AL TAORMINAFILMFEST TERRY GILLIAM, UN GENIO INDISCUSSO: “L’ITALIA È LA MIA TERZA PATRIA”
DI DOMENICO BISAZZA
È stato protagonista di una Tao Class, presso il palacongressi di Taormina, l’incredibile regista Terry Gilliam, un genio visionario e un maestro del cinema dell’assurdo. Affollatissima la sala A del palacongressi; i giovani che hanno preso parte all’incontro hanno avuto la possibilità di essere testimoni delle parole di uno degli artisti, che nel cinema degli ultimi anni, ha dimostrato una delle più notevoli capacità creative.
Nell’appuntamento coordinato dal direttore editoriale del festival, Mario Sesti, si sono sviscerate tutte le caratteristiche delle opere di questo grande regista. Creazioni in cui sono ben evidenti il gusto dell’artista per l’assurdo, per l’iperbole, per la ricerca di un “meraviglioso” sempre delicato e d’effetto, mai appesantito da esagerazioni stilistiche.
Nel corso dell’incontro si sono susseguite molte proiezioni di spezzoni tratti dai film del regista americano, in particolare quelli dove lui stesso ha partecipato come attore, come non ricordare la lapidazione tratta da “Brian di Nazaret” o la nascita in “Monty Pithon – il senso della vita”.Tutte opere nelle quali ben si evince il carattere tipicamente eclettico di Gilliam, oltre che un chiaro legame con l’arte postmoderna mescolata poi con un retaggio di cultura pop, elementi che creano un calderone in cui il bello e il brutto, l’antico e il moderno convivono senza mai scontrarsi l’uno con l’altro ma fondendosi armonicamente, e dando vita a dei lavori unici nel loro genere.
Molte le pellicole cult ricordate durante la conferenza, da “Brazil”a “L’esercito delle 12 scimmie”, da “La leggenda del re pescatore” a “Paura e delirio a La Vegas”, intramontabile la prova di camaleontica bravura recitativa di Jhonny Depp in quest’ultimo, fino ad arrivare a “Parnassus”, l’ultima creazione che accarezza i limiti dell’assurdo e ci fa entrare in un mondo fantastico, che altro non è che una voglia di evasione dai problemi e dalle alienazioni della vita moderna, per altro quest’ultimo film va ricordato per la presenza per metà delle riprese dell’attore Heath Leadger, venuto a mancare durante la realizzazione del lungometraggio.
Per quanto riguarda il rapporto con l’Italia del regista americano, è un rapporto molto forte, intenso: “L’Italia è la mia terza patria”afferma lo stesso Gilliam, che possiede una villa nella regione Umbra. Lo stivale mediterraneo è stato anche protagonista di un corto realizzato nel corso del 2011, “Happy Family”, che vede come protagonista la nostra Cristiana Capotondi, un opera che fa perno sulla tradizioni napoletane, in particolare sulle maschere di Pulcinella.
Gilliam è divenuto famoso anche per il suo modo anticonformista di affrontare un mondo come quello dello show business hollywoodiano:“Hollywood vuole addormentare le nostre menti, le nostre coscienze” afferma l’artista. Per Gilliam è fondamentale “reinventare la realtà, e cercare nuovi modi di guardare al mondo”, senza utilizzare però nella ricostruzione di questa effetti speciali e digitali, che non fanno altro che uccidere l’immaginazione dello spettatore, annichilendo la sua fantasia.
La Tao Class si è conclusa in un turbinio di applausi, che altro non sono che il meritato e giustificato riconoscimento per uno dei più grandi creatori di opere d’arte cinematografiche degli ultimi 30 anni.