GLI ITALIANI BOCCIANO I “LUDI CARTACEI” MA IL “PENTITISMO”, FALSO O VERO CHE SIA, TRIONFA.
DI CARMELO GAROFALO
L’accentuato assenteismo alle elezioni regionali è eloquente: gli italiani hanno confermato il crescente disinteresse per i cosiddetti “ludi cartacei” soprattutto alla luce dei veleni che uccidono ogni buon intendimento a lavorare per il bene comune.
Di contro, pare che trionfi il “pentitismo”.
Falsa o vera che sia, questa “conversione” è certamente un fenomeno che induce a particolari riflessioni.
Il crollo del regime, che sembrava monolitico, di Mussolini si deve, soprattutto, alla collaborazione offerta dalla mafia, trasmigrata prima della guerra oltre atlantico, alle forze armate angloamericane che, per preparare lo sbarco in Sicilia, avevano paracadutato nell’isola i mafiosi “esuli pentiti”.
“chi tocca i fili, muore” diceva un cartello, quando eravamo ragazzi, affisso ai poli della luce elettrica.
E pare che, chi tocca i fili della mafia è destinato a morire, se non fisicamente, certamente politicamente, come è accaduto, tra gli altri, anche ad Andreotti e Mannino, come è accaduto a Cuffaro che, senza entrare nel merito della sentenza, ha adoperato decisamente contro le infiltrazioni mafiose nei lavori pubblici, istituendo quelle stazioni appaltanti, che ci invidiarono anche all’estero, come sta succedendo anche per Lombardo.
La Magistratura fa il suo dovere e quindi bene hanno fatto i Magistrati in aspettativa Chinnici e Russo a dare solidarietà e Lombardo in attesa che si arrivi all’accertamento dei fatti.
Se qualcuno accusa, la magistratura non può archiviare sic et simpliciter, ma deve compiere interamente il suo dovere per giungere alla verità, come, peraltro è avvenuto per Andreotti e per lo stesso Mannino che, innocente, subì perfino il carcere per le accuse mossegli dai cosiddetti “pentiti”.
Ecco perché le turbolenze politiche indeboliscono i Governi e favorsicono invece gli intrecci mafiosi.
Ecco perché gli italiani, con il voto dato alle regionali, hanno chiaramente espresso la loro volontà di essere governati con decisionismo e con concretezza di contenuti.
Così soltanto sarà possibile ripulire il Paese dalle scorie della malavita comunque organizzata e così operare perché l’Italia torni ad essere uno Stato di diritto nel quale si ritrovi tutti in un clima di civica convivenza.