I CLUB UNESCO DI BISCEGLIE E TARANTO CELEBRANO IL QUARANTENNALE DELL’IGCP UNESCO
Per celebrare il quarantennale 1972-2012 UNESCO, dell' International Geoscience Correlation Program (IGCP - società cooperativa dell'UNESCO e dell'Unione Internazionale delle Scienze Geologiche che pone particolare attenzione ai progetti relativi alla tutela dell'ambiente, il rapporto tra fattori naturali geologici e problemi di salute, la biodiversità, il cambiamento climatico e minerali e delle acque sotterranee di estrazione delle risorse), il Club UNESCO di Bisceglie ed il Club UNESCO di Taranto, in collaborazione con la 2° Facoltà di Scienze MM.FF.NN. di Taranto e Maridipart Taranto, su autorizzazione della Marina Militare e con il Patrocinio della Guardia Costiera, della Regione Puglia – Presidenza del Consiglio, del Comune di Taranto, della Città di Bisceglie, dell' Ass. “Marco Motolese”, di SIGEA, di Villaggio Globale - Trimestrale di Ecologia, Sabato 16 Giugno 2012 con un numeroso gruppo di soci dei due Club UNESCO, hanno organizzato una giornata di studio alle Isole Cheradi sul tema: Il Mediterraneo, un patrimonio storico e naturalistico da conoscere, proteggere e valorizzare con particolare attenzione a “Il Patrimonio geologico delle ISOLE CHERADI” .
Una lectio scientifica per promuovere , informare e poter poi fruire in modo soddisfacente del paesaggio delle Cheradi e quindi godere appieno delle bellezze naturali che le circondano.
Un’importante obiettivo è quello di divulgare una conoscenza utile anche all’azione di salvaguardia e valorizzazione del territorio oltre a favorire l’interazione tra città con programmi congiunti.
L'importanza scientifica delle Isole Chéradi emerge dagli studi di vari ricercatori, che auspicano una tutela ed una valorizzazione integrata nei diversi aspetti naturalistici, ambientali e storico-archeologici.
L'isola maggiore di San Pietro è una vera e propria area naturalistica e grazie al divieto della Marina Militare di approdo e sbarco il ricco ecosistema delle isole è preservato. Spesso nelle acque che bagnano le isole è stata notata anche la presenza di mammiferi quali il delfino, tanto da far proporre l'area come oasi naturale e parco marino.
L'isola di San Paolo è la più piccola delle Cheradi ed è anche la penultima tra le isole pugliesi per dimensione.
Dopo i saluti dei Presidenti Pina Catino De Leo - Club UNESCO Bisceglie e Carmen Galluzzo Motolese - Club UNESCO di Taranto, gli interventi dell’Ammiraglio Francesco RICCI - Curatore del Castello Aragonese di Taranto e del Prof. Francesco LOIACONO - Presidente Corso di Laurea Scienze Ambientali, 2° Facoltà di Scienze MM. FF. NN. di Taranto, presso la Sala convegni Castello Aragonese Taranto, si raggiungeranno le Isole Cheradi e sull'isola di San Pietro seguiranno le relazioni di Dott. Geol. Aldo Sorrentino LA STORIA GEOLOGICA: GENESI ED EVOLUZIONE DELLE ISOLE CHÉRADI, , della Dott.ssa Geol. Angela Potenza RUOLO NEGLI EQUILIBRI FISICI DEL SISTEMA LITORALE E NEL MANTENIMENTO DELLA BIOCENOSI DELLA ZONA EUFOTICA INFRALITORALE e della Dott.ssa Simona Zaccaria(dottore in Conservazione della Natura) BIOCENOSI E TUTELA E CONSERVAZIONE DELLE ISOLE CHÉRADI. Dott. Geol. Aldo Sorrentino, Dott.ssa Geol. Angela Potenza, Dott.ssa Simona Zaccaria- IL POSIDONIETO DELLE ISOLE CHÉRADI – RUOLO NEGLI EQUILIBRI FISICI DEL SISTEMA LITORALE E NEL MANTENIMENTO DELLA BIOCENOSI DELLA ZONA EUFOTICA INFRALITORALE
Il tutto per salvaguardare questo straordinario patrimonio geologico pugliese.
Si ringrazia CAPONE Editore per gentile concessione della cartografia di Piri Reis “Taranto e le Isole Cheradi che chiudono il Mar Grande”.
LE ISOLE CHERADI, con i loro 1,23 km² di superficie, costituiscono un piccolo arcipelago che chiude la darsena del Mar Grande di Taranto (Puglia). L’Arcipelago, strettamente legato al destino dell'antica Città di Taranto e, dopo l'Unità d'Italia, al demanio della Marina Militare, è composto dalle due isole di San Pietro e San Paolo, sulle quali è vietato sia lo sbarco che la navigazione. Un tempo esisteva anche l’isoletta di San Nicolicchio, oggi scomparsa a causa dei lavori di ristrutturazione industriale e l’allargamento del porto mercantile. L'isola era chiamata dai pescatori in dialetto u’ squegghie (lo scoglio) ed ubicata in prossimità della punta Rondinella. Anticamente i tarantini avevano costruito sull'isola una badia di rito greco, dedicata a San Nicola di Myra. Tucidide fu il primo a tramandare il nome delle Cheradi. Secondo quanto tramandatoci dal libro De Admirandis ascultationibus, la tradizione vuole che Dedalo, fuggendo da Creta, si sia rifugiato su queste isole lasciandovi 2 statue, una in stagno e l'altra in bronzo, rappresentanti la caduta di Icaro e Fetonte.
Pina Catino