“MAMMA” RAI, CELENTANO E LA BENEFICENZA TELEVISIVA

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DI CARMELO GAROFALO

 

 

Lo tsunami dei conduttori di telegiornali e di rubriche e di spettacoli per ricordare agli utenti che erano tenuti a pagare entro il 31 gennaio il canone, quest’anno aumentato a 112 euro, per non incorrere nelle sanzioni di mora, da ieri, grazie a Dio, non ci tormenterà più.

Ma negli utenti si è avvertita l’ansia dei conduttori a suggestionare gli utenti per spingerli a pagare al più presto il canone, quasi avessero paura di un fenomeno astensionistico che avrebbe potuto mettere a rischio il pagamento di stipendi ed indennità varie generosamente elargiti da “mamma” RAI che, con sprezzo delle esortazioni dei Presidenti della Repubblica e del Consiglio dei Ministri che hanno assunto il timone della “nave Italia” che è sul punto di inabissarsi, si arrendono alle richieste ultimative di Celentano che ha richiesto una autonomia che non sia una farsa alla “siciliana” ed un compenso di appena 350.000 euro (settecento milioni delle vecchie lire) per i suoi ormai logori solitari che costituiscono l’oppio di tanti utenti non ancora sufficientemente smaliziati.

Sicchè viene da pensare che cosa accadrebbe se il prossimo anno decidessimo tutti, ma proprio tutti, a non pagare il canone, che, ve lo annunciamo sin da ora, raggiungerà almeno i 115 euro (goccia dopo goccia che scava sempre più la roccia delle tasche degli utenti).

Cosa potrebbe accadere? Semplice: sarebbe una lezione salutare per il Governo  che potrebbe decidere di abolire questo odioso balzello, lasciando che anche la RAI si autogestisca con i proventi pubblicitari come le altre emittenti televisive private che, senza imporre “tangenti legalizzate” agli utenti, offrono trasmissioni sempre più rispondenti  ai gusti, agli interessi degli ascoltatori.

Anche perché, pur apprezzando la buona volontà di Celentano a devolvere tutto il faraonico compenso in beneficenza, i telespettatori preferirebbero farla direttamente la beneficenza, anche perché sono sempre soldi nostri.

Organizziamoci, quindi, sin da ora, per celebrare nel mese di gennaio 2013 la primavera televisiva degli italiani.

 

Pubblicità
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post