EDOARDO LEANZA INTERVISTATO SULLA CRISI SOCIO-ECONOMICA IN SICILIA
Crisi economica, disagio sociale, allontanamento dalla politica ed elezioni regionali - Intervista al deputato regionale e coordinatore provinciale del Pdl Edoardo Leanza.
D. On. Leanza perché, a suo avviso, i partiti non sono più al primo posto degli interessi collettivi degli elettori?
R. In questi ultimi anni i partiti in Italia hanno perso di vista il contenuto che li distingueva, in particolare i partiti di sinistra hanno perso la loro missione principale che era quella di difendere le classi sociali deboli e l’equità sociale, nonché garantire il posto di lavoro. I partiti di centrodestra invece, dalla loro, si sono visti costretti dalla crisi finanziaria internazionale ad abbandonare il sostegno alle piccole-medie imprese e alle famiglie; hanno avuto difficoltà a garantire le libertà personali rispetto allo statalismo che impone tasse, tagli e restrizioni delle libertà individuali.
D. Secondo lei cosa occorre per riavvicinale i cittadini al mondo della politica che, peraltro, li vede al centro dei propri lavori?
R. Occorre che i partiti si diano nuovi contenuti credibili e che la gente li comprenda, soprattutto in questo momento di grande sofferenza per circa l’80% delle famiglie italiane. Questi contenuti devono tornare ai valori dell’uomo, ma devono anche, dopo aver spiegato i motivi del disagio che viviamo, far nascere la speranza che un rilancio economico dell’Italia e dell’Europa possa realizzarsi. Bisogna dunque introdurre nuove regole finanziarie e bloccare le azioni speculative dei grandi potentati economici.
D. Per stare vicini al nostro territorio cosa pensa occorra fare? Quali le strategie per risollevare le sorti dell’isola?
R. Oltre a condannare categoricamente il mal governo Lombardo, forte di inciuci di palazzo e che ha voluto rafforzare solo azioni clientelari aggredendore nelle strutture regionali, occorre creare una coalizione politica che si riveda attorno ad un programma di governo amministrativo costituito da pochi punti, snello, ma che miri a risolvere velocemente e concretamente la piaga del precariato, a rilanciare le attività produttive dell’agricoltura, dell’artigianato e del turismo.
Bisogna ristabilire un dialogo di chiarezza, trasparente e corretto; un’equa attività di governo che rimuova tutti gli ostacoli burocratici, tutto il malaffare, tutta la cultura clientelare che imperversa nella nostra terra, spingendosi con coraggio verso azioni estreme di buone prassi e buon governo.
D. In particolare, cosa pensa di poter proporre al suo partito per riconquistare i consensi degli elettori?
R. Oltre a doverci ridare immediatamente i contenuti valoriali che contraddistinguono il Pdl e a darci un programma di buon governo, bisogna indicare subito quali forze politiche omogenee si ritrovano in questa azione di radicale cambiamento e, attraverso imminenti elezioni primarie di coalizione, consentire al popolo siciliano di indicare direttamente il miglior candidato alla presidenza della Regione; evitando quindi strategie, tatticismi ed estenuanti trattative che la gente non comprende. Inoltre, bisogna far sentire in maniera forte alla direzione nazionale del partito l’esigenza di cambiare la legge elettorale, riportando i cittadini elettori ad essere protagonisti delle scelte dei propri rappresentanti a tutti i livelli.
D. Come ci spiega il suo sostegno all’azione del capogruppo del Pdl all’Ars, il deputato Innocenzo Leontini? A cosa mirava questa azione?
R. Insieme capogruppo del Pdl all’Ars Leontini e a tanti altri parlamentari regionali ci siamo resi conto che occorreva spezzare un lungo periodo di silenzio nel quale ci siamo ritrovati, e cominciare così un dibattito interno ma anche un confronto con la base delle forze politiche moderate, che portasse concretamente a individuare quelle soluzioni che tendano a riavvicinare le persone alla buona politica. Ci rendiamo conto che vanno scongiurate le derive populistiche e demagogiche perché, seppur diano l’impressione di appagare il desiderio di cambiamento, porterebbero la società verso lunghi periodi di degrado, di confusione, di disimpegno che non servono ne a risolvere i tanti problemi che ci affliggono ne a ridare quella prospettiva di sviluppo che l’intera società merita di avere.
D. Quali sono al momento le sue prospettive e le sue preoccupazioni in merito alle elezioni regionali?
R. Questo test elettorale, unico in Italia a svolgersi nell’autunno di quest’anno, ritengo sia essenziale per sostenere con forza il rafforzamento della leadership del nostro segretario nazionale Alfano, ma serve soprattutto a liberare i siciliani dal malgoverno prodotto dall’Mpa e dal ribaltone di Lombardo, sostenuto da gran parte del Partito Democratico. Basti pensare al fatto che questo governo ha saputo spendere soltanto il 5% dei fondi comunitari, congelando tutte le possibilità di creare infrastrutture essenziali e quindi sviluppo economico e nuova occupazione; mettendo a rischio un miliardo e mezzo di euro che andrà restituito alle casse europee per il meccanismo del disimpegno automatico. Basti pensare alle cinque edizioni diverse di questo governo regionale in soli quattro anni, all’alternarsi di cinquanta assessori; ai quattro bilanci provvisori prolungatisi fino a metà anno. Basti pensare alla nomina di tanti direttori generali che sono stati avvicendati con una durata in carica media di circa sei mesi; basti pensare al numero di consulenze affidate a soggetti i cui unici requisiti erano quelli di dichiararsi militanti del partito di Lombardo. Tutto ciò spiega quante preoccupazioni contengono queste elezioni; sapendo che il lavoro da fare per ristabilire le regole democratiche e per far risorgere questa terra sarà davvero arduo. Bisogna dunque rimboccarsi le maniche e mettersi al lavoro per riparare ai pesanti danni causati a tutta l’economia regionale e a tutte le fasce della popolazione siciliana.