A LUIGI COSTA, EROE TRA IL FANGO DI SCALETTA ZANCLEA

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

INTITOLATA L'ASSOCIAZIONE INGEGNERI MESSINA EMERGENZE CIVILI


DI EMANUELA BARTOLONE



Alessandro Sturiale, Bartolo Sciliberto, Carmela Cacciola, Carmelo Ricciardello, Ketty De Francesco, Santi Bellomo non hanno ancora un corpo. Sono dispersi da quel terribile 1 ottobre, quando, in seguito all’alluvione abbattutasi su Scaletta Zanclea e Giampilieri, “un’ondata di fango violento” li ha strappati dall’affetto dei loro cari. “L’Eco del Sud”, con un’edizione straordinaria del 10 ottobre scorso titolata “Messina piange i suoi morti, uccisi dal Malgoverno”, ha commemorato le vittime di questa tragedia, soffermandosi sulle responsabilità di chi è stato causa ma anche elogiando gli interventi immediati al momento del bisogno e ancora commemorando gli “eroi da Medaglia d’oro”. Lo abbiamo già fatto con Simone Neri, 28enne, giustamente celebrato come l’eroe morto per salvare otto persone prima di restare invischiato tra fango ed acqua. Lo facciamo ora con Luigi Costa, morto anche lui nel tentativo di salvare quante vite possibile. Stava per riuscirci pure con Ketty De Francesco, se la furia del fango non gliela avesse strappata dalle mani vigorose e probabilmente avrebbe salvato pure se stesso se i detriti minacciosi non lo avessero trascinato via lungo il loro cammino di morte immobilizzandolo fatalmente contro la parete di uno stabile là vicino. Ad un mese di distanza dai funerali di Stato celebrati all’interno della Cattedrale di Messina, Luigi Costa è stato commemorato dagli ingegneri dell’Ordine di Messina, i quali hanno tenuto ad annunciare che a lui sarà titolata l’Associazione Ingegneri Messina Emergenze Civili, di prossima istituzione, per onorare giustamente la memoria di un caro collega, di un professionista preparato, stimato e benvoluto da tutti. Chi lo conosceva, lo ricorda oggi come un uomo dalle rare doti di umanità e generosità. “La sua professione la svolgeva a Messina, ma le sue radici più profonde sono di Gioiosa Marea, paese cui era molto legato e dove amava recarsi spesso” come cita la testata giornalistica “Il Parco dei Nebrodi”. Quel terribile 1 ottobre Luigi Costa “aveva capito quanto stava accadendo, aveva capito la sciagura e non aveva perso tempo. Aveva intuito presagi di morte ed era intenzionato ad opporle ardori di vita, l’audacia dei cuori generosi e veri, che temono con la ragione ma non si arrendono col cuore.” Intanto, ancora a Scaletta si cerca e si scava; non ci si rassegna all’idea che tutto venga dimenticato. Qualche giorno fa, i sommozzatori dei Vigili del Fuoco hanno ritrovato in mare la borsetta di Ketty De Francesco, con dentro ancora i documenti di riconoscimento, gli effetti personali e le foto che la ritraevano nei momenti felici. Un destino crudele ha messo fine alla sua vita alla vigilia del sogno della sua vita, quando ormai mancava solo una settimana al suo sì davanti all’altare e tutto era pronto: l’abito, i regali, le bomboniere…

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