AL PRESIDENTE MONTI, “PERSONALE”…
DI CARMELO GAROFALO
Onorevole Monti, ci perdoni…
Chi Le scrive ha conosciuto i tempi di crisi (ma anche di benessere, di ordine, di sicurezza, di onestà, di trasparenza) degli anni venti-quaranta, i tempi drammatici e di ristrettezze della guerra, i tempi duri ma esaltanti della rinascita e delle illusorie promesse di una democrazia che ha fallito non solo in Italia ma nell’intera Europa, per la cupidigia e l’avidità di politici arroganti e di amministratori sprovveduti.
Dagli otto milioni di baionette programmate da Mussolini agli otto milioni di disoccupati in Europa…
Adesso, onorevole Monti, speriamo in Lei e nel Suo Governo, e nel Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, interprete delle esigenze temporali e della volontà popolare, ha dato a Lei l’incarico di governare l’Italia con uomini di Sua fiducia, parimenti a Lei non espressione dei partiti che, a furia di azzannarsi reciprocamente , starnazzando come le oche, litigano come le peggiori comari dei quartieri più infimi, non avrebbero garantito un percorso valido per superare la crisi globale che travaglia l’Europa.
A Lei, quindi, guardiamo con fiducia, certi che tirerà avanti senza guardare in faccia nessuno, pur nel rispetto delle Istituzioni, del Parlamento e degli stessi partiti politici i cui rappresentanti, come per i sindacati, appare giusto ascoltare.
Ascoltarli è bene, asservirsi è male.
È proprio il problema dei partiti a tener banco nella pubblica opinione, alla luce delle più recenti notizie che riguardano il loro finanziamento pubblico (che è quello che si conosce).
L’Italia deve guardare ai problemi sociali con attenta responsabilità ma non può, né deve, essere Stato assistenziale partiti, per sindacati, giornali e riviste che battono la grancassa al governo in carica e lo contrastano con abbondanza di gossip e di pettegolezzi o sono di copertura a strutture editoriali che non perseguono un fine diffusionale conseguente.
Noi, che non abbiamo mai goduto di alcun sostegno pubblico e che abbiamo rinunciato alla pubblicità istituzionale per protesta contro l’uso eccessivamente discrezionale della stessa, noi, e, ci creda, è quello che pensa la gente nella strada, nei bar, nei circoli privati, cioè proprio il popolo sovrano, riteniamo che sia proprio il Suo Governo abilitato a provvedimenti che saranno determinanti ad attenuare le temute tensioni sociali in fase di elaborazione con sviluppi che potrebbero essere, e speriamo che non accada, drammatici.
Va tutto bene fino a questo momento e gli italiani si sono mostrati ragionevolmente e pacificamente disposti a sopportare oneri e sacrifici, ma esigono che non ci siano reticenze e condizionamenti, salvaguardia di privilegi faraonici delle caste che indignano il popolo amaramente considerato “suddito”.
Occorre porre fine al finanziamento pubblico dei partiti, i quali devono autogestirsi con le risorse offerte dai propri iscritti.
E per i tanti partitini che sono una modestissima espressione di pochi compagni di merenda, è meglio che chiudano battenti e non si servano del pubblico danaro all’ombra della conclamata esigenza del pluralismo.
Il che vale anche per l’editoria e per i sindacati.
Naturalmente stroncando subito, senza misericordia, quei tentativi di sopravvivere ricorrendo a fonti violatrici del rispetto delle leggi, della correttezza, della trasparenza.
Così si perverrà anche a fare chiarezza sulla reale consistenza delle forze politiche, sindacali e degli strumenti di informazione cartacea, radiotelevisiva, internet.
Il Suo Governo, Presidente Monti, passerà alla storia se riuscirà, come Le auguriamo, a ridare all’Italia, un assetto etico, sociale, economico, che splenda di luce purissima di onestà e di impegno quotidiano operoso, in un clima di pacificazione politica e di sicurezza, potenziando le forze dell’ordine (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, etc.) che ben meritano il rispetto e la fiducia degli italiani e che meriterebbero un trattamento economico più adeguato e più rispondente alle gravose responsabilità che si assumono nelle lotte alla criminalità organizzata, alla malavita, a quanti disprezzano la legalità e i codici vigenti.
A Lei, Presidente Monti, l’ardua sentenza!