DALLA CRISI LIBICA ALL'INDIPENDENTISMO SICILIANO

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DI CARMELO GAROFALO

 

 

Ribellarsi al potere costituito, ai governi in carica, sia pure espressione di un Parlamento eletto a suffragio universale, negli anni cinquanta, a ridosso di una guerra che, indorata dalle bombe anglo-americane, aveva liberato l’Italia dall’ “oppressore” fascista, costava caro ai Masaniello del tempo.

Ne hanno sperimentato l’asprezza, tra gli altri, i tre siciliani Finocchiaro Aprile, l’avvocato messinese e docente di Pedagogia Ciccio Restuccia, e Varvaro, arrestati nottetempo, su ordine del Ministro degli Interni Scelba, e condotti, incatenati mani e piedi come animali, all’isola di Ponza.

Primi bagliori di una democrazia sostituitasi alla “dittatura” di Mussolini…

Proprio sfortunati gli eroici sostenitori dell’indipendentismo siciliano armati allora soltanto di ideali e di amore della loro terra.

Oggi sarebbe stato diverso. I “grandi” della terra, i “soliti” esportatori della loro democrazia, la pensano in tutt’altro modo, o meglio alla loro maniera di sempre.

Con bombe, razzi e missili danno una mano ai rivoluzionari di turno e li riforniscono di armi, un poco di quelli che abbondano nei loro arsenali e da Obama, a Camelot, il Churchill del 2000, a Sarkozy, tutti a sostenere i rivoltosi per cacciare i governanti in carica  e lo stesso Ministro degli Esteri italiano ammette che la risoluzione ONU consente la fornitura di armi a quanti si ribellano non con le sole armi della protesta ma con bombe, cannoni, missili, aerei e carri armati.

Peccato che di siciliani alla Finocchiaro Aprile, Restuccia, Varvaro, Canepa e Cacopardo non ve ne siano più.

Sarebbe stato facile oggi festeggiare una Sicilia indipendente e libera.

E la liberazione armata si ripete anche in Costa d’Avorio…tutto fa brodo per Al Quaeda ed al terrorismo arabo al quale finiscono le armi inviate ai ribelli dai generosi “democratici” votati al suicidio ed alla morte dei loro popoli.

 

 

Pubblicità
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post