BEATIFICAZIONE DI PADRE ALLEGRA, IL SAN GIROLAMO DEL II MILLENNIO

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

 

Le diocesi e l’Ordine dei Frati Minori di Sicilia hanno un nuovo beato: fra’ Gabriele Maria Allegra, sacerdote francescano di esimia santità e biblista di straordinarie doti intellettuali, noto per aver tradotto, in 26 anni di studio “impossibile e folle”, la Bibbia nel cinese-mandarino di Pechino, in uno stile aderente alla cultura cinese e in assoluta fedeltà ai testi originali della Sacra Scrittura.

   Nell’assolata piazza Duomo di Acireale, vestita a festa con versetti biblici in ideogrammi cinesi, è stato celebrato il suggestivo rito di beatificazione del venerale fra’ Gabriele, con la partecipazione di oltre 6mila fedeli venuti in pellegrinaggio da ogni parte dell’isola e anche da Hong Kong, che hanno fatto da corona al cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, felice di essere ritornato nei luoghi del Beato –S. Giovanni La Punta, Acireale, Valverde, S. Anna, Catania- a lui molto cari perché legati ai tre anni liceali trascorsi nella cittadina etnea di S. Gregorio di Catania pressi il noviziato dei Salesiani. L’eminentissimo, accolto con l’onore dovuto al rappresentante del Papa, ha presieduto la solenne liturgia eucaristica con il card. Paolo Romeo, arcivescovo di Palermo e presidente della Conferenza episcopale siciliana; il card. Giuseppe Zen Ze-Kiun, arcivescovo emerito di Hong Kong; il card. Salvatore De Giorgi, arcivescovo emerito di Palermo; Antonino Raspanti vescovo di Acireale, Salvatore Gristina metropolita di Catania; Mariano Crociata, segretario della CEI; fra’ Josè Rodriguez Carballo, ministro generale OFM; fra’ Giuseppe Noto, ministro provinciale OFM.

   Ai concelebranti principali si sono associati anche gli eccellentissimi presuli: Savio Hon Tai-Fai, segretario di Propaganda Fide; gli arcivescovi Calogero La Piana, metropolita di Messina, Salvatore Di Gristina di Monreale, Salvatore Pappalardo, metropolita di Siracusa, Luigi Bommarito metropolita emerito di Catania, mons. Ignazio Cannavò, metropolita emerito di Messina, Giuseppe Leanza e Alfio Rapisarda, nunzi apostolici; i vescovi Salvatore Muratore di Nicosia, Michele Pennisi di Piazza Armerina, Paolo Urso di Ragusa, Giuseppe Malandrino di Noto, Carmelo Cuttitta ausiliare di Palermo, Rosario Vella di Ambanj (Madagascar), Pio Vigo emerito di Acireale.

   Hanno partecipato alla Divina Liturgia, teletrasmessa sul territorio nazionale, circa 250 sacerdoti, la maggior parte frati minori definitori di Italia, Francia, Polonia, Brasile, il presidente della conferenza dei ministri provinciali delle Famiglie Francescane d’Italia, i ministri provinciali italiani, il postulatore generale, il segretario del card. Amato, i vicari generali delle diocesi di Catania ed Acireale, il parroco di S. Giovanni La Punta, mons. Giuseppe Baturi, neodirettore dell’ufficio giudico nazionale della CEI, e il missionario salesiano don Gaetano Nicosia, amico fraterno e compaesano del Beato Allegra che rese l’anima a Dio il 26 gennaio 1976 proprio a Coloane (Macau). Nel lebbrosario diretto da don Nicosia fra’ Gabriele si era recato per celebrare il suo ultimo Natale di carità tra la comunità di lebbrosi.

   La celebrazione è stata animata da una corale di più di 100 elementi insieme a 12 strumentisti diretti dal m° Carmelo Falcotti: le corali polifoniche Akatistos di Acireale, Lorenzo Perosi di Aci Platani, Laudate Dominum di Acireale, G. P. da Palestrina di Aci Sant’Antonio, Padre Gabriele Allegra di S. Giovanni La Punta, Maria SS. Odigitria di Acireale, Agata Barbagallo – Maria SS. della Salette di Lavinaio, Cappella Musicale del Duomo di Acireale. Il corteo introitale è stato accompagnato dall’inno “Popolo regale, assemblea santa” che ha preceduto il Kyrie. Uno silenzio orante ha pervaso l’assemblea durante il rito: il vescovo di Acireale, il postulatore generale dell’Ordine e il ministro provinciale di Sicilia hanno chiesto al rappresentante del Sommo Pontefice di procedere alla beatificazione. Alla petizione di mons. Raspanti è seguita la lettura del profilo biografico del servo di Dio da parte del postulatore fra’ Giovangiuseppe Califano. Il card. Amato, quindi, ha dato lettura della Lettera Apostolica in latino con la quale Sua Santità ha iscritto nel numero dei beati il venerabile frate.

