A MESSINA: “ANGELI DI CARTA” MOSTRA BIBLIOGRAFICA DI TESTI DAL XVI AL XIX SECOLO

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DI STEFANIA ARINISI

 

 

E’ stata inaugurata al Palacultura, la mostra “Angeli di carta”, un’esposizione bibliografica di testi dal XVI al XIX secolo, promossa dal comune di Messina in collaborazione con l’Arcidiocesi di Messina Lipari S. Lucia del Mela. L’apertura della manifestazione si è svolta alla presenza dell’assessore all’arredo urbano, Elvira Amata e del soprintendente ai beni culturali e ambientali, architetto Salvatore Scuto. Curata  dalla dott.ssa Melina Prestipino, dirigente dell’Unità Operativa per i beni bibliografici e archivistici della Soprintendenza, ed allestita da Nunzio Laganà con le foto di Elisabetta Saija, l'esposizione potrà essere visitata  fino al 22 gennaio dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30, ed oltre alla Soprintendenza, vi partecipano il Museo Interdisciplinare Maria Accascina, il Gabinetto di Lettura, la Biblioteca Painiana, la Biblioteca Provinciale dei Frati Minori dei Cappuccini, la Biblioteca P. M. Allegra dei Frati Minori del Convento S. Maria degli Angeli, da cui provengono molti dei testi esposti. L’iniziativa s’inserisce nell’ambito delle manifestazioni previste dal comune per celebrare il “Natale degli angeli” e si configura come un itinerario attraverso l’iconografia angelica riprodotta in opere a stampa e manoscritte. La mostra non ha come fine solamente la riscoperta di un simbolo religioso, l’angelo per l’appunto, che nella sua veste di nunzio divino realizza appieno il disegno del Creatore, ma rappresenta anche un ponte tra cielo e terra, tra Dio e l’uomo. E’ una figura che al di fuori della simbologia cristiana  da sempre rappresenta l’elevatezza d’animo e la giustizia, basti pensare alla Niche simbolo della vittoria, strettamente legata alla figura di Atena, così importante presso i popoli Greci e Romani.

Come sottolineato dal soprintendente, Architetto Salvatore Scuto, Messina ha un grande patrimonio librario, unico al mondo. In passato, gli stampatori e gli incisori messinesi erano famosi ed apprezzati ovunque per l’eccellenza del loro lavoro ed è necessario guardare al futuro, riscoprendo questo glorioso passato, questa tradizione culturale e professionale che potrebbe riportare la nostra città agli antichi splendori. La professoressa Prestipino, guidandoci attraverso il percorso angelico, spiega che l’iniziativa copre un periodo di tempo limitato, dal 1500 al 1800, ma il materiale è talmente vasto che sarà necessario allestire altre mostre, per far conoscere ai cittadini questo immenso patrimonio bibliografico che in molti c’invidiano, e soprattutto avvicinare gli studenti ai libri, a quelli antichi, ad un’editoria per certi versi molto diversa da quella odierna, che si fondava su un lavoro duro e certosino e non escludeva la dedizione profonda verso la propria professione.

Tra i pezzi esposti, di eccezionale interesse vi sono una Bibbia del 1511 ed una del 1570, l’edizione milanese del 1880 della casa editrice Treves con le litografie del famoso incisore Gustave Dorè. Vanno segnalate, inoltre, le opere prodotte dall'editoria messinese, con le  incisioni di Placido Donia, Filippo Juvara, Paolo Filocamo, tra cui diverse edizioni della lettera della Vergine ai messinesi. Infine, un’edizione cinquecentesca della Divina Commedia, finemente ornata da pregevoli miniature e una  riproduzione ottocentesca in fac-simile della  Gerusalemme liberata, stampata a Venezia nel 1745 per i tipi di Giambattista Albrizzi, con le incisioni di Giambattista Piazzetta, appartenente al Fondo De Pasquale.

 

 

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