LA GRECIA E' IN CRISI E L'EUROPA E' CON LEI
La Grecia è in crisi. E l’Europa con lei. Se si tratti più di una crisi economica o politica non è chiaro. La crisi economica infatti si impone da sé, insieme a quel debito pubblico del 120% e di almeno 30 mld. La crisi politica invece si evince nella difficoltà, per l’Unione, di gestire una situazione in cui uno dei suoi membri rischia di annegare ma i compagni , alcuni in particolare, non hanno assolutamente intenzione di salvarlo col rischio di annegare loro stessi. Decisione legittima nell’ottica di una politica di sopravvivenza. Il progetto di un’Europa sempre più grande fa paura ora: ora che è emerso chiaramente il legame che, a seguito dell’unione economica e monetaria, avvince strettamente tra loro i membri dell’Ue, nel bene e nel male. E la Germania non ci sta.
Sabato 24 la Grecia ha ceduto, ha infine chiesto ufficialmente, dopo settimane di incontri, richieste e offerte ufficiose, gli aiuti all’Unione Europea e al Fondo Monetario Internazionale. Gli aiuti, dell’ammontare di circa 30 miliardi, dovrebbero arrivare per primi dal FMI, disposto a collaborare per un ammontare di 12 mld. Il resto sarà dato dall’Ue. Forse. E in ogni caso a partire dal 9 maggio. Il cancelliere Angela Merkel infatti avanza ancora dei dubbi. L’opinione pubblica tedesca è contraria all’operazione di salvataggio che costerebbe circa 8,4 mld allo stato tedesco il quale dovrebbe partecipare per una percentuale ampiamente maggioritaria rispetto agli aiuti complessivi che l’Unione fornirà.
La Merkel temporeggia: deve temporeggiare. Il 9 maggio alle urne è chiamato il Nord-Reno Vestafalia, 18 milioni di abitanti tra Düsseldorf e Dortmund, Colonia e Bochum. Il Land, tra i più ricchi della Repubblica Federale, è oggi governato da una coalizione democristiana-liberale, simile a quella che guida l'intero paese. I sondaggi però mostrano che il governo locale di Jürgen Rüttgers (Cdu) è a rischio di sconfitta. Se la sconfitta si dovesse realizzare essa si tradurrebbe in una perdita della maggioranza democristiana-liberale al Bundesrat, la Camera delle Regioni. E parte dell’esito dipende anche da come al cancelliere gestirà la questione greca, considerato un generale malcontento della opinione pubblica tedesca al riguardo.
Nulla è ancora sicuro, dunque. Dall’Italia il ministro Tremonti afferma che lo stivale è disposto a contribuire con un prestito fino a 5,5 mld e invita la Germania a impegnarsi ugualmente.
Intanto Papandreou non può che aspettare.