L’INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE NELL’OBBLIGO FORMATIVO

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

 


DI GIORGIO INFANTINO



N
el vasto e variegato mondo della scuola nel quale si intersecano molteplici strategie di intervento a favore della formazione culturale, umana e sociale degli alunni, si cerca di offrire risposte significative che aiutino i discenti a recuperare il loro valore per esprimerlo e concretizzarlo nella vita di tutti i giorni.

Ogni alunno che s’affaccia alla vita, non va mai lasciato solo nelle scelte importanti da affrontare, ma va aiutato a raggiungere un sano discernimento che lo instradi verso mete giuste, costruttive e durature.

In questo scenario educativo trova spazio anche “l’obbligo formativo”: luogo privilegiato che permette a quei discenti che, per qualsiasi ragione, abbiano lasciato la scuola durante il periodo degli anni dell’obbligo scolastico, di proseguire a incrementare e a maggiorare le proprie abilità e le proprie attitudini, perseguendo il proprio tragitto e le proprie propensioni, optando tra le più disparate opportunità.

L’obbligo formativo diventa, così, un laboratorio/fucina in cui si forma la persona nelle sue dimensioni, agevolando il talento di ciascun alunno.

Tra le varie discipline previste dal precorso didattico vi è l’Insegnamento della Religione Cattolica. Essa, a partire dal suo impianto epistemologico, contribuisce a questo processo formativo dentro una progettualità educativa che coinvolge l’esistenza umana nella sua totalità, dove ognuno è chiamato guardare la vita dal di dentro, per seminare e raccogliere il buono e l’utile che la realtà ci pone dinanzi.

La Religione nella scuola promuove la persona nel suo orizzonte di crescita, con lo scopo di stimolare in essa un profondo desiderio di partecipazione alla vita. Ciò a partire dalla riscoperta di quei valori che portano a guardare con verità l’impegno quotidiano dell’esistere e favorire, così, una coscienza libera, capace di essere dono gratuito per la propria e l’altrui vita. L’insegnamento della Religione diventa così non solo una proposta, ma anche una risposta a tali bisogni. Una risposta che diventa presenza/aiuto/accompagnamento.

La figura dell’insegnante di religione, nell’obbligo formativo, rappresenta un valido supporto nel processo educativo che si esplica all’interno della scuola, contribuendo così, assieme alla famiglia, a consolidare le basi dell’itinerario formativo dell’alunno. Una figura preposta ad offrire un contributo qualificato, che non appesantisce, ma arricchisce la prassi didattica. È colui che accompagna gli alunni a saper vivere questa esperienza nella continuità e in chiave propositiva; offrendo, inoltre, canali di lettura e di interpretazione della realtà alla luce dei valori della Religione Cattolica.

Dentro questo complesso di elementi il docente di religione, nel presentare la disciplina che gli è consona, suggerisce linee guida che potrebbero rappresentare un’introduzione all’educazione sulla pragmatica dei processi culturali e comunicativi in seno al gruppo classe, promuovendo un’opportunità in più per l’orientamento degli alunni verso una prospettiva di innalzamento graduale di tutta la persona, contribuendo, laddove fosse necessario, a migliorare la qualità della vita di ciascuno e, quindi, dell’intera comunità sociale.

L’insegnamento della religione, in particolare nell’obbligo formativo, deve muoversi verso tre grandi poli: il chiarimento (chiarirsi e interrogarsi in modo “sapiente” sulla realtà per imboccare la strada giusta), il rispetto (di se stessi, degli altri e delle regole) e le pari opportunità (valorizzare i ruoli educativi, l’inserimento nel lavoro, l’integrazione sociale).

Dalle considerazioni che precedono, occorre rilevare che l’ECAP di Messina, un prestigioso Ente di formazione operante nel nostro territorio, diretto dal Dott. Salvatore Miroddi, ha presentato istanza all’Ufficio Insegnamento per la Religione Cattolica della nostra Archidiocesi per fruire, nell’ambito dei corsi di formazione, della presenza di docenti di religione qualificati che contribuiscano a questo progetto educativo/formativo assai importante e delicato. Ciò esprime come l’insegnamento della religione si esplica in ogni realtà scolastica, nella logica di un rapporto tra la scuola e l’Ordinario diocesano.

Oggi, più che mai, urge sostenere i discenti offrendo loro delle risposte di significato valide per gettare solide fondamenta nella costruzione della cultura e, dal momento che l’insegnamento della Religione nella scuola mira alla formazione integrale dell’alunno, personalmente, riteniamo che, la mancata presenza di tale supporto formativo, ponga un limite ad un percorso didattico proficuo e rispettoso di tutte le dimensioni, fra cui quella spirituale/religiosa, che fanno ricca la personalità umana.

 

 

 

 

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