I SERVIZI SOCIALI A MESSINA FRA CRITICHE, POLEMICHE E SFACELO
In un comunicato stampa la CISL Messina scrive: “Il sospetto è che ci sia una strategia che vuole portare alla rescissione dei contratti per alcune cooperative salvando quelle amiche”. Un attacco diretto, duro della Cisl Fp di Messina nei confronti dell’assessore comunale ai Servizi Sociali Dario Caroniti dopo che il sindacato ritiene“strumentale e demagogica perché, pur di scaricarsi di responsabilità, addossa solo alle cooperative i ritardi dei pagamenti delle spettanze ai lavoratori, dando luogo a possibili rescissioni di contratto come previsto dai capitolati d'appalto”.
La Cisl Fp, però, chiede perché“l'Amministrazione comunale ritarda nel pagamento delle fatture emesse dalle cooperative sulla base dei servizi effettivamente resi e perché sempre l'amministrazione, nella persona dell'assessore Caroniti, invita il dirigente responsabile ad adottare gli atti per il pagamento delle fatture ammettendo, di fatto, inadempienze e ritardi ben sapendo che si tratta di atti dovuti per legge e rientranti nell'alveo di una programmazione annuale”
Un atteggiamento, quello dell’Amministrazione, che può trovare anche d’accordo ma, precisa la Cisl Fp “a condizione che avvenga per tutte le cooperative e non solo per quelle che non rispondono a logiche partitiche e politiche”.
Il sindacato di viale Europa evidenzia come la situazione sia tragica e non può essere “strumentalizzata a discapito dei lavoratori e delle stesse cooperative che, certamente non sono esenti da colpe, ma è sicuro che l'Amministrazione non può limitarsi ad adottare una nota che ha il sapore di scaricare le responsabilità; deve invece analizzare il perché e rendersi conto che l'affidamento dei servizi sembra apparentemente avvenuto in maniera imparziale e asettica ma la posizione assunta dall'assessore Caroniti lascia pensare che viene messa in atto una strategia per portare alla penalizzazione di talune cooperative che hanno la colpa diessersi aggiudicati i servizi senza apparentamenti politici. Tutto a discapito dei lavoratori”.
La Cisl Fp ha chiesto al Comune le motivazioni del ritardo, da parte degli uffici preposti, alla liquidazione delle fatture. “Ma se i dirigenti non si parlano tra di loro e le scelte vengono determinate da quelli che detengono lo scettro del comando e, pur di fare quadrare i conti, distraggono le somme in questo o i quell'altro intervento o capitolo di bilancio, ecco che si arriva alla conclusione di come il comune sia alla paralisi per la cattiva gestione o per la leggera superficialità degliuffici preposti”.
Per la Funzione Pubblica della Cisl serve ripensare l'organizzazione e la struttura gestionale dell'Ente perché “strumentalmente, o forse strategicamente, è ricondotta a interessi di parte, di bottega, di gruppi politici o peggio ancora interessi parasindacali che certamente sono lontani dalle logiche politiche sindacali d questa organizzazione che ha il solo interesse di contribuire a garantire servizi efficienti e di qualità e nel contempo certezza, stabilità occupazionale”.
Per la Cisl serve un confronto che non sia di facciata per trovare accordi seri e non strumentali in direzione di una migliore qualità di servizi. La CISL FP ha chiesto, formalmente, di velocizzare il pagamento delle fatture insolute e sospendere le decisione assunte dell'assessore Caroniti.
Pesanti le accuse al settore comunale dei Servizi Sociali e siamo certi che l’Assessore del ramo darà la giusta risposta.
Ma al di là delle critiche e delle controrepliche la verità è che il settore è in grave crisi e non certo per colpa dell’attuale Assessore e soprattutto non per colpa dell’Assessore Pinella Aliberti che pur tanto bene aveva operato, che è stata sacrificata sull’altare della politica spregiudicata ed alla quale sarà doveroso rendere onori e giustizia.
Intanto segnaliamo un caso sul quale dovranno essere dati chiarimenti.
Perché è stato chiuso il Centro di aggregazione anziani di Casa Pia che istituito dal nostro Direttore Carmelo Garofalo, allora Vicepresidente dell’Ente, aveva sottratto gli anziani del quartiere dai rischi della solitudine e dal giuocare a carte sotto la pioggia o il sole d’estate nelle strade e nelle piazze? Vi sarebbe alla base una disdetta di locazione fonte d’entrate per Casa pia dell’Ufficio di collocamento, trasferito in un locale più piccolo, di proprietà di notabili noti, e con un aumento di canone del 20%
Ma è tutta la problematica dell’Ente Casa Pia che si dovrà affrontare a sostegno dei poveri, il fine statutario dell’Ente, per una gestione ordinaria ed economicamente tranquilla.
È il problema di tutti gli IPAB della Regione siciliana che, per la carenza di provvedimenti mirati e di controlli dovuti, finiscono con o sperperare i lasciti generosi di cittadini benefattori.