LA MUNIFICENZA DI MAMMA RAI E LA DIGNITOSA “POVERTA’” DEI MUSSOLINI
DI CARMELO GAROFALO
Se è vero che mamma RAI, maternamente dispensatrice di carezze euromilionarie a parenti, amici, soci e compagni di autorevoli esponenti della democratica Repubblica italiana, stipula contratti da favola con affini di politici d’alto livello e, nel contempo, con conduttori di spettacoli antiberlusconiani che travalicano i confini del rispetto della verità e della dignità altrui, ed infine, nel complesso i suoi palinsesti non incontrano il gradimento dei telespettatori, se è vero tutto questo ha ben ragione il lettore de “Il Giornale” Hans Dejaco, a chiedere che “chi paga il canone deve sapere a chi vanno i soldi”.
Anche perché così è facile scovare, dietro il paravento della trasparenza democratica, l’etica di volgari affaristi politici.
Ai quali ricordiamo che, pur governando vent’anni, da “dittatore” come lo hanno consegnato alla storia, Mussolini è morto senza una lira in tasca.
E senza un centesimo, con la sua morte, Rachele ed i figliuoli Edda, Vittorio e Romano, che in silenzio, con dignità, bene ormai raro, si sono rimboccati le maniche ed hanno vissuto una vita modesta ma della quale andavano giustamente orgogliosi.