MEDICINA UMANITARIA A MESSINA: IMPIANTO COCLEARE SU UNA BIMBA PROVENIENTE DA ZANZIBAR

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

Ha solo 4 anni, ma la sua vita è già ricca di storie da raccontare. Circostanze, situazioni, necessità che l’hanno portata a compiere un lungo viaggio: dalla Tanzania all' Italia, da Zanzibar fino a Messina, con la sua mamma e il suo papà, per sottoporsi a un delicato intervento.

“Noor”, si chiama così la bimba affetta da un grave problema uditivo a cui nei giorni scorsi presso l’AOU “G. Martino”è stato applicato un impianto cocleare nella UOC di Otorinolaringoiatria diretta dal prof. Francesco Galletti.

La bambina resterà in Italia sei mesi; quella affrontata è, infatti, un’operazione che ha caratteristiche tecnico scientifiche particolari e che richiede lunghi tempi di cura e assistenza.

Un caso di medicina umanitaria di cui l’AOU “G. Martino” ha scelto di farsi carico totalmente: diagnosi, quella di Noor, non identificata alla nascita, emersa dopo diversi ricoveri in ospedali della zona e portata all’attenzione dal Co.P.E., la Ong "Cooperazione Paesi Emergenti" che nelle zone del sud del mondo promuove lo sviluppo in settori essenziali come la salute e l'istruzione.

La richiesta di assistenza, subito accolta dall’azienda ospedaliera universitaria, ha dato il via a un percorso di collaborazione internazionale che ha reso possibile il trasferimento della bambina in Italia nell’ambito del progetto “Sisi ni Kesho - Siamo noi il Futuro”.

Il trattamento sanitario in questi mesi continuerà ad essere monitorato dal policlinico. Nei giorni scorsi Noor è stata dimessa: solo una fase temporanea di convalescenza lontano dall’ospedale per poi continuare a Settembre con la terapia riabilitativa. La parte chirurgica rappresenta, infatti, uno dei passaggi lungo quel percorso assistenziale che inizia ancor prima dell’intervento, con la valutazione del danno uditivo e quindi dell’idoneità all’applicazione chirurgica dell’impianto cocleare e con l’attivazione, a distanza di un mese dall’intervento, dell’impianto stesso.  

Ma è soprattutto attraverso la riabilitazione logopedia che si gioca la partita più importante: un programma individuale specifico durante il quale Noor sarà accompagnata dalla dott.ssa Longo e dal dott. De Palma con il coinvolgimento attivo della mamma.

L’U.O di Microchirurgia auricolare del Policlinico Universitario è stata riconosciuta nel 2003 dall’Assessorato regionale alla sanità quale centro di riferimento per gli impianti cocleari. L’obiettivo è adesso quello di consolidare una rete di assistenza che con l’apporto delle nuove tecnologie consenta anche a distanza, per via telematica, di seguire sviluppi e progressi nel percorso riabilitativo.

Tra i progetti della Ong vi è anche "Pole Pole" , cofinanziato dall'Associazione Filodiretto Onlus, che consentirà di ultimare nel villaggio di Nyololo una palestra per la riabilitazione motoria su base comunitaria. È qui che Noor, una volta tornata a casa, giorno dopo giorno dovrà proseguire la riabilitazione: "pole pole" appunto, che in swahili significa “piano piano”.

Pubblicità
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post