CONTRO LA PENA DI MORTE CON WILLIAM MOOR A MESSINA

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DI LIVIA SATULLO

 

Messina: città per la vita. Il 30 novembre, ore 17.30 presso la sala “Visconti”, si è tenuta una conferenza cittadina con William Moore, ex condannato a morte liberato dal braccio della morte della Georgia.

È stata la Comunità di Sant’Egidio che nel 2002 ha lanciato la prima giornata mondiale delle “Città per la vita contro la pena di morte” (Cities for life against the death penalty). La data è stata scelta simbolicamente, ed è una data che ci fa onore: è il giorno in cui fu abolita la prima volta la pena di morte e questo avvenne nel Granducato di Toscana nel lontano 1786. Messina, insieme ad altre 13 città, di 87 nazioni, comprendente 66 capitali di Stato, si impegna oggi a manifestare la sua disapprovazione contro la pena di morte, a dare un segnale, rappresentando simbolicamente il suo impegno per la vita.

Ancora oggi, infatti, 56 sono gli Stati che mantengono la pena di morte tra cui spiccano Giappone, Cina, Iran ed USA. L’Iran si aggiudica il primato di esecuzioni “ufficiali” mentre la Cina non può essere classificata perché mantiene il segreto di Stato relativamente alle esecuzioni avvenute.

L’evento è promosso dalla Comunità di Sant’Egidio, in collaborazione con la Coalizione mondiale contro al pena di morte, di cui fa parte, tra gli altri, Amnesty International. L’attivismo della Comunità di Sant’Egidio in questo campo raggiunge i suoi primi tangibili risultati nel 1998, quando la Comunità promuove l’appello per una Moratoria Universale della pena di morte, appello che ha raccolto 5 milioni di firme in 153 paesi del mondo. L’appello è stato poi consegnato alle Nazioni Unite in occasione del voto della Risoluzione 61/149 contro la pena di morte (2007)

A livello internazionale il 30 novembre dello scorso anno oltre 1000 città hanno illuminato edifici pubblici, piazze e monumenti per rappresentare simbolicamente il loro impegno per il diritto alla vita e contro la pena capitale. Quest’anno a Roma viene illuminato il Colosseo e viene al contempo ospitata, come già da cinque anni, una riunione di 20 ministri della giustizia a livello internazionale, tra cui il neoministro italiano, Paola Severino e i colleghi di Francia, Costa d’Avorio, Mali, Rwanda, Tanzania, Cambogia, Ecuador, Honduras, Norvegia, esponenti di Unione Europea, Mongolia, Filippine, Guinea Bissau, Mozambico, Burundi insieme ad una delegazione di deputati e senatori dell'Illinois, ultimo stato degli Usa ad avere abolito la pena capitale nel 2011.

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