FINI, I LADRUNCOLI E IL “SALE” DELLA DEMOCRAZIA

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DI CARMELO GAROFALO



Gianfranco Fini ha puntato, severo l’indice contro quanti, ammantati di tunica politica, lucrano su appalti e affari d’ogni genere.

Li ha chiamati “ladri” perché rubano per se stessi, diversamente da quanti, invece, lucravano nell’era gioiosa di tangentopoli per finanziare i partiti.

Che non erano, quindi, da considerare “ladri” forse nell’ottica del mitico “oro di Dongo”, distribuito dal Comitato di Liberazione Nazionale per finanziare la costituzione dei nascenti partiti politici, definiti “il sale” della democrazia.

Sicchè, al comune cittadino, al ladruncolo che, per fame ruba un filoncino di pane e finisce in galera, resta il rammarico per non aver fondato un partito per poter essere assolto avendo rubato per “assaporare” il sale della democrazia…

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