IL "LUNEDI'" DI PENTECOSTE TRA "CATTOLICI" E "LAICI"
DI LIVIA SATULLO
Siamo o non siamo il paese il meno laico, il più religioso, il più cattolico d’Europa? Quello in cui, quando il Parlamento lavora su nuove leggi, avverte lì il fiato sul collo della Chiesa che indica, suggerisce, non impone - forse - ma influenza il dibattito politico - anche solo la selezione dell’agenda politica stessa - con una forza sconosciuta negli altri paesi europei. Come evitarlo, d’altronde, quando il Papa, il capo della chiesa cattolica, abita giusto a qualche metro della residenza del nostro Parlamento? Sarebbe ipocrita negare l’evidenza. Lo ammettiamo, alcuni con disgusto, altri con orgoglio, taluni con rassegnazione e in fondo un certo piacere nascosto: si, siamo il paese più cattolico d’Europa nella misura in cui la voce del clero è in Italia parte del gioco politico al quale contribuisce effettivamente. Siamo il paese meno laico d’Europa, noi, giusto al confine col paese laico per eccellenza, il nostro vicino d’oltralpe che sbandiera con orgoglio la sua incontestabile laicità. Eppure da noi il lunedì della Pentecoste non è un giorno festivo. Da noi come in Irlanda, Inghilterra, Spagna, Grecia, Polonia, Romania, Portogallo, Malta. Sembra quasi una beffa ma mentre i paesi riconosciuti come più cattolici lavorano, la Francia, come la Germania, i Paesi Bassi, il Lussemburgo, il Belgio, il Liechtenstein, la Norvegia, l’Austria, l’Ungheria e gran parte della Svizzera festeggiano. Il caso della Francia ha poi qualcosa di ancor più interessante. A seguito della canicola dell’estate 2003 che ha causato la morte di 15000 persone in particolare anziani, il lunedì della Pentecoste è diventato un giorno lavorativo non remunerato per iniziativa di Jean-Pierre Raffarin ai tempi primo ministro dell’UMP di cui fu uno dei cofondatori. Si parla da allora di “giorno della solidarietà”. Consiste per il salariato a lavorare una giornata intere senza essere pagato e per il datore di lavoro a pagare una contribuzione detta di “solidarietà autonoma”. Alla fine è lo stato che recupera il salario di lavoro di questa giornata. Tuttavia, anche se il lunedì di Pentecoste non dorrebbe più essere festivo dal 2005 meno di un francese su cinque ha lavorato questo lunedì 24 maggio. Secondo un sondaggio realizzato dall’Istituto Francese dell’opinione Pubblica (IFOP) in cinque anni l’attività lavorativa il giorno di Pentecoste sarebbe diminuita del 50% cosicché,ad oggi, solo il 18% del salariati nel privato e il 16% nel pubblico hanno dichiarato di aver lavorato contro il 43% e il 44% nel 2005. A seguito di numerose critiche contro la realizzazione di questa giornata di solidarietà, il suo regime è stato ammorbidito nel 2008 dal segretario generale dell’UMP Xavier Bertrand. Pur mantenendo la giornata di solidarietà, il week-end prolungato grazie al lunedì di Pentecoste è stato ristabilito. Il codice del lavoro dispone d’altronde, in Francia, che il lunedì di Pentecoste sia un giorno festivo. E i nostri amici d’oltralpe fanno davvero fatica a rinunciarvi. Le polemiche ogni anno si rinnovano e i francesi si riscoprono in questa occasione il popolo più cattolico d’Europa.