MASTERCLASS DI LECONTE AL TAORMINA FILM FEST

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

La giornata odierna del Taormina film festival si apre con la masterclass del regista francese Patrice Leconte, presentato dal giornalista di fama mondiale Dan Fairenau.

Il regista de Il marito della parrucchiera e La ragazza sul ponte, presidente di giuria del Taormina Film Fest 2011, ha presentato ieri la sua ultima pellicola, Voir la mer, fuori concorso nella sezione Mediterranea.

E’ alla sua quinta esperienza in una giuria ed ammette di non amare questo ruolo “E’ eccitante scoprire nuovi film ma mi imbarazza. Chi sono io per giudicare i film degli altri? – ha detto – preferisco dare giudizi sulle belle donne”

“Sono diventato quello che sono grazie a mio padre che fin da bambino mi portava al festival di Tours– ha affermato Patrice Laconte – Quando ero piccolo papà mi comprò una 8 millimetri ed iniziai a girare senza budget e coinvolgendo amici e parenti nei miei cortometraggi muti”.

“Amo il cinema nei cinema – ha esclamato Patrice Leconte. Oggi si possono vedere i film persino sull’iphone. Come si fa a vedere un film con gli auricolari e peggio ancora su uno schermo da 3 pollici? Per me è una cosa terribile. Comunque bisogna fare i film pensando al film e non al supporto su cui saranno visti”.

Molti registi, se un film non viene apprezzato danno la colpa al pubblico che non è in grado di apprezzare. “Quando un film non funziona, ed è capitato anche a me nei miei 35 anni di attività – ha ammesso Leconte – me ne vergogno. Mi vergogno di aver sperperato un budget ma mi vergogno ancor di più di aver mandato la gente al cinema a vedere un lavoro fatto male”.

“Come Luc Besson credo che la cinepresa sia un personaggio aggiunto e giro le scene personalmente. Non mi piacciono i registi che si dissociano dal set, che guardano le riprese su un monitor dando indicazioni da lontano - ha spiegato Patrice Laconte. Io faccio il regista per migliorare il mondo, non ho mai prodotto film politici o militanti ma solo film sensuali che possano aprire la mente dello spettatore. Sono una persona raffinata, elegante, semplice, sensibile e faccio cinema per migliorare il mondo!”.

Al contrario di Hitchcock, il quale sosteneva che tutto ciò che è scritto sulla sceneggiatura deve essere riportato fedelmente sulla pellicola, Patrice Laconte crede che sulla pellicola debba essere impressa anche l’interpretazione naturale degli attori ed il punto di vista del regista e che le scuole di cinema siano fondamentali. Tutt’oggi non capisce come sia possibile che ci siano persone che, senza aver mai tenuto in mano una telecamera, ad un tratto, presentano un lungometraggio.

“Nei miei film mi sforzo per mostrare personaggi che trasmettano qualcosa e non farò mai un film horror perché non mi piace aver paura e fare paura. Il cinema non deve far paura – ha detto Laconte -  ma trasmettere sentimenti e felicità”

“Adesso – ha annunciato il regista francese - sto lavorando ad un lungometraggio d’animazione che arriverà nelle sale tra due anni. Non sarà un film in 3D perché non voglio che sia uguale a tutti gli altri. Sarà in bidimensionale ma con alcuni rilievi. Per questo film, che si chiama “Le Magazine de Suicide” che sconsiglio ai bambini, mi soffermerò soprattutto sulla grafica”

Non è mancata una critica al proprio Paese: “Ultimamente la Francia sta producendo un gran numero di film. Troppa quantità e poca qualità. Propongo ai miei connazionali di limitarsi nel numero, di rallentare e soffermarsi sulla qualità. Non mi piace sentire la gente che esce dai cinema parlando male delle produzioni francesi”.

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