METALMECCANICI TORNANO A LAVORARE: MA COS’È QUESTO “DISORDINE”?
DI CARMELO GAROFALO
Dopo sessantacinque anni di sinistra dominazione sindacale i lavoratori italiani e, perfino, autorevolissimi esponenti di matrice comunista, hanno capito quel che a noi era stato “profetizzato” in un’aula della Facoltà di Magistero dell’Università degli studi di Messina.
Nel corso di una riunione presieduta da un insigne italianista, il professore Michele Catalano, con a latere chi scrive, dall’illustre cattedratico vennero tracciate le linee di regole da osservare, per restituire ordine e per normalizzare la vita della facoltà dopo la parentesi bellica.
Le norme che avrebbero dato sicurezza agli studenti e, soprattutto, a docenti, assistenti, tecnici e personale subalterno.
Tante ore di lavoro, assenze da giustificare per motivi di salute e da richiedere preventivamente per eventuali esigenze di famiglia, e cosi via…
Dal fondo dell’aula si alzò un bidello, un napoletano per la verità, fino ad allora, ligio ai propri doveri, responsabilmente attento e affabile nei modi, persona di tutto rispetto, che ricordiamo proprio come esempio di lavoratore di quel tempo, e chiese la parola “per mozione d’ordine”.
Non sapevamo nulla, allora, di “mozioni d’ordine”, “per fatto personale”, “ a nome de’’assemblea” e cose del genere.
Il professore Catalano, studioso di chiara fama, mi chiese di spiegargli cosa volesse il bidello. Gli risposi di non sapere cosa volesse ma, comunque, gli suggerii di farlo parlare.
Ed il napoletano con la sua divertente dialettica espresse, “a nome di tutta l’assemblea”, “lo stupore per il disordine che si sarebbe venuto a creare nella Facoltà…”
Tanto ci sovviene nel momento in cui, con l’assenso dei sindacati non comunisti, viene firmato il nuovo contratto di lavoro per 46.000 dipendenti dello stabilimento di Pomigliano che, così, riassunti dal 1° gennaio prossimo, riavranno il loro posto di lavoro.
Sbloccamento, parimenti 700.000.000 di investimenti per produrre la nuova Panda.
Un contratto che uomini come Fassino, di estrazione notoriamente comunista, viene riconosciuto accettabile dai lavoratori che correvano il rischio di aumentare vistosamente il tasso di disoccupazione nazionale.
Eppure, per la FIOM non è così, tanto che, prontamente, è stato proclamato, per il 21 gennaio prossimo, uno sciopero generale dei metalmeccanici proprio dallo stesso filone politico sindacale al quale apparteneva l’indimenticabile bidello del Magistero di Messina.
Con divertente ironia dei sindacalisti, non comunisti, dalla Cisl alla Uil, che sanno bene che senza un dialogo aperto con il datore di lavoro non può esservi pace tra le forze matrici dell’economia del Paese.
Ma, per la sinistra sindacale, suvvia, “cos’è questo disordine”?...