AL LARGO DI TRAPANI RITROVATI I RESTI DELLA BATTAGLIA DELLE EGADI
DI ANNALISA CRUPI
La battaglia delle Isole Egadi fu la battaglia navale conclusiva della prima guerra punica. Cartagine dopo oltre vent'anni di scontri navali e terrestri, avendo subito alle isole Egadi una sconfitta pesante in termini di uomini e soprattutto di navi, dovette chiedere la pace a Roma.
Una spedizione italiana, coordinata dai due sub, Gian Michele Iaria e Stefano Ruia ha recuperato elmi di legionari romani e rostri di navi da guerra romane, resti della battaglia navale che si svolse al largo di Trapani nel 241 a.C: «Ne abbiamo visti spuntare due, poi, in un'area di soli 200 metri quadrati, a 75 metri di profondità, c'erano altri 10 elmi - ha spiegato Ruia -. Si capiva che erano romani per la caratteristica punta a 'pigna'. Non molto distante abbiamo rinvenuto un rostro romano, probabilmente della nave su cui erano imbarcati i soldati che portavano quegli elmi».
Le ricerche subacquee sono iniziate nel 2006 con il determinante contributo della Rpm Nautical Foundation, una fondazione statunitense che ha messo a disposizione la nave Hercules, dotata delle piu' moderne strumentazioni per la ricerca subacquea. Dei sei rostri di navi affondate, due sono cartaginesi mentre quattro romani, e tutti riportano iscrizioni latine inerenti il conflitto. I Romani rivoluzionano il modello classico delle navi da guerra. Optano, infatti, per le quinqueremi, molto più veloci, dotate di rostri innovativi perforanti e di 'corvi', ponti lunghi 11 metri con una punta ad una estremità, che si conficcava nel ponte nemico per facilitare l'abbordaggio, tecnica di combattimento preferita dai soldati romani, abituati alle battaglie su terra.