IL QUESTORE AVEVA RAGIONE, SI COMPIACE IL PRESIDENTE DELLA FAI

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

“La Federazione Antiracket Italiana esprime il suo compiacimento per l’importante arresto da parte del Commissariato di Taormina di un esponente del clan Laudani di Catania che aveva chiesto, insieme ad altre tre persone che si trovano già in carcere, il pizzo ad un imprenditore del settore alberghiero di Letojanni. Questo importante risultato è stato possibile grazie all’efficienza delle Forze dell’Ordine che con i loro interventi rendono sempre più sicuro il territorio siciliano. Da sottolineare che l’imprenditore vessato ha contatto le associazioni antiracket che si sono messe subito a sua disposizione  per dargli un aiuto in questa difficile situazione. Questo arresto dimostra ulteriormente, che il Questore di Messina, Vincenzo Mauro, aveva ragione a chiedere  che il territorio della zona ionica di Messina, in particolare Taormina e Letojanni, fosse maggiormente attenzionato visto che l’importante tessuto economico della zona avrebbe potuto interessare i clan malavitosi. Le critiche che in quel caso erano state mosse nei confronti del Questore dopo questa dichiarazione che, secondo alcuni sindacalisti e politici poteva creare allarmismo, si sono dimostrate infondate, mentre l’intuizione del dott. Mauro era più che fondata. L’importante opera di prevenzione messa in atto dalla polizia ha permesso infatti, di scoprire questi gravi atti criminosi. La Fai invita tutti gli imprenditori del territorio a collaborare denunciando eventuali intimidazioni alle Forze dell’Ordine e alla magistratura e a chiedere aiuto alle associazioni antiracket che saranno  disponibili per dar loro assistenza in modo immediato”.

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