ANTONIO SAITTA, MESSINESE ILLUSTRE

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DI CARMELO GAROFALO



Nell’area degli uomini illustri sepolti al gran Camposanto di Messina vi è il loculo, assegnato dal Consiglio Comunale ad Antonio Saitta, nato il 28 gennaio 1903, e spentosi il 10 agosto 1987.

Antonio Saitta è stato certamente una delle colonne portanti del mondo culturale del dopoguerra, promotore della Libreria dell’OSPE, arricchita dalla Galleria d’Arte “Il Fondaco” e dall’Accademia della Scocca.

Un cenacolo che aveva per ospiti illustri, tra gli altri Quasimodo, Pugliatti e Vannantò.

Giornalista pubblicista a 17 anni, Antonio Saitta era apprezzato per le sue note pubblicate su quotidiani e periodici del tempo, quasi tutte sottoscritte con pseudonimi  dei quali andava orgoglioso: Nino Folgore, Lionello, Antonellus.

Note che lasciavano il segno per la loro incisività e la fondatezza delle citazioni, ma erano, soprattutto i libri ad affascinare quel giovane collaboratore apprezzato e ricercato dalle storiche librerie del tempo sul Viale S. Martino, da Ferrara alla dirimpettaia Principato, alla D’Anna, che aveva cominciato a frequentare a 14 anni.

Negli anni ’50 con l’OSPE realizzò quel “Salotto letterario” che prima della guerra era stato il cenacolo di Donna Mimma Caprì, all’isolato 78 del Viale S. Marino, dove convenivano le più illustri personalità del mondo della cultura. Uomo di straordinaria creatività, cultore dei più nobili valori umani, Antonio Saitta, discreto ed elegantemente corretto nei rapporti sociali, ebbe sacro il culto dell‘Amicizia.

Antonio Saitta va ricordato anche come poeta e come saggista.

Ha pubblicato: “il Duomo di Messina e il Campanile” (1940), “La Guida artistica turistica di Messina” Edizioni Moneta Milano (1963), “Accademie messinesi” Edizioni de il Fondaco (1964), “Il Giornale di Messina” 1675-1678, Studio critico Bibliografico e testo del giornale, Edizioni Feltrinelli Milano.

Numerose le raccolte di liriche, e, particolarmente valido per una storia del giornalismo, “La Stampa periodica a Messina” edito da La Sicilia di Messina (1968) presentato da Gianvito Resta, Preside della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Messina e Accademico dei Lincei, che attesta la valenza del lavoro del Saitta “che occupa un posto certamente preminente tra i vari ed interessanti capitoli della storia della cultura messinese” e che “è suscitato dal grande amore che l’autore, studioso non di professione, nutre per la sua terra di cui ne indaga con entusiasmo le memorie, nelle brevi pause della sua quotidiana fatica”: un riconoscimento, questo, dell’insigne cattedratico ad attestazione di preziosi contributi mirati a tramandare la memoria storica della città, consapevolmente convinti che senza una memoria la città e senza futuro.

ESTRATTO DA  "GAZZETTA DEL SUD"  28/01/2010

Pubblicità
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post