E PER LOMBARDO ORMAI È SERA…
DI CARMELO GAROFALO
Sicilia docet!fu!
Oggi, con un’economia al collasso impietosamente fotografata dalle sempre più numerose pagine di aste giudiziarie a quotidiani nazionali (La Repubblica) e regionali, e spesso anche su periodici locali, trasmesse dai Tribunali dell’Isola, la Sicilia non insegna più nemmeno nei laboratori della politica che accendevano la luce nei palazzi romani.
Con tutte le diavolerie strategiche di Raffaele Lombardo che, sganciatosi, subito dopo il voto del 2008, dallo schieramento politico di centrodestra nel quale aveva raccolto una valanga di preferenze, fino ad inserire nel Governo della Regione, sia pure facendo loro indossare le toghe di “tecnici” graditi al Partito Democratico, ch’era stato pesantemente bocciato dagli elettori, la Sicilia, proprio quando Lombardo puntava a ripresentarsi alle prossime elezioni guidando uno schieramento di centrosinistra, la Sicilia ha clamorosamente registrato la pagina più nera nella sia travagliata, seppure gloriosa, storia dell’Autonomia.
Le cronache di questi giorni hanno evidenziato il fallimento della politica lombardiana. Siamo stati, purtroppo, facili profeti, e siamo stati in pochi a prevedere che il viaggio politico del Governatore andava a finire nel tunnel buio delle contraddizioni e delle divisioni.
A pochi mesi dalle elezioni, ormai si è tutti della convinzione che si voterà nel 2012, in anticipo di un anno sulla scadenza naturale, non vi è all’orizzonte alcuna chiarezza di schieramenti, di candidati, di programmi concretamente mirati a risucchiare la Sicilia dagli abissi nei quali è sprofondata.
Orlando, a nome di Italia dei Valori, anticipa che si andrà, intanto, alle primarie anche senza il PD, essendo il PD tenuto alla catena da Lombardo che non vuole sentire parlare di primarie, non solo per la presunzione di considerarsi onnipotente al di sopra di tutti i partiti, quanto per timore di uscirne mortificato; l’UDC, saggio interprete della volontà popolare, non intende associarsi alla brama lombardiana di guidare una maggioranza con il Partito Democaratico la cui base vuole ci si unisca con il SEL di Vendola.
Un guazzabuglio che si tenterà di sanare con pezza su pezza ma che, anche se si dovesse arrivare all’inciucio, sarebbe un abito rattoppato non certo gratificante per l’immagine della Sicilia e per gli interessi dei siciliani.
Si dice, alle volte, che è Lombardo ad avere commissariato il Partito Democratico, si replica che è invece il PD ad avere commissariato Lombardo, è vero, intanto, che è Lombardo ad avere commissariato la Sicilia, con l’esercito di consulenti esterni e i Commissari inviati in tutte le Istituzioni della Regione, consorzi, società partecipate, ospedali, enti e carrozzoni vari, come al tempo del Governo di Mussolini, quando i Segretari federali intervenivano d’imperio ma al fine di rimettere ordine e in breve tempo restituirli a tempo indeterminato alla normale amministrazione.
Oggi i commissari sono sentinelle a serbatoi di voti: consensi che a Lombardo ed ai suoi compagni di cordata vengono sempre più meno sull’onda triste del fallimento di una politica troppo partigiana e clientelistica.