FABIO MANCUSO: “NON ASSOMMIAMO DEBITI PER I NOSTRI FIGLI!”
“Una pietra tombale su ogni possibile sviluppo nei prossimi 50 anni!” è la definizione della politica finanziaria della Regione negli ultimi due anni secondo il presidente della commissione Territorio e Ambiente, Fabio Mancuso, che così scrive in suo atto ispettivo depositato oggi all’Ars, con il quale chiede misure straordinarie, da attuare insieme con il governo nazionale, per mettere un freno alla deriva economica.
Nella sintesi, Mancuso chiede all’assessore all’Economia e al presidente della Regione che si valuti attentamente la gravità della situazione e che si eviti il ricorso a ulteriori prestiti.
L’interrogazione nasce dalla relazione dell’assessorato di competenza arrivata ieri in commissione Bilancio all’Ars e resa nota dalla stampa stamattina, nella quale si fa il punto sul rosso fisso delle finanze della Regione. L’atto di Mancuso si basa sui numeri della relazione e sottolinea, fra l’altro, che “la manovra finanziaria per il 2010, nonostante sia stato assicurato il pareggio di bilancio, fa ricorso al mercato per 863milioni”; considera pure che le cosiddette operazioni straordinarie, ripetute per due volte negli ultimi due anni, non hanno comunque potuto assicurare l’intero cofinanziamento a carico della Regione della spesa sanitaria 2010, come l’intero finanziamento per la regolamentazione contabile dei rimborsi tributari, con grave nocumento alle imprese, né una adeguata dotazione di fondi globali destinati alle emergenze reali (per esempio, l’attuale emergenza rifiuti).
L’interrogazione chiude, dunque, chiedendo l’intervento coordinato dei governi regionale e nazionale al fine di evitare, come scrive ancora Mancuso, di “trasferire ai figli dei nostri figli questa scellerata gestione economica”.
“La mala gestio di Lombardo – sottolinea Fabio Mancuso, in conclusione – è, del resto, cominciata già dieci anni fa, quando per lui hanno governato i suoi assessori e da due anni è operata in prima persona. I risultati sono evidenti: tutti loro non si possono sottrarre alle proprie responsabilità, in quanto soggetti attivi del disastro, da quello in materia di sanità a quello inerente territorio e ambiente, fra gli altri. Proprio come ai tempi dei quarantenni…”.