AMBIENTE: CENTORRINO, POLITICA STIA ATTENTA A RISANAMENTO
PALERMO- "Superata la fase acuta della crisi economica, una politica responsabile dovrebbe guardare con maggiore attenzione ai temi della riqualificazione e del risanamento ambientale".
Lo ha detto l'assessore regionale alla Formazione professionale, Mario Centorrino, nel suo intervento alla giornata di studi su 'Dissesto idrogeologico e degrado urbano:scienza e democrazia per il cambiamento', che si e' svolta presso la facolta' di Architettura, a Palermo.
Centorrino ha sottolineato che "in tutta la Sicilia i centri che potrebbero subire danni a causa del dissesto idrogeologico sono circa il 70% del totale,come denunciato dall'Anci Sicilia. Grave e' la situazione della provincia di Messina, dove l'84% dei comuni e' a rischio per frane e alluvioni. Sono dati che mettono in evidenza come l'eccessiva antropizzazione del territorio, a volte anche la speculazione edilizia, l'abbandono dei suoli coltivati e delle vecchie sistemazioni idraulico-agrarie e idraulico-forestali, l'intensificarsi del fenomeno degli incendi boschivi, insieme alla tropicalizzazione del clima, con fenomeni meteorologici sempre piu' estremi ed imprevedibili, non possano essere affrontati con la logica emergenziale adottata negli ultimi anni".
"All'interazione, spesso negativa, dell'uomo- ha detto l'assessore- va aggiunta la modellazione naturale di territori geologicamente giovani come le montagne e le colline del territorio siciliano, e in generale di molte aree del Mezzogiorno.
Frane, smottamenti e processi erosivi sono infatti fenomeni naturali, che nel corso di centinaia di migliaia di anni modellano il territorio. L'azione dell'uomo ha verosimilmente accelerato un processo di evoluzione naturale del paesaggio caratteristico dei nostri luoghi".
"Tuttavia- ha spiegato Centorrino- e' un dato di fatto che i costi per la collettivita' conseguenti al dissesto idrogeologico siano in continuo aumento e motivano gli sforzi delle istituzioni per potenziare attivita' di conoscenza, previsione, prevenzione e mitigazione degli effetti. A cio' va aggiunto -dice l'assessore- lotta all'abusivismo edilizio, e l'inossevanza delle regole sull'uso del suolo".
Secondo Centorrino, "Tutto questo ha un costo, che per gli eventi disastrosi dell'ultimo anno ha pesato esclusivamente sulle finanze regionali. I fenomeni di dissesto idrogeologico pongono, invece, la necessita' di interventi centralizzati. Questo, soprattutto, in un momento in cui il federalismo scarica tutto sulle regioni e sui comuni. Sia dal punto di vista degli strumenti e dei luoghi di coordinamento tra la pianificazione di regioni e comuni, che al momento non trova applicazione nei piani del Governo, e quella dell'esecutivo nazionale che, senza nessun rapporto con i territori, segue altre finalita' e differenti strade, sia per quanto riguarda le risorse per la prevenzione e per l'emergenza, sostanzialmente assenti negli ultimi disastri che hanno interessato la regione Sicilia".
Come sottolineato dal WWF in un documento pubblicato nel febbraio di quest'anno sui movimenti franosi in Calabria ed in Sicilia, non c'e' alcun bisogno di nuovi piani o di interventi straordinari': da anni, infatti, sono stati approvati i Piani di assetto idrogeologico allo scopo di difendere il territorio dagli eventi alluvionali; quello che manca sono i fondi per sostenerli.
"Soprattutto quando si tratta di destinarli alle regioni meridionali -ha concluso Centorrino- il governo Berlusconi con l'ultima legge Finanziaria ha ridotto i fondi stanziati per la protezione del territorio dai 510 milioni di euro del 2008 ai 93 milioni previsti per il 2011. Gli interventi dello Stato centrale nella prevenzione dei rischi e nella riparazione delle conseguenze del dissesto idrogeologico, sono molto probabilmente uno dei primi segnali di quello che rappresentera' il federalismo fiscale per il Mezzogiorno".