissetta, Giovanni Musarò Natina Pratticò, rispettivamente della Procura DDA e Tribunale di Reggio Calabria, Ines Rigoli del Tribunale di Patti, Guido Lo Forte, Procuratore capo di Messina, Giorgianni Alessia della Procura di Messina, Luigi Faranda ed Elvira Patania giudici di Corte d’Appello di Messina.
Per l'anniversario dei 20 anni della DIA (Direzione Investigativa Antimafia) anche Poste Italiane ha celebrato il giudice Livatino con l'emissione di un francobollo con la stampa del suo volto insieme a quello di Falcone e Borsellino.
Il direttore e tutte le componenti redazionali de “L’eco del Sud” esprimono le piu’ vive congratulazioni alla dottoressa Elvira Patania, consigliere della prima sezione civile della Corte d’Appello di Messina, premiata con la seguente motivazione: “Illuminata da una profonda preparazione giuridico umanistica ha preferito la magistratura ad una brillante carriera da docente universitaria, nella quotidiana serena fatica esprime un integerrimo impegno professionale con il quale vuole
amministrare la giustizia nel complicato ed imponente settore civile, fornendo alle parti risposte di alto profilo, nelle quali sono condensate esperienza e saggia interpretazione delle fonti del diritto. Nelle infinite controversie che pervengono al collegio, concorre alla formulazione del dispositivo di sentenza privilegiando l’esigenza di una certezza del danno provocato, così come emerge dall’iter processuale, garantendo un assoluto principio di equità che salvaguardi sempre la tutela della legalità spesse volte violata con artificiosi progetti ingannevoli.
Alla donna magistrato il grazie della società civile nel perenne ricordo del martire Livatino”.