LA PROMESSA DI LOMBARDO, LA MINACCIA DI MICCICHE’E L’ULTIMATUM DELLA GENTE CHE AMA I FATTI E NON LE PAROLE

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DI CARMELO GAROFALO

 

 

 

Gianfranco Miccichè, parlando ai giovani del PDL di Sicilia  ha minacciato di lasciare la Giunta regionale presieduta da Lombardo ove si tardasse a snellire gli iter burocratici.

Un segnale che induce a riflessioni che il nostro giornale da sempre ha trasmesso recependo le lamentele della gente che difficilmente arrivano ai potenti perché blindate da portavoci e portaborse che credono così di poter accattivarsi le simpatie dei loro  “padroni”.

La Sicilia vive momenti difficilissimi, relegata in coda alle classifiche, e qualche volta addirittura ultima, per vivibilità, per occupazione, per sicurezza e per trasparenza.

Ben venga, quindi, la semplificazione auspicata da Miccichè, peraltro già da tempo promessa da Lombardo, ma ben altri comportamenti vanno tenuti dai politici preposti a governare la Sicilia e dai burocrati che ne costituiscono  il motore.

Semplificare la burocrazia, lavorare con trasparenza e con umiltà, assicurando risposte immediate alle chiamate telefoniche spesso lungamente a vuoto, evitando che quanti possiedono cellulari di servizio interrompano infastiditi le chiamate, essere equilibrati nella distribuzione di provvedimenti cosiddetti discrezionali purchè non assumano il carattere di discriminazione e, peggio ancora di clientelismo.

E, soprattutto, si ponga fine una volta per sempre allo sciacallagio politico, alle lotte fratricide, al cannibalismo di parte: maggioranza e opposizione rispettino le regole del giuoco democratico operando in unità di intenti, civilmente, mirando soltanto al bene comune.

Per salvare la Sicilia che sta precipitando nel baratro del demone delle maledizioni.

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