CONVEGNO A PALRERMO SU "ARTE E PSICOPATOOGIA"
DI PIERO MONTANA
Si è svolto il 19 settembre scorso nella sala gialla di Palazzo dei Normanni a Palermo il convegno "Arte e psicopatologia- Enigmi a confronto".
Organizzato dall'Associazione medica bagherese con il patrocinio del Comune di Bagheria e dell'Assemblea Regionale Siciliana, il convegno ha avuto tra i suoi relatori il neurologo Vincenzo Provino nella doppia veste anche di coordinatore, il professore Daniele La Barbera, il professore Francesco Gallo dell'Accademia di Belle Arti di Napoli, la professoressa Anna Maria Livigni che ha incentrato la sua relazione sulla neuroestetica, il professore Franco Lo Piparo che ha intrattenuto il pubblico con un intervento su " Linguaggio e schizofrenia".
Assente per malattia il professore Romolo Rossi.
Di questo interessante convegno è uscito proprio in questi giorni un CD che abbiamo ascoltato con molto interesse.
Affascinante infatti la breve relazione del dottore Provino, che prendendo le mosse da Proust considera il pensiero logico, razionale una impalcatura a difesa del dolore mentale, che ha origine dalla separazione e dalla perdita.
La poesia che è un ponte tra pensiero logico e mitologico, come l'arte è stata sempre tentata di andare oltre, di sconfinare nelle regioni buie del sonno e della notte da cui prendono forma i mostri.
- " Il sonno della ragione genera mostri" - scriveva infatti Goya.
La poesia e l'arte avviano dunque, al contrario del pensiero logico, un processo di decostruzione mentale della realtà, rapportando il medesimo all'altro nello scardinare l'impalcatura razionale del logos, fondata sulle categorie spazio temporali, e nel contempo avventurandosi entrambe verso l'ignoto o le regioni più profonde dell'inconscio.
" Le figure del giardino di villa Palagonia - conclude Provino- rappresentano un disordinato, concitato assemblamento di esseri deformi, pietrificati per incanto all'alba dopo un sabba satanico.
E' un motivo inneggiante, un disordinato ribaltamento delle leggi naturali o meglio delle leggi che governano la visione lucida e razionale dell'esistenza e quindi, secondo gli stereotipi, lecita e moralmente sana."
Il " caos palagonico", se così possiamo chiamare le deformazioni grottesche dei mostri di Villa Palagonia, mostra così di essere semplicemente un processo artistico decostruttivo attraverso cui possiamo avvicinarci alla realtà nel suo momento creativo che è quello della fusione ma anche del distacco, della separazione dal magma della materia, della natura.
Per richiedere il CD rivolgersi all'associazione medica bagherese o telefonare per informazioni al neurologo Vincenzo Provino al numero di cellulare numero 334181559.