AL PALANTONELLO, IL PROCURATORE AGGIUNTO NICOLA GRATTERI: "LA MAFIA VA COMBATTUTA CON IL CONTRIBUTO DELA SOCIETA' CIVILE"
DI NINO BISAZZA
I lavori sono stati aperti, alla presenza delle Autorità e dell’Assessore Pippo Isgrò in rappresentanza del Sindaco Buzzanca, dalla prof.ssa Daniela Maccarrone, delegata dalla preside del Liceo Bisazza, Anna Maria Gammeri. L’incontro è stato moderato dal giornalista professionista Lino Morgante, caporedattore della Gazzetta del Sud. Morgante ha evidenziato, tra l’altro, che un tema inquietante come quello della mafia va dibattuto anche nelle scuole, dove i giovani devono apprendere la cultura della legalità. Il magistrato antimafia calabrese, Nicola Gratteri, dopo una interessante introduzione sul tema, ha ascoltato e risposto alle numerose domande degli alunni del liceo Bisazza che hanno dimostrato interesse e conoscenza del fenomeno mafioso e soprattutto bravura nel formulare interessanti osservazioni. Il Procuratore aggiunto ha sostenuto che non si può pensare di sconfiggere la mafia soltanto con l’impegno delle Forze dell’ordine e della Magistratura. La mafia è un fatto di cultura, quindi, è indispensabile la partecipazione attiva e convinta della società civile per abbatterla. Il ruolo dei giovani, che hanno diritto di opinione, è fondamentale. E’ necessario dare alle nuove generazioni esempi, testimonianze, di sacrifici e di rettitudine. Lo studio può diventare un’arma vincente che assicura ai giovani un futuro più facile per avere uno sbocco lavorativo e professionale meno difficoltoso nell’attuale contesto socio-culturale, nel rispetto delle regole e della legalità. Nel corso del dibattito Gratteri ha evidenziato anche che il “mafioso” vive una condizione difficile, braccato dalle forze dell’ordine, emarginato dalla società, con un futuro incerto e il rischio concreto di trascorrere in carcere gli anni migliori della vita. Nicola Gratteri, oltre ad essere un magistrato conosciuto e apprezzato, è anche autore di pubblicazioni di successo. L’ultimo libro sulla mafia lo ha scritto insieme al giornalista Antonio Nicaso.