ANNEGARLI IN UN MARE DI SPUTI O PROCESSARLI ED INTERDIRLI?
DI CARMELO GAROFALO
Beppe Grillo propone un “processo pubblico” ai politici senza violenza.
Ogni cittadino deve avere il diritto di sputo virtuale.
Siamo un popolo civile, truffato, spolpato, fottuto, immiserito, deriso.
Nessuno può pensare di sostituirsi alla Magistratura o di evocare nuovi piazzali Loreto.
E propone che “chiunque abbia ricoperto cariche pubbliche nella seconda Repubblica, renda noto in rete il suo patrimonio prima e dopo l’investitura”.
Una provocazione da capo comico che andrebbe bene in avanspettacolo.
Ma con quelle facce che hanno, anche se naufraghi in un mare di sputi, li vedremmo riaffacciarsi sul palcoscenico della politica italiana.
Noi oggi, italiani per il 90% componenti la società civile, “truffati, spolpati, fottuti, immiseriti, derisi” dal restante 10% attori e giocolieri della non tanto anonima casta, proprio per essere un popolo civile non evocheremo nuovi piazzali Loreto, espressione selvaggia di barbarie antidiluviane.
Siamo per una nuova Norimberga.
Siamo per sottoporre ad equo processo i responsabili del devastante debito pubblico italiano, causa di tutti i mali che ci hanno reso poveri, infelici, senza domani per i giovani ai quali è stata tolta la speranza.
Il nostro giornale, lo possiamo documentare, è stato il primo giornale nel tempo e con inequivoca chiarezza a proporre che questi politicastri, da noi elettori delegati ad amministrare l’azienda Italia responsabili della bancarotta, siano individuati, (fior da fiore, non fare di tutte le erbe un fascio), arrestati, processati, condannati, anche senza pene da scontare in carcere ma con l’interdizione perpetua civile e politica.
Al pari di quanti amministratori di aziende private responsabili di bancarotta fraudolenta.
Ci sarà pure un giudice in questa Italia martoriata, a dare il via ad una Norimberga italiana?