CONTO ALLA ROVESCIA PER LA PRESIDENZA NAZIONALE DI CONFAPI. LA GIUNTA DI CONFAPI SICILIA A CONFRONTO CON IL CANDIDATO MAURIZIO CASASCO.
Cinquanta accordi negli ultimi 5 anni contro i 25 dei primi 60. A ricordarlo alla Giunta di Confapi Sicilia è Maurizio Casasco, presidente di Confapi Brescia e candidato alla presidenza nazionale dell’associazione che tutela le piccole e medie imprese italiane, sottolineando i risultati raggiunti da Confapi negli ultimi anni. Nel suo giro per le delegazioni provinciali e regionali, e quindi anche durante l’incontro con i responsabili delle PMI siciliane Casasco, che dovrebbe riuscire a portarsi dietro oltre il 60% dei voti delle imprese iscritte a Confapi, ha messo subito in chiaro che per cultura e formazione non ama che lo si tiri per la giacca.
“Continueremo ad essere una confederazione autonoma ed indipendente -ha esordito Casasco- ma con la parte politica non smetteremo di dialogare. Perché il patrimonio di Confapi non è solo immobiliare, ma è ricco di valori e di storia. Per quanto mi riguarda, se sarò eletto rappresenterò la continuità della difesa della tradizione della Confapi. Tra i miei primi atti punterò al rafforzamento della rappresentatività delle istanze delle imprese nostre associate. Perché la rappresentatività si traduce in contratti che devono identificarsi con le piccole e medie imprese. Che hanno bisogno di una contrattazione che esuli dalla categoria e che guardi invece alle dimensioni dell’azienda. In Italia non c’è la grande industria, forse non c’è più neanche negli Stati Uniti. Da noi ci sono le PMI ed è a loro ed alle loro esigenze che noi di Confapi guardiamo. Consapevoli che attualmente le priorità sono due: lo sblocco dei pagamenti nella Pubblica Amministrazione e l’accesso al credito”.
A presentare Casasco ai numerosi imprenditori presenti all’incontro il presidente di Confapi Sicilia Nello Lentini. “Con l’assemblea nazionale del 26 luglio, che vede anche il rinnovo delle cariche sociali, Confapi si candida quale unica organizzazione rappresentativa del sistema delle PMI italiane -ha puntualizzato Lentini. In Sicilia faremo anche noi la nostra parte e svolgeremo un’incessante attività di stimolo nei confronti delle istituzioni locali e regionali”.
Inevitabili i riferimenti alla situazione politica regionale. “Ci auguriamo che il 31 luglio -ha aggiunto Lentini- con le dimissioni di Lombardo, si avvii una fase di ricostruzione e di rilancio della nostra economia. Infatti, solo restituendo agli elettori la scelta del prossimo presidente della Regione e del nuovo governo si potrà programmare un percorso virtuoso, partendo dall’utilizzo delle risorse comunitarie e dei Fondi FAS che non siamo stati capaci di intercettare. Le organizzazioni imprenditoriali e dei lavoratori, continuando a condividere strategie e progetti, si assumano le responsabilità di proporre ai futuri candidati alla presidenza ed alle singole forze politiche impegnate, un manifesto per le PMI e per i lavoratori. Sviluppo, crescita e coesione sociale: sono questi gli obiettivi che bisogna perseguire”.