ARMI E BOMBE AI RIVOLTOSI PER “GARANTIRE” I DIRITTI UMANI…

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

 

DI CARMELO GAROFALO

 

 

La crisi libica riapre le speranze ai separatisti di tutto il mondo e, perché no, soprattutto ai separatisti siciliani alle cui lotte negli anni post-bellum si deve l’Autonomia concessa alla Regione a Statuto speciale.

Un’Autonomia che il Presidente della Regione di oggi, Raffaele Lombardo, ritiene lesa e parte, con gli Assessori tutti, della sua quarta Giunta di Governo nell’arco di due anni, per presidiare Palazzo Chigi durante il Consiglio dei Ministri nel quale si parlerà del dramma di Lampedusa, invasa da un esercito di nordafricani.

Consiglio dei Ministri al quale, per rispetto allo Statuto speciale, avrebbe dovuto essere invitato.

Una protesta plateale ma legittima.

Non altrettanto legittima la frase pronunciata nell’istituire, da parte del Governo nazionale, il Villaggio della Solidarietà di Mineo: “ si vede che andrò a Mineo con il mitra”.

Una frase ripresa nell’editoriale de “La Sicilia” da Domenico Tempio che la definisce “una battuta provocatoria ma, un tantino azzardata”, annotando che “se un Presidente della Regione dice di armarsi, qualche cittadino sprovveduto potrebbe prenderlo sul serio”.

Per Tempio “non balle né armi, ma aiuti”.

È quanto, recitando il mea culpa, dovrebbero proporre francesi ed inglesi e lo stesso Obama.

Perché continuare i bombardamenti in territorio libico, tra l’altro un intervento armato che la Russia denuncia non essere stato autorizzato dalla risoluzione ONU, ed il voler addirittura prospettare la possibilità da parte degli americani di rifornire di armi i ribelli antigheddafiani, come si propongono i francesi, è più che una battuta provocatoria. È una pericolosa esortazione a quanti, in ogni angolo della terra si propongono di ribellarsi ai Governi in carica, e, quindi, anche in Sicilia, gli sprovveduti che Tempio teme possano attuare la minaccia lombardiana e tentare un “assedio” non virtuale, come quello di Lombardo a Palazzo Chigi, e tentare la rivolta a Berlusconi  e/o ad altri governanti che succederanno, confidando nell’aiuto e nelle armi che francesi e inglesi, con la disponibilità di Obama, non esiterebbero a concedere, naturalmente, come sempre affermano, per garantire i diritti umani e assicurare un governo “democratico” amministrato dai rivoltosi…

Ma è proprio un mondo da pazzi!

 

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