D’ALIA COME LA BORSELLINO?

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DI CARMELO GAROFALO

 

Il PD di Bersani pur di tentare di riagguantare il potere in Sicilia, del quale, grazie a Raffaele Lombardo, ha potuto gustarne i frutti, sta tentando un’operazione che bissa quella miserevolmente fallita alle amministrative di Palermo con il doloroso sacrificio della Borsellino.

Per le regionali siciliane il PD punta ad una ibrida alleanza con l’UDC di Casini, che, quindi, si sostituirebbe ad essere, a posto del MPA di Lombardo, il predellino di Bersani, e che, di fronte alla “corazzata” di Orlando e Vendola, è destinato ad un nuovo clamoroso fallimento che, questa volta, travolgerebbe un messinese, il Senatore Giampiero D’Alia, candidato alla presidenza della Regione.

Ed allora va detto chiaro e tondo che è ingeneroso, offensivo, delittuoso strumentalizzare personalità di tutto rispetto, come la Borsellino e D’Alia, politici di razza, espressione di etica sociale, di correttezza, di trasparenza, di capacità gestionale.

D’Alia è in tempo a fiutare la trappola e ad attendere, di contro, che la sua candidatura, che troverebbe larghi consensi, venga da uno schieramento di centrodestra che si rifaccia, adeguatamente “restaurato” ,alla maggioranza del 2008, depennata da quel MPA di Raffaele Lombardo, dal quale, tra l’altro scappano tutti, per essere stato la causa di tutti i mali di questa maledetta legislatura che ormai volge al termine.

E poi, ci si domanda, come potrebbero convivere con il Partito Democratico che guarda, sì ai moderati ma, tiene ad essere blocco granitico con Vendola, Di Pietro e comunisti, e che, è stato Bersani addirittura a darne l’annuncio, apre ai gay e getta le basi per il riconoscimento delle unioni di fatto tra uomini ed uomini, fra donne e donne?

E la componente l’ex Margherita, con la Bindi al vertice, è d’accordo a fornicare con un PD sempre più aperto a sinistra e, certamente, tutt’altro che rispettoso dei valori della famiglia tradizionale e dei principi fondamentali della Chiesa Cattolica?

Ma insomma si vuol capire che di inciucio in inciucio si precipita nelle sabbie mobili nelle quali affonderebbe a morte l’impalcatura democratica della Repubblica italiana!

 

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