DAL PAUL GETTY MUSEUM DI MALIBU’ LA VENERE DI MORGANTINA, DOPO 30 ANNI, TORNA IN SICILIA
DI ANNALISA CRUPI
Dopo 30 anni di permanenza nel Paul Getty Museum di Malibù, la bella Venere di Morgantina, opera di un discepolo di Fidia realizzata nel quinto sec A.c, torna finalmente a casa!
La Venere è giunta a Roma una decina di giorni fa, divisa in sette casse che sono state prese in consegna dagli uomini del Comando Carabinieri tutela patrimonio culturale. Accompagnata dal direttore del museo ennese, Enrico Caruso. L'opera verrà alloggiata nel nuovo padiglione allestito nello spazio espositivo di Aidone, dai tecnici del museo americano e del centro di restauro regionale. L'inaugurazione è prevista per la fine di aprile.
La Venere venne trovata e trafugata da tombaroli che nel 1977 effettuarono in contrada San Francesco ad Aidone scavi clandestini. Agli inizi degli anni 80 la statua, fu venduta dal ricettatore ticinese Renzo Canavesi al londinese Robin Symes, che nel 1986 la rivendette al Paul Getty Museum.
La statua in marmo pario, con cui sono state realizzate la testa, le braccia e le mani mentre il busto è in pietra calcarea, è alta 2,20 metri e presenta un corpo panneggiato. Essendo lavorata da tutti i lati la statua fu evidentemente realizzata per essere esposta al centro di un ambiente, a tutt'oggi non identificato.
Durante i suddetti scavi clandestini venne alla luce un santuario dedicato a divinità della terra per cui gli studiosi hanno riconosciuto in essa Demetra o Kore che nella mitologia greca è la dea del grano e dell'agricoltura, nutrice della gioventù e della terra, artefice del ciclo delle stagioni, della vita e della morte, protettrice del matrimonio e delle leggi sacre.