CELEBRATA A ROMA LA GIORNATA MONDIALE PER LA CONOSCENZA DEL LINFOMA

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

 

di ALESSANDRA GILARDI

 

La prospettiva di vita per coloro che sono affetti da linfoma sta cambiando in modo positivo, perché la ricerca continua a registrare progressi. Ed invero, risultati dello studio clinico PRIMA hanno dimostrato una riduzione dell’incidenza di ricadute pari al 50% nei pazienti sottoposti alla rituximab-chemioterapia, con un incremento del 20% della vita. Inoltre, si rileva una riduzione dell’incidenza di ricadute pari al 50 % nei pazienti sottoposti alle terapie di mantenimento attraverso i farmaci biologici. E’ questo il bollettino registrato, durante la Giornata Mondiale per la Conoscenza del Linfoma, celebrata a Roma a Palazzo Giustiniani. Proprio nel corso della conferenza, il dottor Martelli, ricercatore dell’università degli studi di Roma “La Sapienza,” osserva che grazie a farmaci innovativi come il rituximab, la terapia  per sconfiggere il linfoma è meno aggressiva e conseguentemente meno invasiva, proprio perché si tratta di farmaci biologici mirati e meno tossici della chemioterapia convenzionale. Risultati ottenuti grazie alla ricerca e grazie a partner come roche che hanno sostenuto l’innovazione terapeutica. Questi ottimi risultati, ottenuti in campo ematologico, potrebbero estendersi anche in altri campi se solo la sanità fosse più accorta nell’impiego delle risorse:“Buttiamo via tanti milioni di euro per niente, prescrivendo troppo spesso esami inutili e inefficaci ”. Queste le dure parole di Franco Mandelli presidente dell’AIL. E ancora: “I contributi generosamente offerti alla ricerca devono essere impiegati nel migliore dei modi, altrimenti rischiamo solo di sprecare inutilmente risorse”. Quindi occorre un maggiore impegno da parte di tutti i soggetti che operano nel settore della salute, affinchè si possa migliorare efficacemente la qualità della vita dei pazienti, senza sottoporli a terapie troppo spesso solo aggressive e nocive.

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