A ROMA IL PREMIO COLLETTI

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DI ALESSANDRA GILARDI

 

 

 

 

 

Nella sala Pietro da Cortona in Campidoglio si è svolto un evento per l’assegnazione del premio Colletti. Insofferente, dalla battuta sarcastica, caustico, pungente, provocatorio, disincantato, maestro dell’anti-ideologismo radicale, Colletti è stato prima di tutto un filosofo.

Il premio, istituito nel 2007 su iniziativa di Fausta Gavioli vedova del filosofo, è attribuito a quelle figure che si sono distinte nel campo della comunicazione.

Ad Alberto Arbasino è stato assegnato il premio per la letteratura, a Vittorio Sgarbi quello per la cultura e a Luciano Cafagna quello per la storia. Il riconoscimento per il giornalismo, invece, è stato assegnato a Clemente Mimum, a Toni Capuozzo e Vittorio Feltri. Alla memoria i riconoscimenti al giornalista Livio Zanetti e al matematico filosofo Imre Toth.

L’Associazione, con questi riconoscimenti, intende ricordare la memoria di Colletti filosofo e quella di uomo politico; stimato come “ uomo acuto e profondo pensatore italiano che sapeva animare il dibattito politico e culturale”.

Ricordato come maestro dell’anticonformismo e demolitore dei luoghi comuni, Colletti ha contribuito a solleticare le coscienze della classe dirigenziale del nostro Paese.

Proprio perché il “collettismo”, collocandosi oltre ogni schieramento politico, oltre ogni adesione di facciata, raramente premia, si è istituito il premio Lucio Colletti per riconoscere quanti aderiscono a quella minoranza culturale, spesso poco popolare. E’ questo lo spirito dell’associazione che dal 2007, ogni anno, premia quelle figure pubbliche che si sono distinte per la loro capacità di estraniarsi da quelle formule auto consolatorie e troppo spesso popolarissime.

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