AMANDA REGINA D’EUROPA...
DI CARMELO GAROFALO
Garantisti come siamo non possiamo che essere lieti dell’assoluzione di Amanda e Raffaele, non essendo certi della responsabilità nel delitto di Meredith, la giovane studentessa inglese barbaramente assassinata a Perugia.
L’assoluzione, certamente, dopo quattro anni di carcere, quindi, terribilmente imposti ai due giovani da una sentenza che li riteneva colpevoli, merita giusti risarcimenti morali e materiali.
Questi ultimi verranno, se verranno, fra almeno un decennio e forse più tardi ancora, forse per assicurare agli imputati “innocenti” una più tranquilla vecchiaia.
I risarcimenti morali, di contro, stanno arrivando “fuori sacco” e non tanto per l’italiano Raffaele, che, a parere di molti, può essere più “innocente” di Amanda, e che si è ritratto in dignitoso riserbo, tuffandosi nelle acque calde dell’amore dei familiari e degli amici intimi, quanto per Amanda che, stranamente, è divenuta la star del millennio, negli Stati Uniti, che sembrano dimenticare la drammaticità della crisi economica per solidarizzare clamorosamente con la giovane ingiustamente detenuta per quattro anni nelle invisibili carceri italiane.
Ma anche in Europa per Amanda è tutto speciale: dal trattamento vip riservatole all’ aeroporto di Fiumicino, con “a vista” rinnovo del passaporto scaduto, alla sosta concessale a Londra nella “suite reale” riservata alla Regina Elisabetta.
Un eccesso di “cortesie” che alimenta in taluni il sospetto di una sentenza se non proprio pilotata possibilmente influenzata da interventi diplomatici, che noi escludiamo categoricamente e vorremmo che i media fossero tutti ad orientare ed evidenziare che giustizia è stata fatta, in ossequio alle leggi italiane che prevedono proprio tre gradi di giudizio per ovviare a possibili orientamenti erroneamente determinati da insufficienza di accertamenti o di perizie o di testimonianze. Resta il dramma della famiglia della studentessa uccisa, che ha il diritto di chiedere, soprattutto quando all’orizzonte si profila una richiesta di revisione del processo che ha condannato l’ivoriano Rudy a 16 anni di reclusione, di conoscere che ha ucciso la loro figliuola.
Perché giustizia sia fatta!