A PALERMO IL PREMIO AMICI DEL MUSEO

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

Ieri nella prestigiosa Sala Magna di Palazzo Chiaramonte-Steri, sede dell'Università di Palermo, si è svolta la consegna del Premio Internazionale di Etnostoria "Giusepe Pitrè - Salvatore Salomone Marino". Alla cerimonia hanno presienziato il Rettore Roberto Lagalla, il Presidente del Centro Internazionale di Etnostoria Prof. Aurelio Rigoli e il Presidente dell'Assemblea Regionale On. Francesco Cascio. Nel corso della premiazioni è stato rilasciato ai messinesi Franz Riccobono e Alessandro Fumia, rispettivamente Presidente e Consigliere dell'Associazione Amici del Museo di Messina, il Diploma di Segnalazione Speciale per la realizzazione del volume "La Vara", edito nel 2004 dalla casa editrice messinese Edas del Dott. Antonio Sfameni con il patrocinio del Comitato Vara e una introduzione del Dott. Nino Di Bernardo. L'ambito riconoscimento scientifico, patrocinato dall'Università degli Studi di Palermo, è un significativo attestato che va ai due noti studiosi locali ma che attenziona anche a livello internazionale la trionfale la Vara di Maria SS. Assunta della Città di Messina.

Questo volume, che si avvale anche di una prefazione del Dott. Nino Di Bernardo, si aggiunge a una serie di ricerche storiche, iconografiche e religiose che hanno visto la luce negli ultimi decenni, nel tentativo di risolvere le conoscenze sulla celebrazione della festa dell`Assunta. La "machina" della Vara con i suoi automi e le sue edicole è stata più volte descritta nel corso dei secoli; negli ultimi anni due studiosi hanno affrontato in maniera sistematica le conoscenze di carattere storico ed etnoantropologico della festa d`agosto. Le pubblicazioni degli architetti Rodo Santoro e Giuseppe Giorgianni hanno infatti risvegliato l`attenzione su questo articolato complesso celebrativo. Il lavoro di Fumia e Riccobono consente di spostare ulteriormente l`origine della devozione mariana in Città e chiarisce taluni caratteri della processione messinese. Le ricerche d`archivio ed il ricco apparato iconografico consentono la rilettura di un fenomeno religioso che per talune peculiarità trova raro riscontro in ambito europeo.

 

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