CORTEI: SPIE DI UN MALESSERE CHE NON PUÒ ESSERE IGNORATO
DI CARMELO GAROFALO
In un momento di tensioni, di crisi economica europea, di confusione strategica politica, è il Capo dello Stato, il Presidente Giorgio Napolitano ad essere il solo luminoso punto di riferimento per gli italiani smarriti.
Sempre più amato e seguito per l’alto senso dello Stato, con impareggiabile equità e rigorosa responsabilità, il Presidente Napolitano ha esortato ad assumere la continuità del Governo “purchè il Governo governi”, ed a seguito delle cifre fornite da Bankitalia ha detto, apprendendo che il 45% della ricchezza globale è posseduta dal 10% delle famiglie e che la metà più povera delle stesse detiene il 10% della ricchezza totale, è stato abbastanza esplicito nell’affermare che “il mercato lasciato a se stesso ha prodotto crescita ma ne ha rivelato i piedi d’argilla, fra l’altro, a prezzo di crescenti ineguaglianze della quali oggi dobbiamo farci carico”.
E riferendosi alle turbolenze romane anti-Gelmini, con esemplare saggezza, ha sottolineato che “la protesta pacifica di tanti cittadini nelle strade delle nostre Capitali, benché spesso sviate da inammissibili violenze, è una spia di malessere che le democrazie non possono ignorare”.
Una briciola di saggezza donata da Napolitano ai diplomatici di tutto il mondo convenuto al Quirinale per il tradizionale scambio d’auguri natalizi.
Perché il malessere, è chiaro, non è né berlusconiano né italiano ma è, in questo momento mondiale