“GRIDO DI UN PADRE” PRESENTATO A TREMESTIERI ETNEO
DI ANTONINO BLANDINI
Nel giardino dell’I.C. “De Amicis” di Tremestieri Etneo carabinieri, cappellani militari, insegnanti, bambini, cittadini, parenti ed amici hanno vissuto un momento denso di forti emozioni. Illustri relatori, mons. Salvatore Consoli, preside emerito dello Studio teologico S. Paolo, e la prof. Michela D’Oro, dirigente scolastico dell’Istituto S. Orsola, introdotti dal delegato arcivescovile della Cattedrale di Catania, mons. Barbaro Scionti, che ha guidato l’incontro, hanno presentato il libro “Grido di un padre/A Mattia mio figlio” (S. Gregorio di Catania, Climax, 2012) di Massimo Consolato Sciacca, già comandante della locale tenenza dell’Arma, papà di un bambino, Mattia, morto all’età di sei anni in seguito ad una lunga e penosa malattia inguaribile. Il commovente incontro di tante persone convenute nella scuola -dove Mattia fu appena avviato ai primi approcci della vita educativa e comunitaria- è stato curato per ricordare un piccolo ometto che con le tremende sofferenze subite sviluppò, rapidamente e incredibilmente, una spiccata maturazione nei confronti della famiglia e della società. Dopo la presentazione della preside prof. Lucia Maria Sciuto, le signore Lella Mazzullo e Maria Grazia Spina e suor Ivana Sanfilippo del Bell’Amore, tra una riflessione e un’altra alla luce del Vangelo di Gesù, hanno letto diverse pagine del volume, un messaggio delle monache carmelitane di clausura di S. Giovanni La Punta, alcune poesie scritte dal fratello di Mattia, Gabriele, facendo rivivere la sconvolgente esperienza del dolore innocente di un bimbo della nostra gente e della nostra terra, che per alcuni anni ha suscitato una catena di solidarietà e di amore di straordinario valore umano e cristiano. Papà Massimo grida la sua lacerante esperienza di padre associata in tutto e per tutto a quella di mamma Graziella, donna di una fede e di un amore così intensi da permettere loro di vivere oltre il dolore. La brevissima vita di un bambino così piccolo, che meritò di ricevere con eccezionale anticipo la prima Comunione e la Cresima, si è presentata in tutta la sua cruda realtà anche a coloro che non hanno avuto la gioia di conoscere il sorriso, la bontà, l’acutezza di Mattia, maestro di vita per i suoi genitori, per i medici curanti e per quanti lo hanno incontrato in Italia e all’estero nella via dolorosa della sua rapidissima vicenda terrena e della intrepida lotta all’aggressività del tumore al cervello. Quel grido di dolore che squarciò l’animo del padre ha trovato sfogo in un effluvio di sentimenti e di ricordi e si è tramutato in testimonianza di vita e in preghiera, perché chi opera nell’amore e nell’amicizia di Dio ritrova serenità e speranza.