LA FONDAZIONE BANCO DI SICILIA PARTNER NELLA RIELABORAZIONE DE “I PROMESSI SPOSI” DIRETTA DA MICHELE GUARDÌ E ARRANGIATA DA PIPPO FLORA
Palermo - La Fondazione Banco di Sicilia è partner d’eccezione della grande opera musicale ispirata ai Promessi Sposi che, frutto del genio e della creatività del regista Michele Guardì e degli arrangiamenti musicali di Pippo Flora, viene messa in scena, da oggi fino al 30 luglio, nella straordinaria cornice della Valle dei Templi di Agrigento.
“Quicquid poetantur Ytali sicilianum vocatur, qualsiasi cosa gli Italiani abbiano composto in versi è chiamata siciliana”: così scriveva Dante nel De Vulgari Eloquentia, rintracciando nelle rime dei poeti della Corte federiciana di Palermo gli esordi della lingua poetica italiana e compiendo un’operazione di storiografia letteraria rimasta ad oggi insuperata. Un’operazione, è bene ricordarlo, non fine a sé stessa: in Italia, infatti, dalla disgregazione medievale dei poteri locali all'Unità d'Italia, da Dante – anzi, per sua stessa ammissione dai Siciliani - a Manzoni, si può tracciare un percorso ininterrotto in cui la ricerca di una lingua comune e il progetto politico di unità nazionale hanno coinciso per quasi sei secoli, tracciando una parabola che va da Sud a Nord, da Palermo a Milano, passando per la tappa obbligata di Firenze. Oggi, alla vigilia del centocinquantenario dell’Unità d’Italia, con questo straordinario tributo all’opera di Alessandro Manzoni nato nella mente e nel cuore di due agrigentini, tale parabola si compie nuovamente, rinnovando il senso della nostra Unità: un’Unità che è sempre stata culturale prima ancora che politica e a cui la Fondazione Banco di Sicilia, con il suo contributo a questo spettacolo, vuole rendere omaggio”.
Così il Presidente della Fondazione Banco di Sicilia Giovanni Puglisi motiva le ragioni del sostegno verso “I promessi sposi”, con testo e regia di Michele Guardì e le musiche di Pippo Flora: “Questo spettacolo - conclude Puglisi - è la dimostrazione di come nel nome della cultura italiana, linguaggi artistici differenti possano incontrarsi, in un unicum in cui musica, danza, teatro e immagine scenografica, insieme, possano celebrare il romanzo, attraverso suggestioni inedite e straordinarie”.
Un sostegno, quello della Fondazione Banco di Sicilia, che guarda, perciò, a questa opera non soltanto come l’occasione per assistere ad un grande evento culturale, ma come un appuntamento con la storia italiana e con il capolavoro di Manzoni, che fu, tra l’altro, senatore nel primo Parlamento dell’Italia unita: l’unione di questi differenti linguaggi artistici è dunque, il terreno per incastonare la creatività di questi due autori siciliani in un percorso di valorizzazione dell’identità culturale italiana e della sua tradizione storica.
Con un occhio di riguardo alla Sicilia, la Fondazione Banco di Sicilia è infatti impegnata a valorizzare la cultura italiana attraverso numerosi progetti, che investono vari campi, fra cui l’educazione, la formazione, i beni artistici e culturali e la ricerca scientifica, ma anche il teatro, l’arte e la letteratura.