GIGOLÒ E IMPRESARI DI POMPE FUNEBRI: “ EQUO CANONE” PER SUPERARE LA CRISI

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DI CARMELO GAROFALO

 

La benzina ha ormai superato i due euro a litro, con pesanti ricadute sui prezzi di tutto il resto per i conseguenti rincari dei trasporti.

I “gigolò”, i vigorosi ricostituenti di donne depresse o vogliose, hanno, di contro, stabilito una tariffa equa e, soprattutto, bloccata. Insomma l’equo canone del sesso. A Venezia funerali low cost.

Possibile che gli economisti tardino a capire quel che perfino i “gigolò” hanno capito?

Dalla crisi si esce restituendo il potere d’acquisto alla moneta unica, in questi ultimi anni scippato almeno del 30%.

Non vale nemmeno ridurre le tasse, che pur è un atto dovuto per la crescita, per sollevare il ceto medio dal baratro in cui è stato gettato da politici inadeguati e spreconi.

Occorre bloccare i prezzi dei generi di prima necessità, dal fitto di negozi e case, alla benzina, luce, telefoni, gas, trasporti, fisco, pane, acqua, pasta, riso, generi alimentari e d’abbigliamento di prima necessità.

Dopo aver ritoccato il carico fiscale di almeno due punti così lavoratori, impiegati, pensionati, recuperando parte del potere d’acquisto, torneranno a spendere e, quindi, determineranno l’aumento della produttività, quindi dell’occupazione e delle entrate fiscali da parte dello Stato.

“Il giuoco del lotto” secondo Ivanoe Fossati, Direttore della Gazzetta di Messina prima della guerra, è il gioco dei furbi. Le vincite si tengono per se, le perdite ritornano sottoforma di previdenze sociali.

Possibile che si voglia esasperare il ceto medio al punto di risvegliare nei siciliani, il prurito dei Vespri e negli italiani tutti la bramosia orrenda delle tristi giornate dell’aprile 1945 o, peggio ancora, della storica Bastiglia francese?

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