ITALIANI ALLE URNE!...NO, FORSE MONTI!
DI CARMELO GAROFALO
Le turbolenze ossessive, intimidatorie, hanno sortito il risultato perseguito con ostinata prepotenza da un’opposizione che, bocciata dall’elettorato, punta a governare malgrado tutto, dopo aver fallito con i gossip, le vie giudiziarie, le imboscate di’ogni genere.
Adesso tutto è nelle mani (e nella mente e nel cuore) di Napolitano, il Presidente della Repubblica che guida l’Italia con saggezza e con alto senso di responsabilità.
Vi è la tentazione (e sarebbe la soluzione più appropriata in questa difficilissima congiuntura) del governo tecnico, con al vertice una personalità estranea alla politica professionista.
Ma forse sarà meglio andare subito alle urne, perché gli italiani possano liberamente pronunziarsi.
Non è stato Berlusconi a produrre la voragine nei pubblici conti, aperta dai responsabili politici che lo hanno preceduto nei decenni precedenti.
Berlusconi ha il torto semmai di essersi trovato in un’associazione di partiti con leader che avrebbero voluto sopraffare glia altri per governare a proprio piacimento.
Comunque sono tutti responsabili della bancarotta dell’azienda Italia, e se fossero stati amministratori di un’aziende privata, sarebbero stati tutti processati (e condannati) per bancarotta fraudolenta.
Gli italiani giudicheranno e faranno piazza pulita di tutti i responsabili, a destra, al centro e a sinistra.
È il tempo dei Renzi e degli Alfano. È il tempo di quanti intendono effettivamente che la politica è un servizio e non un affare.
Italiani, in piedi! Italiani alle urne! Italiani, non lasciatevi ulteriormente ingannare dai falsi profeti e scacciate i mercanti dal tempio!
Ed anche se dovesse spuntare fuori un Governo Monti, una “pezza” per evitare che molti parlamentari vadano a casa senza la “pensione” privilegiata che in Italia non si nega a nessuno di quanti riescono a mettere piedi in Parlamento resta incontestabile che Berlusconi lascia con l’onore delle armi, non abbandona la nave che, senza pilota, proprio in questi giorni, affonderebbe miserevolmente.
Esce di scena, al momento,, dopo avere ottenuto l’approvazione della legge di stabilità, nel pieno rispetto degli impegni assunti dall’Italia con l’Europa.
Da leader di una grande potenza non si lascia abbattere dallo scoramento da vili traditori e per gli implacabili oppositori che antepongono i loro interessi personali e di parte al bene della Patria ed alle esigenze della gente.
Non cade come Prodi. Ma prima di lasciare, compie tutti i suoi doveri nel rispetto dell’Italia e degli italiani.