CRISI ARABA E MATTANZA MEDITERRANEA

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DI CARMELO GAROFALO

 

È notizia dell’ultima ora, ma è, ormai dolorosamente quotidiana: “Siria, fuoco su oppositori: 67 morti”. Ma per gli Stati Uniti e l’Unione Europea, per L’ONU e per la NATO, i morti in Siria, nello Yemen, nell’Iran sono come i civili copiosamente uccisi dagli “umanitari” bombardamenti NATO le cui forze sarebbe stato meglio impiegare per bloccare in partenza l’esodo bilico di navi in fuga verso l’Italia con un drammatico bilancio di un’inumana mattanza: 1500 profughi annegati nel tratto di mare che divide l’Africa dall’Italia.

Se le forze della NATO fossero mosse soltanto e sinceramente da sentimenti di difesa dei diritti umani, questo sarebbe il loro compito primario, lasciando alla diplomazia il compito di risolvere la crisi politica, alla luce della mediazione dell’Unione Africana, della quale in terra d’Africa è doveroso tener conto, accettare, quindi, la proposta di cessare il fuoco di entrambi i contendenti, peraltro accettato da Gheddafi, che si è pure impegnato a dare ai libici la magica scatola della democrazia, di contro respinta dagli insorti.

Ed invece, si continua a martellare di bombe e di missili l’area nella quale sorge la base di Gheddafi perché lo si vuole uccidere senza processo e senza pietà.

 E nel mare nostrum continua la mattanza dei profughi, ed in terra libica gli stessi insorti ammettono che non pochi di loro si sono macchiati di paurosi crimini di guerra, e nelle altre terre della così detta primavera araba si muore, se si protesta, senza che questo importi agli Stati Uniti, all’Unione Europea, all’ONU ed alla NATO, cantori eterni di libertà e di democrazia.

 

 

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