A MILANO WORKSHOP SULL’ECONOMIA VERDE
ORGANIZZATO DALLA FONDAZIONE ISTUD
E DALLA RAPPRESENTANZA A MILANO DELLA COMMISSIONE EUROPEA
FONDAZIONEISTUD
COMMISSIONE EUROPEA
Rappresentanza a Milano
DI MIMMA CUCINOTTA
Sui temi dell’energia verde e delle fonti rinnovabili , per fare il punto della situazione dopo l’uscita del libro “Green economy , Italia” , e in linea con la tradizione che parte dagli eventi sulla rivoluzione elettrica l’Osservatorio di Green Economy di Fondazione Istud e la Rappresentanza a Milano della Commissione europea il 30 giugno prossimo presso il Centro Svizzero di via Palestro di Milano terranno un Workshop. Si tratta di una sfida anche italiana sull’economia verde e le fonti alternative in un confronto a 360 gradi sulle migliori pratiche a difesa dell’ambiente nel quadro della politica comune europea sull’energia e la lotta ai cambiamenti climatici . I media ed i governanti del pianeta con in testa il presidente degli States Barack Obama stanno cercando di ottimizzare il loro impegno verso lo sviluppo delle energie alternative soprattutto dopo il disastro avvenuto nel Golfo del Messico con l’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon di British Petroleum.
Il Workshop è una grande occasione per comprendere come Europa e Italia si stanno muovendo nel settore dell’ambiente nel suo complesso al fine di ridurre le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera , l’avvio di nuovi progetti dalle sperimentazioni per i distretti agro-energetici fino ai nuovi soggetti della comunicazione sensibili al green , ai lavori e alle professioni specialistiche legate alla green economy– al recupero dei frigoriferi e degli elettrodomestici usati, al minor utilizzo della plastica . L’economia dell’Unione europea dovrà procedere nell’iter già intrapreso della “decarbonizzazione” e sull’attuazione del piano degli incentivi del fotovoltaico .
L’appuntamento di Italian Green Day è una scadenza voluta per pianificare periodicamente su quello che si è fatto e quanto resta da fare sui temi dell’energia verde . L’Ue pone a tal proposito la green economy al centro della strategia “Europa 2020” come sbocco dell’occupazione , quindi lo sviluppo economico e l’uscita dalla crisi per il prossimo decennio .
L’incontro – presieduto da Maurizio Guandalini, economista della Fondazione Istud – prevede una prima sessione “Breaking news” alla quale parteciperanno Carlo Corazza (direttore della rappresentanza a Milano della Commissione Europea), Agostino Ferrari (Merloni Progetti), Michele Gubert (Crisalide), Gianni Lazzari (Habitech, distretto tecnologico trentino), Alberto Lincetti (Leasint), Marco Menghini (Azienda Agricola I Leprotti), Paolo Peroni (Studio Roedl & Partner). La seconda sessione sarà un confronto su “ThinkGreen: dalle rinnovabili alla sostenibilità nell’Italia che cambia” fra Franco Andretta (presidente di Assoreca), Enrico Bruschi (amministratore delegato di EnergEtica), Marella Caramazza (direttore generale della Fondazione Istud), Stefano Corti (direttore Eco-partners di LifeGate), Paride De Masi (coordinatore nazionale di Confindustria per le energie rinnovabili), Stefano Landi (presidente di Landi Renzo Group), Paolo Lorenzoni (direttore marketing di Current tv), Alessandro Magnoni (direttore affari generali di Coca-Cola Hbc Italia) e Serena Rugiero (coordinatrice Osservatorio Energia e Innovazione di Ires).
Nel corso del workshop dovrà emergere la necessità di andare avanti con linee guida precise senza improvvisazioni . Il cambiamento in una energia verde è una esigenza richiesta ad alta voce dalla maggioranza dei cittadini europei se non si vuole distruggere inevitabilmente il pianeta. La fondazione Istud si sta battendo perché si diffonda la consapevolezza sui vantaggi che l’uso che le fonti alternative possano produrre nel nostro Paese . Un dato preciso l’abbiamo , sulla situazione dell’economia verde in Europa ci si sta muovendo :
“dall’Italian Green Day, con la presentazione a breve di un master in green economy e di un progetto di ricerca – denominato “20-20-20: gli impatti sulle imprese della nuova legislazione su clima e energia”, dal pacchetto “clima-energia” approvato dal Parlamento europeo che entro il 2020 punta a ridurre del 20% le emissioni di gas a effetto serra, portare al 20% il risparmio energetico e aumentare al 20% il consumo di fonti rinnovabili – sulla situazione dell’economia verde in Italia” .
La Rappresentanza a Milano della Commissione europea sottolinea che “La Green Economy, come ricorda il Censis, non è qualcosa che si aggiunge alla old economy. L’economia verde permea trasversalmente i servizi e tutti i settori di produzione industriale. La diffidenza iniziale sulle energie rinnovabili ormai si sta sciogliendo, ma occorre ancora sfatare alcuni luoghi comuni. E la consapevolezza della convenienza dell’energia è tanto più necessaria se consideriamo che i consumi divorano il pianeta. I dati dello State of the World 2010, il rapporto del Worldwatch Institute, sono chiari: i 500 milioni di individui più ricchi del mondo (il 7% della popolazione globale) sono responsabili del 50% delle emissioni globali di anidride carbonica, mentre i 3 miliardi più poveri sono responsabili di appena il 6% delle emissioni di CO2”. Dal 2005 al 2007 il “non fare” dell’Italia è costato 14 miliardi di euro che nei prossimi dieci anni potrebbe raggiungere i 250 miliardi di euro, di cui 3 miliardi l’anno solo per i ritardi accumulati sulle rinnovabili.”