   Poi, il momento più toccante: lo scoprimento dell’arazzo dell’immagine del Beato. Un grande applauso e il suono festoso delle campane delle basiliche della Cattedrale e dei Ss. Pietro e Paolo hanno accompagnato il lento svelarsi del ritratto sorridente di Padre Allegra, ricavato dal dipinto della cappella della chiesa S. Vito, dove sono venerate le sue spoglie. Mentre una sua reliquia è stata processionalmente collocata nei pressi dell’altare e adornata di ceri e fiori recati da parenti e frati. Mentre il cardinale prefetto ha incensato e venerato la reliquia, l’assembla ha cantato il Magnificat. Mons. Raspanti, il postulatore e il provinciale si sono avvicinati al celebrante per ringraziare in Lui il Santo Padre per la proclamazione del beato. E’ seguito il canto del Gloria. La liturgia della Parola è stata della festa degli Arcangeli, con la proclamazione del Vangelo secondo Giovanni anche in lingua cinese fatta da due diaconi che assieme ai seminaristi di Acireale e Catania hanno curato l’assistenza liturgica.

   All’omelìa il cardinale ha sottolineato il grande dono della beatificazione di Padre Allegra nel giorno il Beato festeggiava il patrono S. Gabriele “colui che sta al cospetto di Dio e annuncia la sua parola”; anche fra’ Gabriele si fece missionario della Parola in terre lontane, e rimase col cuore molto legato all’incomparabile bellezza della Sicilia, che amava teneramente e dove sbocciò la sua santità “in una famiglia che si distingueva per pietà e carità cristiana, e in un ambiente, quello del Collegio serafico di S. Biagio dove il giovane trascorse gli anni dell’adolescenza, durante i quali sperimentò una gioiosa primavera spirituale”. Il porporato ha definito il beato “anima eucaristica votata alla santità, santo, testimone eroico del Vangelo di Cristo, dotato di vivissima intelligenza, di memoria prodigiosa, di un temperamento gioioso e sereno”. Ne ha sottolineato la fede granitica e l’umiltà francescana strettamente connessa all’amore filiale per la Chiesa, fino al punto di ritenersi indegno di ascendere al sacerdozio come San Francesco. “Per fede intraprese l’opera titanica della traduzione della Bibbia, quasi riflesso spirituale sia della grandiosità dell’Etna e dell’immensità del suo mare, sia dell’opera ciclopica della grande muraglia…La sua fede incrollabile lo rendeva difensore irremovibile della dottrina cattolica nei dogmi, nelle prescrizioni liturgiche, nelle leggi morali. Nel fermo attaccamento al magistero, preferiva essere considerato retrogrado, ma non disubbidiente…Se grande era la sua cultura, più grande era la sua umiltà”. Il card. Amato ha concluso come dal beato “siamo invitati a leggere la Parola di Dio e soprattutto a tradurla nella nostra esistenza quotidiana, più che a commentarla con le nostre parole. In tal modo eviteremo la palude di superficialità e di degradazione cui va soggetta la divina rivelazione”.

   Successivamente, i presenti, guidati dai vescovi successori degli apostoli, hanno proclamato la professione di fede con il simbolo apostolico. Alla preghiera dei fedeli è stata invocata l’intercessione del beato “Lei Yung-ming” (il suo nome in cinese) per la famiglia francescana affinché, con la fedeltà alla vita secondo il Vangelo, sia nel mondo di oggi testimone della bellezza e della affidabilità di Cristo; un’altra intenzione è stata letta da una suora cinese per i popoli dell’estremo Oriente affinché attraverso l’opera missionaria della Chiesa giunga loro in maniera credibile l’annuncio del Vangelo. Alla processione offertoriale hanno partecipato parenti Allegra. La solennità del pontificale è stata sottolineata con la preghiera del Canone Romano, nel quale è stato inserito assieme ai nomi dei martiri dei primi secoli, tra i quali le siciliane Agata e Lucia, quello del Beato. Sono stati migliaia i fedeli che hanno ricevuto la Comunione. Prima della benedizione finale, il vescovo di Acireale, il generale e il provinciale hanno ringraziato Benedetto XVI, il card. Amato, i vescovi, i sacerdoti e l’assemblea. Fra’ Rodriguez Carballo, in particolare, ha espresso l’auspicio che il venerato fratello e padre Gabriele sia canonizzato al più presto e che la sua eroica testimonianza sia di aiuto per vivere evangelicamente l’Anno della Fede.

                                                                                                                                  Antonino Blandini

 

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